In breve
Disponibile dal 9 settembre 2026
“Ciò che non si deve mai fare” non p un elenco di divieti scolpiti nella pietra, ma il luogo vivo in cui la verità morale chiede di essere continuamente compresa.
Una sintesi rigorosa e accessibile, che rende fruibile un tema tecnico senza banalizzarlo
Temi al centro del dibattito pubblico – contraccezione, omosessualità, aborto, eutanasia – sono qui affrontati con argomenti ed esiti non scontati
Descrizione
Che esistano azioni da non compiere mai, quasi nessuno lo nega. Il disaccordo comincia subito dopo: quali sono e come si riconoscono? Attorno all’intrinsece malum – gli atti cattivi “in sé e per sé”, a prescindere da intenzioni e circostanze – passa una delle fratture più aspre della morale cattolica postconciliare.
Aristide Fumagalli rifiuta l’alternativa fra conservatori e progressisti. Ricostruisce la genesi della dottrina – decalogo, Patristica, Scolastica, manualistica moderna, Veritatis splendor, Amoris laetitia – e ne individua il punto di cedimento: aver isolato l’oggetto dell’atto dal fine e dalle circostanze, riducendo l’agire morale a fisicità senza soggetto. Vi innesta una teoria simbolica dell’azione, dove l’oggetto nasce dall’interazione fra intenzione e circostanze.
La verifica avviene su cinque casi – contraccezione, masturbazione, atti omosessuali, aborto, eutanasia – con esiti diseguali: non la liquidazione della dottrina, ma la sua riformulazione, oltre a un criterio praticabile per il discernimento.