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Nuovo Corso di Teologia Sistematica vol. 2. Teologia fondamentale
Massimo Epis

Nuovo Corso di Teologia Sistematica vol. 2. Teologia fondamentale

La ratio della fede cristiana

Prezzo di copertina: Euro 48,00 Prezzo scontato: Euro 40,80
Collana: Grandi opere
ISBN: 978-88-399-2402-5
Formato: 17 x 24 cm
Pagine: 712
© 2009, 20162

In breve

Nuova edizione aggiornata

Ciò che i cristiani credono può essere riconosciuto come vero? A quali condizioni? Se la fede non può sottrarsi all’istanza critica della razionalità, a queste domande occorre rispondere, accettando le nuove sfide del nostro contesto culturale, pluralistico e interreligioso. È una questione di rispetto per il dono della fede ed è una forma di sollecitudine verso coloro che cercano la verità.

Descrizione

La presentazione critica della fede è, per chi crede, una questione di rispetto per il dono della fede – per consentirle di mostrare integralmente la sua qualità di verità destinata a tutti gli uomini – ed è una forma di sollecitudine verso coloro che cercano la verità. Sulla scorta di questa convinzione il presente volume si propone di rispondere alla domanda: «A quali condizioni quanto credono i cristiani può essere riconosciuto come vero?».

Recensioni

«Per prima cosa, è da sottolineare non solo la vastità dell’opera e la meticolosa e ampia articolazione dei temi, ma anche la ribadita volontà di mantenere aperta la riflessione non solo sul piano teologico ma anche su quello filosofico in virtù del ruolo che quest’ultimo riveste quale interlocutore privilegiato del primo. A ciò si aggiunge poi l’ampio apparato di note e la ragionata “Nota bibliografica” finale (677-684), assai utili per l’approfondimento deisingoli temi e per l’ulteriore studio delle questioni che emergono nel corso dell’opera. È altresì significativo rilevare i singoli contributi che compaiono al termine di ogni sezione sotto la voce “Temi di studio”. In essi, l’Autore intende offrire ulteriori spunti di riflessione che nascono dalla precedente trattazione e che possono essere vantaggiosamente considerati in vista di specifiche ricerche in merito alle questioni che sono già state opportunamente sviluppate. Infine, vanno menzionati anche gli schemi grafici, le note intertestuali di approfondimento e gli indici finali, tutti strumenti che suggeriscono come la ricerca, andando ben al di là dellasemplice trattazione manualistica del tema, vuole essere un contributo significativo per ripensare la questione epistemologica della teologia fondamentale. Senza dubbio questa fatica di Epis rappresenta un contributo energico, anche se talora difficile nel linguaggio, per poter affrontare lo studio della teologia fondamentale ripensandone non solo i contenuti ma soprattutto i principi che sono alla base di questa disciplina».


P. Sguazzardo, in Rassegna di teologia 51/4 (2010) 681-683

«Iscrivere il trattato di teologia fondamentale all'interno di un corso di teologia sistematica è una scelta che presuppone il deciso superamento dell'impianto estrinsecistico che ha caratterizzato la stagione teologica moderna e il riposizionamento del discorso teologico a procedere dal suo nucleo cristologico. Poiché l'esposizione sistematica delle ragioni della credibilità della fede non è mai previa e separabile dal contenuto della fede stessa, va salutata con favore la pubblicazione di un nuovo manuale che non rinuncia all'integrazione tra le esigenze dell'insegnamento istituzionale e l'approfondimento critico delle istanze fondamentali del dibattito teologico e filosofico. […] La figura epistemologica della fede proposta da Epis contribuisce a tematizzare e rigorizzare i nodi fondamentali che la produzione teologica del Novecento consegna al dibattito successivo. Certamente il linguaggio usato dall'Autore, che non lesina le formulazioni più dense e talvolta quasi brachilogiche, impegna il lettore in vari passaggi. Tuttavia non se ne apprezzerebbe il valore se il metro della valutazione fosse legato esclusivamente alla sua immediata applicazione per l'insegnamento istituzionale. Se è vero che l'esercizio scolastico non deve limitarsi alla semplice riproposizione positiva dei contenuti della tradizione teologica e magisteriale, rinunciando a ogni tentativo di rielaborazione critica, il rigore argomentativo di quest'opera fornisce senza dubbio un contributo di alta qualità per l'incremento del dibattito e del livello d'insegnamento stesso».


S. Didonè, in Studia Patavina 1 (2012) 230-234