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Nuovo Corso di Teologia Sistematica vol. 13. Escatologia cristiana
Giovanni Ancona

Nuovo Corso di Teologia Sistematica vol. 13. Escatologia cristiana

Prezzo di copertina: Euro 28,00 Prezzo scontato: Euro 23,80
Collana: Grandi opere
ISBN: 978-88-399-2413-1
Formato: 17 x 24 cm
Pagine: 416
© 2003, 20164

In breve

L’opera offre un ricco percorso storico-teologico che rende conto degli sviluppi del pensiero cristiano sui ‘novissimi’; segue poi una riflessione sistematica che pone al centro la figura del Signore risorto e, a partire da essa, illustra la connotazione escatologica dell’esistenza cristiana nella Chiesa.

Descrizione

Tra gli aspetti originali della dottrina cristiana la visione del compimento dell’esistenza umana e della vicenda storica occupa un posto singolare. Se, lungo i secoli, il desiderio di avere risposte soddisfacenti agli interrogativi circa tale compimento aveva portato a costruire una ‘fisica dei fini ultimi’ e una ‘geografia dell’aldilà’, nei tempi recenti si è preso coscienza del fatto che la meta della storia rimane avvolta nel mistero di Dio. Ciò non significa, tuttavia, che il futuro degli esseri umani e del mondo sia del tutto sconosciuto, e quindi di fronte a esso non resti più nulla da dire. Piuttosto una rinnovata ermeneutica dei testi biblici e patristici ha permesso di riscoprire il centro del messaggio escatologico del cristianesimo: Gesù Cristo risorto, paradigma della persona umana nella sua vittoria sulla morte e, nello stesso tempo, principio della palingenesi del cosmo. Alla luce del centro ritrovato, le immagini bibliche – come quelle assunte dalle culture attraversate dal cristianesimo – appaiono nella loro valenza metaforica; liberano pertanto significati capaci di legare presente e futuro.
L’opera tra le mani del lettore offre, in primo luogo, un ricco percorso storico- teologico che rende conto degli sviluppi del pensiero cristiano sui ‘novissimi’; segue poi una riflessione sistematica che pone al centro la figura del Signore risorto e, a partire da essa, illustra la connotazione escatologica dell’esistenza cristiana nella Chiesa; la morte infine è presentata come passaggio verso il compimento, che comporta il giudizio nella parusia di Cristo. Il volume è pensato per stimolare la riflessione del lettore e con l’intento di introdurre a ulteriori ricerche sull’affascinante mistero del destino disposto da Dio per l’umanità e per il cosmo.

Commento

Recensioni

Come osserva l’A., le «questioni introdotte nella teologia dal concetto di “escatologia” sono tante e diverse» (p. 5); ne consegue che le varie impostazioni del trattato risentono di «qualche “incertezza” di natura epistemologica», alle quali si aggiunge la dibattuta questione se l’escatelogia costituisca una disciplina vera e propria oppure sia una dimensione che caratterizza la teologia nel suo insieme. Un elemento è comunque certo: l’escatologia cristiana attiene al futuro assoluto dell’uomo, un futuro che, proprio per la qualificazione «cristiana», ha come punto di riferimento necessario l’evento storico e nel contempo singolare del Verbo Eterno fatto uomo, crocifisso e risorto, nel quale Dio si comunica all’essere umano in modo libero e definitivo.
Facendo proprie le indicazioni metodologiche offerte dal Concilio Vaticano II, l’Ancona articola la sua opera in tre parti, accompagnate da una introduzione e da una conclusione. Oggetto della prima è la presentazione dell’escatologia vetero e neotestamentaria; le fonti canoniche ed extracanoniche indagate testimoniano l’esistenza di un variegato e complesso pensiero, che configura l’escatologia veterotestamentaria e quella delle apocalissi giudaiche. Tale complessità testimonia che l’esperienza del popolo di Dio è profondamente segnata da un orientamento al futuro. Essa permane nel NT, che «presenta molteplici tracce di pensiero escatologico, che mal si adattano ai fini di una sistematizzazione lineare e omogenea» (p. 80); si tratta di tracce sulla cui elaborazione è indubbia l’influenza esercitata dall’AT e dal giudaismo. Le rappresentazioni e le enunciazioni escatologiche neotestamentarie profilano infatti il tema della speranza nel futuro definitivo dell’essere umano, del mondo e della storia con una varietà di linguaggi escatologici attinti dalle diverse tradizioni del mondo biblico. Tale diversità ha però il suo centro nell’evento decisivo di Gesù Cristo; manca nel NT la speculazione sistematica o la descrizione puntuale e dettagliata del futuro escatologico; tutto invece è riferito a Cristo, contenuto vero e proprio della speranza credente.
La seconda parte tratteggia lo sviluppo storico-teologico postbiblico dell’escatologia cristiana. Nuovi temi saranno progressivamente esaminati, il dettato biblico sarà ripensato anche per rispondere a interrogativi nuovi, stimolati da un contesto che cambia: la centralità di Cristo rimane indiscussa in una riflessione attenta alla cultura coeva. Lo sviluppo non è lineare; già dall’epoca patristica, le prospettive escatologiche cominciano a oscillare tra due poli, quello comunitario e quello individuale, pur con una più accentuata attenzione al destino escatologico dell’individuo. In tale sviluppo si può rilevare la ricerca di una sempre maggiore sistematicità. Nella patristica gli spunti emergono in forma organica soltanto a partire da Agostino, la cui impostazione condiziona il pensiero medioevale. Nel Medioevo la riflessione sistematica si configura ancor più come trattato; si rafforza la distinzione tra escatologia individuale e universale, permane forte l’interesse per il destino del singolo individuo, anche se non mancano autori interessati alla teologia della storia.
La mutata temperie culturale e il diverso approccio al tema antropologico dell’epoca moderna fanno segnare un tempo di crisi per l’escatologia, che prosegue anche nell’epoca dei lumi e le cui conseguenze sono visibili in ambito sia cattolico sia protestante. Nonostante il contributo positivo dei teologi di Tubinga, il processo di stagnazione appare irreversibile. L’escatologia si cristallizza «nei termini di trattato conclusivo del sistema teologico e si caratterizza come “fisica delle ultime realtà”» (p. 202). Nel XX secolo si registra un rinnovamento, da parte sia cattolica sia protestante: da riflessione sulle cose ultime, l’escatologia è articolata come un vero e proprio trattato, fortemente connotato in senso storico-salvifico. Tale rinnovamento non esaurisce ovviamente il dibattito in merito a temi specifici, ad esempio lo stato intermedio.
La terza parte consiste nella proposta sistematica, che prende le mosse dalla considerazione dell’evento Gesù Cristo come evento storico-escatologico. Il mistero pasquale di Cristo è la chiave di lettura dell’esistenza cristiana correttamente compresa come escatologicamente connotata. Il carattere escatologico dell’essere cristiano è vissuto da ciascun credente già ora nella chiesa, radicata nella storia e simultaneamente in tensione verso il compimento definitivo in Dio. Si crea così una doppia correlazione dinamica – il credente e la chiesa; il presente e il futuro – che l’A. utilizza, con il riferimento al mistero pasquale, per presentare diversi argomenti: fa morte, che «va pensata piuttosto come il momento in cui il processo di personalizzazione dell’uomo giunge al suo compimento non in maniera sganciata dall’intera esistenza» (p. 328); la possibilità della morte eterna; l’unione tra chiesa celeste e chiesa pellegrinante; la purificazione. Il punto conclusivo è costituito dalla parusia di Gesù Cristo, nella quale si compie il mistero salvifico universale e si scioglie l’articolazione di presente e futuro; alla luce della parusia, sono compresi il giudizio escatologico rivelativo della relazione degli uomini con Dio; la risurrezione dei morti; il compimento del mondo.
Il volume è stato concepito come un manuale di studio, organizzato secondo il metodo classico della teologia sistematica; a partire dalle fonti e dallo sviluppo dottrinale si perviene alla proposta sistematica. Una esauriente bibliografia, nella quale sono raccolti contributi di vario genere che si riferiscono a ciascuna parte, e un essenziale e pertinente apparato critico corredano il volume. Funzionali alla proposta di un manuale di studio, è l’indicazione di temi di approfondimento per completare i contenuti dei singoli capitoli e di tracce di approfondimento.
Proprio per tale strutturazione «didattica» nel senso migliore del termine, ci pare che il volume possa essere fruttuosamente letto non soltanto dagli studenti di teologia, ma anche da altri lettori a vario titolo interessati al problema dell’esistenza dell’uomo.

S. Mazzolini, in La civiltà cattolica 155 (2/2004) 203-205



l volume, pensato come ‘manuale’ per lo studio, tratta in modo ampio i temi dell’escatologia cristiana nella direzione del compimento dell’esistenza umana e della vicenda storica alla luce dell’evento di Gesù Cristo risorto, paradigma della persona umana nella sua vittoria sulla morte e, nello stesso tempo, principio della palingenesi del cosmo.
L’opera comprende tre parti. Le prime due ricostruiscono il percorso storico-teologico, che rende conto degli sviluppi del pensiero cristiano sui temi escatologici. La terza parte propone una riflessione sistematica, che pone al centro la figura del Signore risorto e, a partire da essa, illustra la connotazione escatologica dell’esistenza cristiana nella chiesa, la valenza escatologica della morte in Cristo e il compimento parusiaco.
Il volume, infine, suggerisce, lungo il percorso, temi di studio, con lo scopo di completare la proposta contenutistica e tracce di approfondimenti che mirano all’acquisizione più ampia di titoli strettamente connessi ad ogni singolo capitolo.

Lateranum 70 (1/2004) 249