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Maria - Ecclesia
Gisbert Greshake

Maria - Ecclesia

Prospettive di una teologia e una prassi ecclesiale fondata in senso mariano

Prezzo di copertina: Euro 76,00 Prezzo scontato: Euro 64,60
Collana: Biblioteca di teologia contemporanea 184
ISBN: 978-88-399-0484-3
Formato: 16 x 23 cm
Pagine: 688
Titolo originale: Maria – Ecclesia. Perspektiven einer marianisch grundierten Theologie und Kirchenpraxis
© 2017

In breve

Opera magistrale, questa mariologia di Greshake si spinge a proporre una visione decisamente mariana della ecclesia stessa. Il che potenzialmente rinnova l’immagine stessa della chiesa: preme per un’autentica riforma delle strutture in direzione di una chiesa della fede, di una chiesa dei piccoli e dei poveri, nella quale le gerarchie di questo mondo sono rovesciate come nel Magnificat.

Descrizione

La teologia contemporanea ha ancora qualcosa di nuovo da dire su Maria? Moltissime tematiche teologiche, non da ultimo quella ecclesiologica, incrociano trasversalmente la mariologia. Nelle sue riflessioni, Greshake si concentra sulla natura dell’essere umano e sul profilo della chiesa alla luce della mariologia, ma indaga in particolare su come vanno compresi il rapporto tra uomo e creazione e la relazione fra cristiani e altre religioni. Fino a scoprire che un elemento che innegabilmente costituisce il cuore del dibattito intorno alla figura di Maria è proprio il rapporto Dio-creazione.
In quest’opera magistrale Greshake affronta però la sfida fino in fondo: prospetta anche una prassi ecclesiale fondata in senso mariano. La rilevanza immediata delle sue riflessioni sulla situazione attuale della chiesa e della teologia emerge chiaramente nelle proposte – anche critiche – di riforma. Una visione decisamente mariana della ecclesia potrebbe soltanto rinnovare l’immagine stessa della chiesa: attuandone un’autentica riforma delle strutture in direzione di una chiesa della fede, di una chiesa dei piccoli e dei poveri, nella quale le gerarchie di questo mondo sono rovesciate come nel Magnificat.
Raramente le conseguenze pratiche di una “teologia fondata in senso mariano” sono state elaborate in maniera tanto chiara e stimolante, sfoderando una visione a tutto tondo.

Recensioni

Opera magistrale, questa mariologia di Greshake si spinge a proporre una visione decisamente mariana della ecclesia stessa. Il che potenzialmente rinnova l'immagine stessa della chiesa: preme per un'autentica riforma delle strutture in direzione di una chiesa della fede, di una chiesa dei piccoli e dei poveri, nella quale le gerarchie di questo mondo sono rovesciate come nel Magnificat.

La teologia contemporanea ha ancora qualcosa di nuovo da dire su Maria? Moltissime tematiche teologiche, non da ultimo quella ecclesiologica, incrociano trasversalmente la mariologia. Nelle sue riflessioni, Greshake si concentra sulla natura dell'essere umano e sul profilo della chiesa alla luce della mariologia, ma indaga in particolare su come vanno compresi il rapporto tra uomo e creazione e la relazione fra cristiani e altre religioni. Fino a scoprire che un elemento che innegabilmente costituisce il cuore del dibattito intorno alla figura di Maria è proprio il rapporto Dio-creazione. In quest'opera magistrale Greshake affronta però la sfida fino in fondo: prospetta anche una prassi ecclesiale fondata in senso mariano.

La rilevanza immediata delle sue riflessioni sulla situazione attuale della chiesa e della teologia emerge chiaramente nelle proposte - anche critiche - di riforma. Una visione decisamente mariana della ecclesia potrebbe soltanto rinnovare l'immagine stessa della chiesa: attuandone un'autentica riforma delle strutture in direzione di una chiesa della fede, di una chiesa dei piccoli e dei poveri, nella quale le gerarchie di questo mondo sono rovesciate come nel Magnificat.

Raramente le conseguenze pratiche di una "teologia fondata in senso mariano" sono state elaborate in maniera tanto chiara e stimolante, sfoderando una visione a tutto tondo.


M. Merlina, in Consacrazione e Servizio 4/2017, 150-151

La teologia contemporanea ha ancora qualcosa di nuovo da dire su Maria? Nelle sue riflessioni, Greshake si concentra sulla natura dell'essere umano e sul profilo della Chiesa alla luce della mariologia, ma indaga in particolare su come vanno compresi il rapporto tra uomo e creazione e la relazione fra cristiani e altre religioni.

Opera magistrale, questa mariologia di Greshake si spinge a proporre una visione decisamente mariana della ecclesia stessa, il che potenzialmente rinnova l'immagine della Chiesa: preme per un'autentica riforma delle strutture in direzione di una chiesa della fede, di una chiesa dei piccoli e dei poveri, nella quale le gerarchie di questo mondo sono rovesciate come nel Magnificat.


In Missionarie Dell’Immacolata 3/2017

Gisbert Greshake è uno dei più illustri teologi tedeschi, nato in Vestfalia (Germania) nel 1933, fu ordinato sacerdote nel 1960. Greshake iniziò i suoi studi nel 1954, presso l’università Westfalia Wilhelms di Muenster, ottenendo il dottorato in teologia nel 1969. Per il suo bagaglio culturale e per le sue ricerche, si mise in luce nel mondo accademico. Dopo aver ricevuto l’abilitazione nel 1972, presso l’Università di Tubinga, ottenne la nomina prima ad associato, poi a professore ordinario di dogmatica e di storia dei dogmi presso l’università di Vienna. Dal 1985 al 1999 con una cattedra presso la Facoltà di teologia della Albert Ludwigs Universität di Friburgo in Germania, insegnò teologia sistematica e teologia ecumenica. Successivamente, in qualità di professore ospite, dal 1998 al 2006 ottenne la cattedra presso l’Università Gregoriana di Roma.

Gisbert Greshake non è solo un grande accademico, ma un grande ricercatore in ambito della teologia della Grazia, nell’Escatologia e soprattutto, nella teologia Trinitaria. Si è interessato, non in maniera minore, all’Ecclesiologia e ai Padri del deserto. Il suo interesse ha spaziato in molti ambiti teologici, ma la trinitaria rimane la sua grande passione. Del resto il suo trattato sulla Trinità rimane una delle opere fondamentali nella teologia.

Greshake dopo aver studiato e scritto in alcuni ambiti di suo interesse, nel 2014 ha dato alle stampe un corposo testo di mariologia: Maria-Ecclesia, con sottotitolo Prospettive di una teologia e una prassi ecclesiale fondata in senso mariano. Un tema, quello mariano, nuovo per Greshake, anche se visto in una prospettiva ecclesiale, che è una materia da lui ben conosciuta. La casa editrice Queriniana, ripropone in lingua italiana, questa fondamentale opera di Gisbert Greshake, in un’edizione appena data alle stampe.

Nella sua prefazione al libro, il teologo scrive, non senza una sorta di ironia, che questo “sarà il più grande tra i miei ultimi lavori teologici”. Opera magistrale di mariologia, nella quale Greshake si spinge a proporre una visione decisamente mariana della ecclesia stessa. L’autore nella prefazione al testo, si pone un dubbio: ”La teologia contemporanea ha ancora qualcosa di nuovo da dire su Maria? Non ci sono oggi problemi molto, molto più urgenti, problemi ecclesiali, teologici, soprattutto anche problemi riguardanti la pace, la giustizia, la solidarietà tra gli uomini, la salvaguardia del creato? […] Non si è già detto tutto, anzi troppo, sul tema di Maria e del suo significato nella vita della chiesa?”. Tutti dubbi legittimi, quelli che si pone il teologo tedesco. Ma forse, ce ne era veramente la necessità, visto che poi ha deciso di scrivere il corposo testo.

“Per spiegare il perché io mi dedichi ugualmente a questo tema, devo indicare innanzitutto dei motivi di carattere autobiografico. Sono cresciuto in un’epoca, che viene chiamata anche il «secolo mariano» nella quale il significato di Maria nella predicazione della chiesa e nel culto liturgico e paraliturgico, nella pietà personale e nella prassi di devozione, come anche nell’insegnamento teologico, raggiungeva livelli esagerati”.

[…]

Il testo affronta la tematica mariana che si incrocia trasversalmente con quella ecclesiologica, Maria e Chiesa. Lo stesso teologo tedesco scrive citando Hugo Rahner: «Dobbiamo nuovamente imparare a vedere Maria nella chiesa e la chiesa in Maria». Il concilio ha sì realizzato il primo aspetto, ma non il secondo. Maria è stata integrata nella chiesa, ma non la chiesa in Maria. In questo senso anche l’affermazione conciliare: «Maria, infatti, che è entrata intimamente nella storia della salvezza, riunisce in sé in qualche modo e riverbera i massimi dati della fede» (LG 65), non ha avuto conseguenze nella vita della chiesa”.

Che cosa può esserci di nuovo, su un testo che si aggiunge agli altri 100.000 volumi su temi mariani, già stampati? “L’elemento propriamente specifico di questo studio – scrive l’autore - consiste nel mettere a fuoco due questioni: 1) Quali conseguenze ha l’espressione programmatica «Maria-Ecclesia» per le tematiche fondamentali della fede e della teologia, soprattutto però per il rinnovamento di una chiesa che, a quanto pare, è diventata «vecchia»?. 2) Fino a che punto è possibile estendere il binomio «Maria-chiesa» anche al concetto, così importante nella patristica, di una «ecclesia primigenia», di una «chiesa dal principio», o applicare l’idea centrale della sapienza dell’Antico Testamento, che sta «all’inizio delle vie di Dio», a Maria e alla chiesa, e di farlo in un senso del tutto reale e non soltanto allegorico? Con quali conseguenze?”.

Il testo è suddiviso in due grandi parti, la prima fa un percorso attraverso la testimonianza della sacra Scrittura e delle fonti teologiche più importanti sul tema Maria. Nella parte seconda, intitolata “Maria-Ecclesia - Riflessioni e impulsi” Greshake, in alcuni sottocapitoli, affronta alcuni temi mariani: Maria, colei che ha creduto; Maria quae est santa Ecclesia (per comprendere il rapporto Maria-Chiesa); Maria Ecclesia, Collaboratrice di Dio; Creata come principio delle sue vie; infine, vista su Maria (la Madonna in alcune rappresentazioni pittoriche).

Un libro solo per addetti ai lavori? Per raffinati teologi? Non solo. Un libro certo, non di facilissima lettura, ma che aiuta tutti coloro che vogliono comprendere e approfondire la figura di Maria, in maniera chiara e stimolante.


R. Lauri, in La Croce 24 giugno 2017

Convinzione dell’a. è che una teologia e una prassi ecclesiale potrebbero essere profondamente rinnovate se fossero orientate in senso radicalmente mariano. Se nella I parte di questo saggio, offre i prolegomena alla mariologia, ripercorrendo la centralità della figura di Maria nella Scrittura, nella dottrina della Chiesa e nella storia della teologia, nella II parte presenta tutta una serie di riflessioni e impulsi volti a rifondare e a riformare, in una prospettiva esemplarmente mariana, le strutture della Chiesa, la quale è chiamata a diventare una Chiesa della fede, dei piccoli e dei poveri, dove i poteri di questo mondo vengono rovesciati, come nel Magnificat.
G. Coccolini, in Il Regno Attualità 12/2017

Dopo essersi interessato ai grandi ambiti della teologia della grazia, della teologia trinitaria e dell’escatologia, l’importante teologo – già docente a Vienna, Freiburg in Breisgau e, dal 1998 al 2006, professore invitato alla Gregoriana di Roma – si è dedicato all’ecclesiologia e in essa particolarmente al tema della comunione e al ruolo del presbitero. Non ha disertato la teologia spirituale, interessandosi alla figura di Charles de Foucauld.

In quel che lui stesso chiama il più grande tra i suoi ultimi lavori teologici (cf. p. 5), egli si interessa alla figura di Maria nel suo intersecarsi con il tema ecclesiologico. Lo fa per motivi autobiografici (oscillazioni e movimento ondivago nella vita personale circa la questione mariologica, con vari problemi irrisolti che richiedevano una ripresa meditata) e uno di natura sistematica (il rapporto tra il Dio infinito e la creazione, e come possa il Dio infinito entrare nella realtà finita e appropriarsene, cf. pp. 5-15; 15-17).

Quali novità

La mariologia si presta come campo di ricerca in cui si intersecano pressoché tutte le tematiche teologiche. L’autore afferma che la novità del suo studio, rispetto ai più di 100.000 volumi dedicati alla mariologia, sono soprattutto due: 1) esaminare i riflessi dell’espressione Maria-Ecclesia per le tematiche fondamentali della fede e della teologia, in vista di un rinnovamento della Chiesa che sembra essere diventata «vecchia»; 2) studiare fino a che punto sui può estendere il binomio «Maria-Chiesa» al concetto, già dei padri, di una «ecclesia primigenia» o come applicare concretamente, e non solo allegoricamente, a Maria e alla Chiesa l’idea – centrale nell’AT – della sapienza che sta «all’inizio delle vie di Dio».

La parte prima studia come «prolegomeni» la figura di Maria nella Scrittura, nella dottrina della Chiesa e nella storia della teologia. L’accento tenuto è quello di una visione estremamente «sobria» di Maria, che ne sottolinea l’aspetto «non privilegiato», ma quello «generalmente-umano» che la fa simile a tutti gli uomini quale loro «sorella nella fede».

Nella parte seconda («Maria-Ecclesia. Riflessioni e impulsi»), lo studioso sottolinea – in una certa qual tensione con la prima parte, ammette lui stesso – ciò che in Maria appare come «singolare», secondo tre prospettive: come credente, come Chiesa in persona, come «inizio, prototipo» e forma personale della creazione.

L’impianto del volume

Le due massime poste in esergo all’opera sottolineano, la prima il «nulla creaturale» di Maria (Luigi Maria Grignon de Montfort), la seconda il massimo che si possa dire di Maria, l’essere «sede di Dio, l’Infinito» (Inno Akathistos), il «luogo che Dio stesso ha scelto per essere “EGLI stesso in Maria”: “Dio in Maria”».

Si studia quindi, nella parte prima (pp. 29-374), Maria nella sacra Scrittura e nello sviluppo successivo della testimonianza biblica, Maria come Mater Ecclesia, con le problematiche sulla maternità divina e sul suo essere o meno “corredentrice”.

Maria Virgo Ecclesia è il capitolo dedicato al tema della verginità, mentre quello intitolato Maria Immacolata Ecclesia ne studia la santità e il suo essere “immacolata”. Lo studio di Maria Assumpta Ecclesia precede quello su Maria Sapientia Ecclesia, intersecando continuamente le riflessioni ecclesiologiche con quelle riguardanti Maria, inserita pienamente nel corpo ecclesiale e non ad esso sovrastante. Il settimo capitolo presenta la figura di Maria come è vista nelle Chiese non romane.

La seconda parte (pp. 375-610) studia dapprima Maria come Colei che ha creduto, «Maria quale est sancta Ecclesia» come si esprime Cirillo di Alessandria, Maria – Ecclesia «collaboratrice di Dio» (2Cor 6,1) e, infine, Maria sulla falsariga della sapienza, «Creata come principio delle sue vie [di Dio]». Chiude un capitolo dedicato a Maria come appare in alcune rappresentazioni pittoriche. Una citazione significativa: «Ella [= Maria] non è neanche la Mediatrice della salvezza (…) ma è colei che – in riferimento all’evento “oggettivo” della salvezza e della redenzione – ha detto sì all’unica mediazione della salvezza in Gesù Cristo, facendo così entrare la salvezza nel mondo e in questo senso mediandola al mondo, e che – in riferimento all’evento “soggettivo” della salvezza – è la ricapitolazione e la forma personale del communio sanctorum e, dunque, di ogni mediazione salvifica ecclesiale, “comunionale”. Maria ha così un ruolo di rappresentanza (…) per tutti noi, per tutta l’umanità: lei è eletta da Dio come suo dono che precede ed è da lui chiamata come colei che pre-cede e pre-corre, che si rende presente per gli altri fino a quando tutti prenderanno il loro posto e si apriranno ad accogliere il dono e il compito della salvezza» (p. 499).

Icona della vera riforma

La chiusura, situata volutamente al posto della conclusione, intende sottolineare la preziosità della figura di Maria come icona della improcrastinabilità di una vera riforma della Chiesa, che non può partire dall’esterno delle istituzioni, ma dal suo interno, con la riscoperta della fede, della carità, della spiritualità del Magnificat, del porre al centro l’attenzione per i poveri.

Volume di studio e di aggiornamento teologico che interseca mariologia ed ecclesiologia, ma anche altri filoni teologici fondamentali, ricordati a p. 17: «Dignità e libertà dell’uomo, sapienza di Dio, Paradiso, peccato originale, elezione e predestinazione, redenzione e storia della salvezza, popolo di Dio, resto santo, giudaismo e Chiesa, messia, figlio di Dio, cooperazione con lo Spirito Santo, Chiesa e comunicazione della grazia, teologia battesimale, nuzialità con Dio, compimento della Chiesa e compimento del mondo» (citato da G. Lohfink – L. Weimer , Maria – nicht ohne Israle, Freiburg im Br. 2008, 398 [trad. it. Bari 2010, 539]).


R. Mela, in SettimanaNews.it 15 maggio 2017