Disponibile
Il messaggio di Amoris Laetitia
Walter Kasper

Il messaggio di Amoris Laetitia

Una discussione fraterna

Prezzo di copertina: Euro 10,00 Prezzo scontato: Euro 8,50
Collana: Giornale di teologia 406
ISBN: 978-88-399-3406-2
Formato: 12,3 x 19,5 cm
Pagine: 80
Titolo originale: Die Botschaft von Amoris l.titia. Ein freundlicher Disput
© 2018

In breve

Un testo di grande autorevolezza per fare finalmente luce sul senso e sul contenuto di Amoris laetitia, che riporta l’attenzione sul cuore pulsante dell’esortazione apostolica: indicare come e in che cosa la Chiesa, dato l’attuale contesto, può contribuire positivamente alla riuscita dell’amore in famiglia e nel matrimonio. Un contributo a un dibattito sereno, per il bene dell’unità ecclesiale e a servizio della gioia dell’amore.

Descrizione

Negli ultimi decenni, non c’è documento papale che sia stato tanto atteso, prima, e tanto serratamente discusso, poi, come Amoris Laetitia: se n’è fatto un pomo della discordia. Prendendo atto di questo bizzarro “primato”, il cardinal Kasper riporta l’attenzione dei lettori sul cuore pulsante dell’esortazione apostolica: indicare come e in che cosa la chiesa, dato l’attuale contesto, può contribuire positivamente alla riuscita dell’amore in famiglia e nel matrimonio.
Lungi da qualsiasi intenzione polemica, il porporato tedesco si impegna a dimostrare che papa Francesco non propugna alcuna dottrina “nuova”. Amoris Laetitia si colloca in perfetta continuità con la tradizione autentica della chiesa, non da ultimo con Tommaso d’Aquino, il Vaticano II e il magistero degli ultimi pontefici. E, in maniera del tutto conseguente, Amoris Laetitia sviluppa per l’oggi un patrimonio tradizionale e al tempo stesso attuale, segnando un progresso nella comprensione della verità – quella verità che è stata rivelata una volta per sempre.

Recensioni

Il cardinale Walter Kasper scende in campo in difesa di papa Francesco. Lo fa con le 96 pagine del saggio «Il messaggio di Amoris Laetitia. Una discussione fraterna» (Queriniana, Brescia). È sotto gli occhi di tutti come Francesco sia apprezzato, dentro e fuori la chiesa, ma anche osteggiato da molti nei suoi tentativi di scuotere e riformare la chiesa. Secondo i critici non rende la chiesa più conforme al vangelo, ma crea una realtà nuova, un cattolicesimo che è una nuova religione mondiale, sincretista e pluralista. Insomma, «questo papa è già oltre la chiesa cattolica» (Francesco Lamendola), «è prigioniero della macchina da guerra che si chiama Ego-latria... corregge Gesù adeguandolo ai tempi e agli uomini... Il papa – per definizione - può essere solo conservatore, altrimenti non è più papa. Il suo ministero è custodire la fede» (Antonio Socci). Altri scrivono che dimentica i principi fondanti del cattolicesimo, tanto da essere definito il leader della sinistra mondiale, il comunista che onora della sua amicizia l’ateo Eugenio Scalfari.

Ma già a fine marzo del 2014 a cinque studenti belgi Francesco ha confessato: «Non sono comunista, l’amore per i poveri è il cuore del vangelo». Il nuovo libro «Come la chiesa finì» di Aldo Maria Valli, vaticanista del Tg1, prefigura la chiesa che tramonta proclamando il superdogma del dialogo e abbracciando il modernismo, sintesi di tutte le eresie. Dopo l’elezione Bergoglio ha aperto il suo improvvisato discorso con «buonasera», un saluto giudicato non laico, bensì ostentatamente laicista. In seguito ha sempre messo al primo posto i gesti della misericordia, ma per alcuni questa priorità, sostenuta da potenza comunicativa, nasconde anche narcisismo.

All’inizio di dicembre l’emittente televisiva dei vescovi italiani ha comunicato l’intenzione del pontefice di modificare un passaggio della traduzione del Padre Nostro, la preghiera che ci ha insegnato Gesù. Il finale «e non ci indurre in tentazione» verrebbe sostituito da «e non lasciarci entrare in tentazione», perché - dice il papa - «Dio è un padre buono che non mi butta nella tentazione per poi vedere come sono caduto». Anche questa decisione ha sollevato perplessità: Bergoglio vaneggerebbe di un Dio bonaccione che perdona tutti, persino Giuda e Pilato.

Al centro del dissenso c’è soprattutto l’esortazione apostolica Amoris laetitia (La gioia dell’amore) sul matrimonio e la famiglia del 19 marzo 2016. Il bersaglio è l’ottavo capitolo, anzi una nota in cui si afferma che le persone in situazioni dette irregolari, come i divorziati risposati, possono in certi casi essere ammesse alla comunione. Il tema è diventato il pomo della discordia dentro la chiesa e la teologia. Già nel settembre 2016 quattro cardinali hanno chiesto al papa, prima in forma privata e poi pubblicamente, di chiarire alcuni dubbi che davano l’impressione di voler alterare la dottrina tradizionale. L’11 agosto scorso 40 studiosi cattolici provenienti da 20 nazioni hanno recapitato a Bergoglio una «filiale lettera di correzione», nella quale denunciavano che l’Amoris laetitia propaga 7 eresie. In particolare, direttamente o indirettamente, permette che si creda che l’obbedienza alla legge di Dio è impossibile o indesiderabile e che la chiesa talvolta deve accettare l’adulterio in quanto compatibile con l’essere cattolici praticanti; il citato capitolo ottavo conterrebbe una legittimazione del divorzio cattolico. La «lettera di correzione» indicava come causa delle «eresie», oltre al modernismo, l’influenza delle idee di Lutero.

Francesco non ha mai risposto ufficialmente a tali critiche, né ha mai concesso udienza ai quattro cardinali, ma in una lettera ai vescovi della regione di Buenos Aires ha ribadito che non sono possibili altre interpretazioni di Amoris laetitia rispetto a quella fornita dai vescovi suoi connazionali, secondo i quali i divorziati entrati in una nuova unione, dopo un percorso di discernimento individuale, potrebbero in certi casi essere ammessi all’eucaristia. «Nessuno dei sette punti incriminati - scrive adesso il cardinale Walter Kasper - è contenuto in documenti del papa; si tratta di accuse assurde e infondate. Le divergenze degli oppositori riguardano differenti opinioni di scuola formulate sulla base della dottrina ecclesiastica. I critici isolano la questione dal contesto e non prendono atto della visione profetica dello scritto, che non propugna dottrine “nuove”, ma si colloca in perfetta continuità con la tradizione autentica della chiesa, non da ultimo con Tommaso d’Aquino, il Vaticano II e il magistero degli ultimi pontefici».

Per sfatare le presunte contraddizioni tra Giovanni Paolo II e Francesco, Kasper cita il libro «Risposte (amichevoli) ai critici di Amoris laetitia» di Rocco Buttiglione («uno dei migliori conoscitori della filosofia e teologia di papa Wojtyla»), pubblicato nel 2017 con un saggio introduttivo del cardinale Müller, allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Francesco, come Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, scrive che matrimonio e famiglia sono la culla dell’umanità, perciò il rinnovamento sociale deve partire da qui. «La famiglia è la via della chiesa, che cresce, vive, soffre e gioisce con le famiglie; nelle famiglie e per mezzo di esse è presente nella vita e nel mondo».

«Il papa - conclude Kasper - non lascia spazio a dubbi che matrimoni civili, unioni di fatto, nuovi matrimoni tra divorziati e unioni tra omosessuali non corrispondono alla concezione cristiana del matrimonio... ma oggi molte istituzioni sono in crisi, molte cose sono diventate insicure e parecchi cristiani non riescono più a seguire alcune norme della morale sessuale, matrimoniale e familiare della chiesa. Di qui, nel solco di una tradizione riattualizzata, che non deve essere acqua stagnante ma fresca sorgente, le contestate riflessioni e proposte di papa Francesco per indicare come e in che cosa la chiesa, dato l’attuale contesto, può contribuire positivamente alla riuscita dell’amore in famiglia e nel matrimonio».


G. Poletti, in L’Adige 17 gennaio 2018