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Rimanere umani
Dietrich Grönemeyer

Rimanere umani

High-tech e cuore – Per una medicina dal volto umano

Prezzo di copertina: Euro 16,50 Prezzo scontato: Euro 14,03
Collana: Books
ISBN: 978-88-399-2854-2
Formato: 13,5 x 21 cm
Pagine: 232
Titolo originale: Dietrich Grönemeyer, Mensch bleiben. High-Tech und Herz – eine liebevolle Medizin ist keine Utopie
© 2006

In breve

Diario di un grande medico tedesco, il libro si trasforma in una mappa delle terapie che guariscono l’uomo: da quelle altamente tecnologiche a quelle tradizionali e di origine naturale. E questo in vista di una medicina integrale, che sia high-tech ma insieme dolce ed ecologica. E nel rispetto della più grande opera d’arte che esista: la vita umana.

Descrizione

Il libro è il diario di un grande medico e diventa la mappa delle malattie che affliggono l’uomo di oggi, ma anche la mappa delle terapie che guariscono l’uomo, da quelle ad alta tecnologia, alle terapie tradizionali e di origine naturale, in vista di una medicina integrale, che sia high-tech, ma insieme, dolce ed ecologica.
Il prof. Dietrich Grönemeyer, padre della microterapia, è uno dei medici più rinomati di tutta la Germania, un medico che sviluppa e applica i metodi più moderni e li associa in modo coerente con terapie dolci alternative. Egli è convinto di una cosa: la persona deve stare al centro; il fissarsi solo sui costi rende ciechi nei confronti delle possibilità di un progetto sanitario complessivo; i risparmi effettuati sulla pelle dei pazienti, che non dispongono di lobby, non servono a nulla. Il progetto per il futuro della medicina è: «Rimanere umani nel rispetto della maggiore opera d’arte: la vita».
Un best-seller e un libro per tutti: per una vita sana come ben-essere fisico, psichico, sociale.
Scrive lo psichiatra Eugenio Borgna nella Introduzione all’edizione italiana: «Un libro di grande chiarificazione dei problemi scientifici, dei rischi e dei progressi straordinari della moderna medicina; e un libro di grande passione umana e spirituale. Un libro che si legge come un romanzo: il romanzo della vita»

Commento

Recensioni

Nella letteratura dedicata alla riflessione sulla medicina, l'appello ad “essere e rimanere umani” sta rischiando ormai di trasformarsi in un luogo comune. Sempre più spesso, infatti, ci si richiama alla necessità di umanizzazione, ma senza presentare proposte effettivamente incisive sulla prassi quotidiana. L'acume della diagnosi fatta al capezzale della medicina “malata”, che ne rileva con precisione difetti e patologie, raramente si accompagna ad un'indicazione terapeutica efficace e il più delle volte si limita a vaghi richiami non esenti da un certo ‘buonismo’ o ad anacronistiche rievocazioni di una medicina ‘naturale’. Il saggio di Grönemeyer riesce a tenersi lontano da questi rischi, coniugando un approccio rigorosamente scientifico [...] con la preoccupazione ‘umanistica’, del professionista che si rifiuta di ridurre l'arte della cura ad un calcolo di costi o alla semplice applicazione di una tecnica. [...] Il termine “fiducia” lo ritroviamo in molte pagine del saggio di Grönemeyer, che la indica come uno degli elementi essenziali per colmare quel deficit di umanità che la paura o la diffidenza da parte del paziente, combinate con la frettolosità o la freddezza del medico, possono creare. Un esempio di questo sforzo sta nell'adoperarsi per eliminare o ridurre la paura del malato nei confronti della tecnologia applicata al suo corpo. [...] «La fiducia nel dottore, nel team terapeutico, nasce soltanto dal dialogo e dall'ascolto praticati prima degli interventi tecnici, si tratti di punture, di visite radiologiche, di anestesia totale o di operazioni ambulatoriali... Molte paure sono evitabili, quando l'atmosfera è amichevole e si spiega brevemente quel che succede. La cosa peggiore è essere parcheggiati da qualche parte, per esempio davanti alla stanza della radiologia, senza sapere che cosa sta per accadere e quando accadrà, soli - quasi sempre senza essere accompagnati da familiari e da persone di fiducia - magari addirittura senza indumenti, infreddoliti, e sentirsi completamente in balia altrui» (p. 100). Questo rispetto del malato è particolarmente importante nel caso della cura degli anziani, che rischia di subire le conseguenze di una mentalità economicistica, preoccupata solo di diminuire i costi del sistema sanitario e di ottimizzare i risultati. [...] Molto attuale anche l'accenno all'assistenza dei moribondi, momento cruciale per il medico che non può più guarire, ma è chiamato ugualmente a prestare la cura dell'accompagnamento, della sedazione del dolore, della consolazione.

M.T. Russo, in Medic 2008:16, 124-125