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Sette sante celebrazioni
Theodor Schneider, Martina Patenge

Sette sante celebrazioni

Breve teologia dei sacramenti

Prezzo di copertina: Euro 21,00 Prezzo scontato: Euro 17,80
Collana: Giornale di teologia 333
ISBN: 978-88-399-0833-9
Formato: 12,3 x 19,5 cm
Pagine: 240
Titolo originale: Sieben heilige Feiern. Eine kleine Sakramentenlehre
© 2008, 20182

In breve

Negli snodi cruciali della vita – la nascita e la morte, l’ingresso nell’età adulta o il matrimonio… – i rituali vengono in aiuto dell’uomo, in tutte le culture. Così pure i sacramenti cristiani: sono segni efficaci della benefica vicinanza di Dio, che lui stesso ci dona per accompagnarci e offrirci sostegno lungo il cammino.

Descrizione

Soprattutto in alcuni momenti di svolta della nostra vita, avvertiamo che essa è legata a contesti che esistevano prima di noi e ci saranno dopo di noi. In occasione di eventi importanti i rituali ci accompagnano e ci sostengono nelle relazioni con gli altri e con noi stessi.
Nella tradizione cristiana i sacramenti ci aiutano a dare forma a simili momenti di passaggio. Essi sono un segno del fatto che ci viene donata la benefica vicinanza di Dio.
Queste sante celebrazioni sono rese accessibili in questo libro con una introduzione pratica.

Recensioni

Il nostro Dio è un Dio della storia e della carne. La sua parola, dabar, non è un flatus vocis, ma è un evento. Una parola che in definitiva diventa carne, persona, relazione, Gesù Cristo. I sacramenti sono – per dirla con sant’Agostino – la «parola visibile» di Dio. Sono complementari alla sacra Scrittura, culminando entrambi in Cristo. Un’altra espressione per dire i sacramenti in Agostino è «segno sacro» e che dice tre cose: un segno esteriore; che dona l’interiore grazia di Dio; perché voluto (istituito) da Cristo.

La parola “istituito” è messa tra parentesi per evitare un’associazione diretta tra le celebrazioni come si svolgono adesso e momenti celebrativi nella vita di Gesù. Sarebbe banale e ingenuo aspettarsi un rubricismo a cui gli autori sacri non pensavano e non potevano pensare. Va detto chiaramente che «nelle nostre celebrazioni sacramentali noi non facciamo dopo Pasqua quanto Gesù ha fatto prima di Pasqua. Piuttosto, grazie [alle celebrazioni sacramentali] ci facciamo coinvolgere (‘trapiantare’ dice Paolo) nel destino di Gesù, che con la sua vita, morte e risurrezione fonda e sostiene il nostro vivere da cristiani».

Già questo primo paragrafo manifesta il radicamento cristologico dei sacramenti. Gesù, infatti, è «il sacramento originario» (Ursakrament) e le sante celebrazioni della chiesa sono misteri, sacramenti, appunto, perché – come spiega il libro di Theodor Schneider e Martina Patenge, Sette sante celebrazioni. Breve teologia dei sacramenti, edito dalla Queriniana – «ci uniscono a lui, il sacramento originario. Ci donano la vicinanza e la presenza di Gesù e, in esse, la vicinanza e la presenza dello stesso Dio invisibile». Dato che la Chiesa è segno e strumento di questa vicinanza, essa è anche detta sacramento e per questo le «sette sante celebrazioni» non sono dissociabili dal vissuto della Chiesa-Sposa.

Giusto per completare il quadro fondante della realtà sacramentale, va sottolineato che tutti i sacramenti hanno in comune, oltre alla fondazione cristologica ed ecclesiale, la centralità della parola di Dio: «In tutte e sette le azioni sacramentali la ‘parola dell’annuncio’ (detta anche parola o formula di amministrazione) svolge un ruolo decisivo! Solo questa parola al centro della celebrazione ecclesiale, infatti, rende evidente ciò che sta accadendo: “Io ti battezzo… prendete e mangiate, questo è il mio corpo… io ti assolvo dai tuoi peccati… io accolgo te come mio sposo…”».

Il libro presenta i sette sacramenti all’interno di una ambientazione simbolica quotidiana configurandosi come uno strumento utile per le catechesi mistagogiche parrocchiali e diocesane in quanto affronta – guardando a ogni sacramento – alcune delle domande e delle obiezioni più salienti che si pongono comunemente quando si parla dei sacramenti. In modo particolare, il libro pone una particolare attenzione alla questione ecumenica.


R. Cheaib, in Theologhia.com 30 ottobre 2018

In occasione delle celebrazioni ecclesiastiche più importanti è facile trovare una folla di persone dentro e fuori la chiesa. Anche se distrattamente, ci si accorge che si stanno compiendo segni molto importanti. Segni che ovviamente rimandano a un particolare e profondo significato. Sono sette le celebrazioni nelle quali la chiesa cattolica manifesta una particolare vicinanza del Cristo. Conoscerle è un’opera fondamentale per ogni cattolico. Storia, sviluppo e significato sono facilmente esposti in un libro dal titolo Sette sante celebrazioni. Breve teologia dei sacramenti (Editrice Queriniana, 2008).

Il libro di Theodor Schneider e Martina Patenge è uno dei volumi del «Giornale di Teologia», una biblioteca di aggiornamento teologico. Il linguaggio è semplice e la lettura risulta scorrevole e interessante. Il “teologico” è sapientemente tradotto in “comune ed accessibile”. Gli esempi di “vita pratica” sono tanti e la comprensione è agevolata. Ne risulta un compendio delle sette celebrazioni che la Chiesa ha sempre celebrato, anche se con modalità ed intensità differenti.

Si tratta dei sacramenti del battesimo, cresima, eucaristia, penitenza, unzione degli infermi, ordine/matrimonio. È importante capire innanzitutto che i sacramenti realizzano ciò che indicano. Quanto i segni esprimono si verifica. “Un sacramento è un segno sacro” affermava il vescovo Agostino (354-430). Non bisogna però confondere i sacramenti con tutte le azioni religiose e i simboli sacri.

Le celebrazioni della Chiesa che chiamiamo oggi sacramenti sono azioni sacre in un mondo particolare: esse non si limitano a rimandare a Gesù Cristo, ma lo rendono presente. Il termine “sacramento” denomina quindi il divino presente nell’umano. I sacramenti sono la “parola visibile” di Dio. Mostrano che Egli è presente qui e ora!

Dalla lettura del testo emerge come la presenza di Cristo purifica e ristora nell’acqua del battesimo, nutre ed allieta nel pane e nel vino, perdona quando viene annunciata la remissione dei peccati, unge e rafforza la fede, conferisce un particolare incarico nel matrimonio o nella guida della comunità. Sono azioni con le quali vuole liberarci dalla paura, dal peccato e dalla morte. L’eredità di Cristo viene mantenuta viva nella Chiesa, la comunità dei credenti, il luogo della mediazione.

Il tutto ha origine attraverso il battesimo, sacramento nel quale i credenti vengono incorporati a Cristo e alla Chiesa. Col battesimo infatti si diventa cristiani. Si pone il fondamento di una vita che parte dalla fede. Il libro tratta anche la questione del battesimo ai bambini e le occasioni storiche che hanno portato all’odierna prassi. A seguire il sacramento della cresima, inteso come consolidamento del battesimo. Una maturata conferma della vita di fede.

Tutto ciò porta a vivere pienamente l’eucarestia, il corpo di Cristo. Il culmine della messa. Si fa memoria del sacrificio espiatorio di Cristo in croce. Il termine “memoria” non è qui inteso come il deposito della nostra coscienza, in grado di trattare il passato. La “memoria” di quest’azione di Dio significa invece che quelli che celebrano sperimentano la vicinanza del Dio vivente. Si affidano alle mani salvatrici di Dio. Il Dio Salvatore è presente! (“Prendete, bevete, mangiate. Questo sono Io per voi”).

Per questo viene meglio usato il termine “memoriale”. Per accostarsi degnamente è necessario vivere il sacramento della confessione nel quali i peccati, per tramite del sacerdote, sono rimessi. Un sacramento che si è trasformato nel tempo. Passando dalle pubbliche ammissioni e penitenze ad un contatto più umano e consapevole. Un percorso di guarigione spirituale e di riparazione, attraverso la preghiera, che denota una piena comunione.

Così com’è notevolmente cambiata l’unzione degli infermi. Non si tratta di un atto estremo (estrema unzione), ma di una vera e propria unzione dei malati, nel senso in cui l’aveva intesa Gesù. Il malato deve ricevere questo sostegno quando è sveglio e consapevole.

Infine, viene presentato il sacramento dell’ordine e del matrimonio per mostrare come, nella diversità della chiamata, si può e si deve essere esemplari. La profondità delle sette celebrazioni è un patrimonio spirituale da conoscere a fondo e da vicino per rigenerarsi nella vita di fede. Proprio per questo si consiglia la lettura di questo testo scritto a quattro mani che ne spiega i contenuti in modo accessibile a tutti.


D. De Angelis, in Frammentidipace.it 1 marzo 2017