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Chiesa cattolica
Walter Kasper

Chiesa cattolica

Essenza – Realtà – Missione

Prezzo di copertina: Euro 35,00 Prezzo scontato: Euro 29,75
Collana: Biblioteca di teologia contemporanea 157
ISBN: 978-88-399-0457-7
Formato: 16 x 23 cm
Pagine: 576
Titolo originale: Katholische Kirche. Wesen – Wirklichkeit – Sendung
© 2012, 20172

In breve

Partendo dalla propria esperienza e portando la propria testimonianza, con questo nuovo libro il cardinal Kasper corona un progetto perseguito per anni e completa le sue grandi monografie precedenti, dedicate a cristologia e dottrina su Dio. Questa ecclesiologia cattolica, rinnovata nella linea del Vaticano II, sviluppa tre gruppi di temi: l’essenza della Chiesa, la sua realtà, la sua missione nel nostro tempo.

Descrizione

Con questo nuovo libro Walter Kasper porta a termine un progetto perseguito per molti anni, completando così, con una ecclesiologia, le sue grandi monografie precedenti: quella sulla cristologia (Gesù il Cristo) e quella sulla dottrina di Dio (Il Dio di Gesù Cristo).
L’opera Chiesa cattolica comprende e sviluppa tre gruppi di temi: l’essenza, la realtà e la missione della Chiesa nel nostro tempo.
Innanzitutto il cardinal Kasper delinea, in una parte autobiografica introduttoria, il suo cammino personale e teologico nella Chiesa e con la Chiesa. In tal modo egli prepara il campo per l’esposizione di una ecclesiologia cattolica, rinnovata nella linea del concilio Vaticano II.
Kasper tratta poi la questione della Chiesa in modo coerente alla luce della questione di Dio e del messaggio del regno di Dio, con il preciso scopo di collocare la Chiesa sia nel contesto biblico che in quello esistenziale. Il significato della Chiesa si fonda, per Kasper, nel suo essere Chiesa di Gesù Cristo.
Proprio attraverso il legame tra una personale testimonianza di vita e l’esposizione teologica, il cardinal Kasper incoraggia così gli uomini e le donne d’oggi a contraddistinguere il loro essere cristiani nella Chiesa con la gioia di vivere in essa.

Recensioni

«Il libro è diviso in due parti, la prima delle quali costituisce, sostanzialmente, un’ampia introduzione, in forma di autobiografia teologica: Kasper ripercorre il proprio itinerario, sottolineando le influenze decisive, mostrando l’evoluzione del suo pensiero e anche mettendo, perché no, qualche puntino sulle i, per quanto riguarda qualche rapporto con colleghi discussi, come Hans Küng. Sono pagine molto interessanti non solo per meglio comprendere il pensiero kasperiano, ma anche come fonte per tracciare la storia della recente teologia cattolico-romana. La trattazione ecclesiologica vera e propria è svolta nella seconda parte, e articolata in sette capitoli, ampi e assai densi.
Una tale ampiezza non permette nemmeno l’evocazione dei temi fondamentali, per tacere della loro discussione. Mi limito quindi a evidenziare tre elementi di fondo, che percorrono l’intera opera. Anzitutto, il libro unisce un elevato livello di riflessione sistematica e una utilissima completezza manualistica. La possibilità di Kasper, derivata dalla sua biografia, di unire le competenze del teologo accademico e dell’alto dirigente ecclesiastico, gli permette ricchezza informativa, profondità dogmatica, ampiezza di visuale. Il volume costituisce per tali ragioni un punto di riferimento molto importante per comprendere l’impostazione oggi dominante dell’ecclesiologia cattolica. [...] In secondo luogo, si fa apprezzare la volontà di unire la trattazione dogmatica all’attenzione per la dimensione pastorale e organizzativa. Le difficoltà del cristianesimo europeo, anche cattolico, non sono taciute, i fattori di crisi sono chiamati per nome, la passione per l’impegno missionario della chiesa in un mondo secolarizzato è chiaramente avvertibile. [...] Il terzo elemento, per nulla sorprendente per chi conosca il pensiero e l’azione di Kasper, consiste nella sintesi tra un’indubbia passione ecumenica e la presentazione di una linea che, per quanto riguarda il dialogo con le chiese evangeliche, non lascia intravedere aperture significative.
Poiché il volume presenta, dichiaratamente, un’ecclesiologia cattolica, è chiaro che, da un punto di vista evangelico, si potrebbero fare osservazioni su ogni punto, cruciale o anche meno. Preferisco menzionare un’osservazione critica che l’Autore rivolge alle chiese evangeliche. Nel contesto, già menzionato, della discussione sul celibato, egli nega che la questione sia l’unica causa della carenza di sacerdoti in Europa e nel mondo ricco (perché, altrove, tale numero è in crescita), quindi si domanda: le chiese protestanti, che hanno una diversa disciplina e non presentano carenza di pastori, "stanno veramente meglio dal punto di vista [...] della testimonianza dell’evangelo?" (p. 378). Non è una domanda simpatica, ma nemmeno sciocca».


F. Ferrario, in Protestantesimo 67/2 (2012) 182-184

«È possibile scrivere un trattato di ecclesiologia autobiografico? A giudicare dal poderoso lavoro del cardinale Walter Kasper sembrerebbe proprio di sì. La connotazione biografica è data dal fatto che il percorso di esperienze ecclesiali e umane del porporato costituisce il valore aggiunto e originale di questo testo. Egli si cimenta, infatti, in un lavoro che giunge quasi a compimento di una lunga carriera teologica e pastorale, ricca di esperienze, incontri e responsabilità. L’opera Chiesa cattolica. Essenza - Realtà – Missione era da tempo nelle intenzioni dell’Autore, come continuazione di precedenti pubblicazioni significative quali Gesù il Cristo (1975) e Il Dio di Gesù Cristo (1984). Ma gli impegni ecclesiali succedutisi agli anni dell’insegnamento non gli avevano dato la possibilità di addentrarsi in questa impresa che si pone come una naturale continuazione delle precedenti. Tuttavia, l’aver procrastinato l’intento ha favorito – a giudizio dello stesso Kasper – "una maggiore completezza e un approfondimento, giacché l’iniziale progetto si è accresciuto e maturato grazie a esperienze pastorali, ecclesiali ed ecumeniche" e "le istanze fondamentali di scientificità, ecclesialità, contemporaneità critica e costruttiva sono rimaste le stesse".
La sensazione di vissuto permea le pagine del libro, così che la chiesa non è esplorata nelle sue realtà essenziali dall’esterno, in una esposizione asettica, ma a partire dalla fede nella chiesa e dalla fede che parla di essa. Un ulteriore apporto vitale è dato dal fatto che la riflessione non è chiusa dentro le mura cattoliche, ma in un continuo dialogo con le chiese, in particolare quelle protestanti e ortodosse, ma anche con le "libere chiese" con le quali si confronta in modo dialettico e franco. Questo apporto si rivela un valore aggiunto accresciutosi con la vicenda ministeriale a contatto per anni con le diverse confessioni cristiane. Come a dire che una ecclesiologia che si sviluppa solo in una prospettiva, quella cattolica nel nostro caso, rischia di diventare asfittica e settaria, e alla fin fine non giova a nessuno.
Una ulteriore connotazione biografica la si coglie nelle citazioni delle opere di teologi e filosofi degli ultimi due secoli, per la maggior parte tedeschi, molti conosciuti personalmente. Nelle pagine si dipana una carrellata delle posizioni teologiche e filosofiche più significative che l’autore stesso riconosce come vere e proprie opere di formazione personale. Le finalità del volume sono esposte chiaramente nella prima parte (pp. 64-65). L’intento è l’esposizione di alcuni tratti dell’ecclesiologia cattolica e di riflettere sull’essenza, sulla realtà e sulla missione della chiesa. Non la presentazione di una "nuova" ecclesiologia cattolica, ma di una ecclesiologia cattolica "rinnovata" nel senso inteso dal Vaticano II. Le coordinate fondamentali sono la questione di Dio e il messaggio del Regno, in prospettiva sia biblica che esistenziale.
La categoria teologica entro la quale si svolge la trattazione è la storia universale della salvezza con una tensione pneumatologica ed escatologica costante rispetto a una puramente sociologica. La visuale è teocentrica perché si prospetta più onnicomprensiva e aiuta a recuperare e armonizzare gli elementi divini e terreni di cui è composta la chiesa stessa, come segno e strumento della venuta del Regno. Sullo sfondo della trattazione riluce la preoccupazione – non senza speranza – per la situazione della fede nelle chiese di antica cristianità, nelle quali la struttura stessa e l’immagine pubblica sono fortemente messe in discussione. "La chiesa potrà avere una rilevanza per il singolo e per la società solo se essa possiede un’identità e se sa chi essa è. [...] Più che in qualsiasi altra parte del mondo la chiesa ha bisogno di un nuovo slancio, di una visione e di prospettive concrete per il futuro nella vecchia Europa" (p. 65). È questo riferimento all’oggi, sia del mondo che della chiesa, che emerge in continuità nel discorso oltre un intento puramente accademico; un dialogo orizzontale e verticale per mettere in luce la centralità del discorso ecclesiologico nel contesto attuale non solo per gli addetti ai lavori.
Tentando una valutazione dell’opera possiamo dire che la posizione dell’autore è mediana rispetto a una visione intimistica o modernistica della chiesa, corrispondente all’atteggiamento mantenuto sia negli anni della docenza a Tubinga che nel dialogo ecumenico. Il passato è recuperato nelle sue potenzialità e ricchezze ma per divenire antesignano del futuro che avanza. Non una prospettiva di rottura o di discontinuità ma di continuità e di riforma secondo la stessa visuale di papa Benedetto XVI.
L’opera si chiude con un invito alla speranza in una nuova Pentecoste, perché attraverso l’opera dello Spirito c’è il rinnovamento. "Egli può di nuovo farci prendere coscienza del fatto che non abbiamo motivo di preoccuparci e che la gioia per Dio è piuttosto la nostra forza. Se in virtù di questa gioia proviamo, come popolo di Dio, gioia per la chiesa, la chiesa vivrà anche domani e avrà un futuro anche dopodomani"».


L. Tonello, in Studia Patavina 59/2 (2012) 519-522

«Il libro è il risultato di anni di studio e di attività accademica, pastorale e al servizio della chiesa. La capacità di sintesi di grandi questioni di fondo, il frequente e appropriato ricorso alle fonti teologiche, la diversità dello stile della scrittura (quella asciutta e rigorosa della ricerca scientifica si coniuga con una più personale e pastorale) sono indubbie qualità di questo volume, che lo rendono adatto non soltanto per lettori specializzati, ma anche per chi sta ancora in una fase di formazione accademica e per chi svolge compiti pastorali a vario titolo».


S. Mazzolini, in La Civiltà Cattolica 3882 (2012) 617s.