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La (non) benedizione delle coppie omosessuali
Andrea Grillo, Aristide Fumagalli, Giuseppe Piva

La (non) benedizione delle coppie omosessuali

Questioni critiche in Fiducia supplicans

Prezzo di copertina: Euro 11,00 Prezzo scontato: Euro 10,45
Collana: In-Oltre 4
ISBN: 978-88-399-0204-7
Formato: 12,3 x 19,3 cm
Pagine: 104
© 2024

In breve

Un libro sincero, dialogico, profetico, dove si testimonia come la Chiesa in cammino nella storia può incrociare biografie nelle quali sono nettamente riconoscibili, pur in mezzo a sofferenze, i segni della presenza di Dio e del suo operare. Un invito a un discernimento, non più rinviabili, su ciò che lo Spirito va dicendo alla Chiesa.

Tanti spunti costruttivi per una pastorale fuori dagli schemi consueti, oltre la diffidenza, oltre i pregiudizi.

Contributi di rilievo, su temi liturgici e morali, dove è in gioco una nuova forma di “riconoscimento”.

Descrizione

Nell’attuale cambiamento d’epoca, l’attenzione della Chiesa è destata dall’esperienza dei credenti LGBT+ che intendono vivere la loro condizione e le loro relazioni all’insegna dell’amore cristiano. Al discernimento ecclesiale della loro esperienza vorrebbe contribuire questo libro, ideato nell’ambito della pastorale che, in Italia, vari operatori animano insieme a molteplici gruppi di persone LGBT+.
Incorniciato da pagine a più voci che delineano e prospettano la pastorale con persone LGBT+ entro il processo sinodale (G. Piva, in collaborazione con F. Giacobbe, F. Focosi, G.L. Carrega, D. Migliorini), il libro ha al centro due importanti contributi. Lì si mettono in luce – e si discutono criticamente – le questioni ecclesiali e pastorali (A. Grillo) e quelle dottrinali e morali (A. Fumagalli) sollevate dai recenti pronunciamenti del magistero, specialmente nella dichiarazione Fiducia supplicans, sulla (non) benedizione delle coppie di persone dello stesso sesso. A corredo del libro è inoltre riportato il documento che gli operatori pastorali con persone LGBT+ hanno consegnato alla segreteria del Cammino sinodale della Chiesa italiana.
L’intento, allora, è quello di offrire riflessioni pacate, ma che non rinunciano all’audacia di un linguaggio franco, per sollecitare la Chiesa al coraggio di nuovi passi, che non vanno rinviati se si vuole favorire il cammino di fede dei credenti LGBT+ attraverso una cura crescente.

Recensioni

L'esperienza e la riflessione teologica scaturite dall'accompagnamento pastorale delle coppie omosessuali sono raccolte nel volume in oggetto, radicato su una quasi decennale esperienza di circa duecento operatori pastorali, al fine di arricchire il cammino sinodale in Italia (cfr. appendice finale). L'attenzione sul tema è riemersa con una certa intensità negli ultimi tempi, segnatamente nel corso del pontificato di papa Francesco, trovando nella dichiarazione Fiducia supplicans (FS) uno sprone particolarmente significativo. Sulla scia del dibattito che ne è derivato e di altri autorevoli interventi a esso strettamente collegati [Congregazione per la Dottrina della fede, Responsum a un dubium circa la benedizione delle unioni dello stesso sesso, 22/02/2021; Dicastero per la dottrina della fede, Comunicato stampa circa la ricezione di Fiducia supplicans, 4/01/2024; Francesco, Risposta ai dubia, 25/09/2023; Id., Discorso ai partecipanti all'assemblea plenaria del Dicastero per la Dottrina della fede, 26/01/2024], gli autori del saggio hanno inteso esprimere, con un linguaggio indubbiamente «franco nella logica della parresia evangelica» (p. 14), alcune questioni critiche in FS circa il tema della benedizione delle coppie omosessuali.

Al di là della cornice introduttiva e conclusiva del gesuita Giuseppe Piva, poniamo la nostra attenzione sul fulcro dell'opera (cfr. p. 7), costituito dai due capitoli centrali (una trentina di pagine ciascuno) di Andrea Grillo e di Aristide Fumagalli, autori alquanto noti nel panorama teologico contemporaneo.

Il primo offre uno scritto inedito di carattere ecclesiale e pastorale, mentre il secondo riprende e sviluppa alcune sue precedenti pubblicazioni di stampo dottrinale e morale (cfr. nota 1, p, 51). I due contributi, in chiara sintonia, mettono in evidenza alcuni snodi essenziali, portando l'attenzione su quella che, al di là del tema delle benedizioni, sembra essere la realtà decisiva rispetto alla quale sollecitano una chiara presa di posizione: le «”forme di vita” che chiedono riconoscimento, opponibilità a terzi, forma giuridica ed esercizio di diritti e doveri» (p. 18).

L'analisi di Grillo appare piuttosto chiara: «La svolta pastorale [...] non sembra aver trovato nel documento [...] né il giusto linguaggio espressivo né la giusta chiarezza sistematica, determinando perciò una sorta di 'paralisi dell'azione' e suscitando reazioni forti in ambienti diversi dal punto di vista culturale ed ecclesiale» (p. 23). Per il teologo ligure, infatti, la possibilità di approfondire, allargando, il senso delle benedizioni [ cf. Dicastero per la Dottrina della fede, Comunicato stampa circa la ricezione di Fiducia supplicans] non si rivelerebbe risolutiva (cf. p. 48). La sua argomentazione si sviluppa in direzione storico-teologica, evidenziando, da un lato, l'ombra lunga del decreto Tametsi (cf. pp. 30-31) e, dall'altro, la distinzione delle benedizioni in FS – «liturgiche o ritualizzate» e «spontanee o pastorali» – rispetto a quanto dichiarato nel Responsum del 2021. L'esito del percorso tracciato da Grillo risulterebbe insoddisfacente a motivo del fatto che alcune «forme di vita» vengono relegate in una sorta di clandestinità senza forma, determinando una tensione logorante, tale per cui «o si offrono chiarimenti, ma si perde il fenomeno, o si salva il fenomeno, ma non si offrono chiarimenti» (p. 20).

Una possibile via di soluzione potrebbe determinarsi, a suo dire, nella misura in cui si riuscisse a istituire una nuova correlazione tra «parola benedicente» e «realtà relazionale»; questo potrebbe avvenire mediante «l'introduzione di valutazioni dottrinali differenziate (con la necessaria distinzione storica e geografica) che possa fondare un agire benedicente non clandestino, almeno in una parte della chiesa universale» (p.39).

Le considerazioni di Grillo vengono rilanciate da Fumagalli in chiave dottrinale. Del teologo ligure, infatti, ritroviamo la medesima criticità strutturale, nonché l'istanza propositiva finale. Se, da un lato, emerge l'impressione per cui la dichiarazione FS «non sembra riuscire nell'intenta composizione degli aspetti dottrinali e pastorali della questione, mantenendoli piuttosto in tensione» (p. 58), si è spinti, dall'altro, verso un approfondimento dell'analisi dottrinale di alcune “forme di vita”. La riflessione di Fumagalli si collega a un dibattito piuttosto noto: «La problematica distinzione tra situazione oggettiva e responsabilità soggettiva, cui corrisponde la tensione tra verità dottrinale e disciplina pastorale, non sarà adeguatamente risolta sino a quando non si oserà (ri)considerare, insieme alla disciplina pastorale, anche la dottrina morale» (p. 65).

Ed è qui che l'argomentazione offre un ulteriore passo avanti. Dopo aver richiamato i punti essenziali della dottrina morale sull'omosessualità, viene tratteggiata una possibile via di soluzione, fondata su una ripresa – estensiva – del significato unitivo e della diversità corporea che caratterizza la gestualità sessuale. Se infatti quest'ultima venisse interpretata, nelle sue molteplici forme (al di là del coito, anche qualora non fosse possibile compierlo), come espressione unitiva dell'amore interpersonale, potrebbe aprirsi la strada per una revisione della dottrina sugli atti omosessuali (cf. pp. 78-81). Un percorso, qualora fosse immaginabile, da definirsi entro una certa criteriologia morale (cf. pp. 74-78) e in corrispondenza di analogie (non equivalenze) la cui consistenza andrebbe commisurata con il «criterio sintetico e fondamentale per vivere ogni amore umano» (p. 75) ossia il comandamento di Gesù.

In conclusione, questo volume si rivela particolarmente utile per la sua capacità di focalizzare e rilanciare in modo puntuale le principali questioni che caratterizzano il dibattito sull'accompagnamento spirituale delle persone omosessuali. Condividiamo il senso di frustrazione che emerge a più riprese circa l'incapacità di risolvere la tensione tra dottrina e pastorale (cf. G. Piva, p. 11; A. Grillo, pp. 46-48; A. Fumagalli, p. 80). Una percezione, ci sembra, che sta progressivamente logorando il tessuto comunitario, rendendo sempre più indifferibile l'individuazione di percorsi di fede capaci realisticamente di custodire verità e misericordia (cf. Sal 85,11); cammini pastorali in cui le rispettive differenze non confondano, bensì rafforzino la comunione ecclesiale, ove le realtà locali possano accogliere in fiduciosa obbedienza la parola di salvezza. A tal riguardo, uno specifico contributo dedicato alla vita battesimale avrebbe potuto arricchire il volume evidenziando la realtà dinamica, responsabile e responsabilizzante, della grazia sacramentale nonché della dimensione liturgica. La differenziazione del cammino spirituale di ciascun battezzato e delle varie "forme di vita" non può prescindere dalla chiamata alla conversione nella specificità della condizione esistenziale in vista della progressiva conformazione a Gesù Cristo e al suo vangelo.


R. Bischer, in Studia Patavina 3/2025, 564-567

La Chiesa cattolica si interroga sempre più sulla presenza, nelle comunità cristiane, di credenti Lgbt+ che intendono vivere la loro condizione e le loro relazioni all'insegna dell'amore cristiano. Questo agile volumetto, redatto sulla base dell'esperienza pastorale di diverse realtà italiane, intende contribuire ai percorsi di discernimento dei gruppi di Lgbt+ credenti. Un libro a più voci che, nell'ambito del processo sinodale, affrontano criticamente questioni pastorali, dottrinali e morali sollevate dai recenti pronunciamenti magisteriali, in particolare dalla dichiarazione Fiducia supplicans sulla (non) benedizione delle coppie di persone dello stesso sesso. L'intento degli autori è, dunque, offrire riflessioni pacate, ma che non rinunciano all'audacia di un linguaggio franco, per sollecitare la Chiesa al coraggio di nuovi passi per favorire un cammino di fede dei credenti Lgbt+ attraverso una cura crescente.


In Adista n. 5/2025