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Per primi i bambini?
Pierpaolo Caspani

Per primi i bambini?

Considerazioni teologiche e pastorali sul battesimo degli infanti

Prezzo di copertina: Euro 14,00 Prezzo scontato: Euro 11,90
Collana: Nuovi saggi 91
ISBN: 978-88-399-0991-6
Formato: 12 x 20 cm
Pagine: 184
© 2016

In breve

Prefazione di Paolo Sartor

Un saggio intelligente e documentato che analizza in tutte le sue sfaccettature la prassi di battezzare gli infanti, una prassi antica come la chiesa, ma la cui liceità e sensatezza viene periodicamente – e, soprattutto, in tempi recenti – messa in dubbio dal dibattito teologico. Alle fondamentali linee di comprensione teologica, indispensabili per inquadrare la questione con sapienza e spirito critico,l’Autore affianca un insieme di spunti e criteri per la prassi pastorale, a beneficio di parroci, operatori laici, ma anche ad uso dei semplici genitori.

Descrizione

Battezzare i bambini è davvero coerente con il vangelo? Se la fede non deriva da una scelta consapevole, libera, matura, che fede è? Ha senso battezzare i bambini quando la richiesta viene da genitori poco o per nulla credenti, che vivono magari situazioni matrimoniali irregolari? A partire dalla seconda metà del XX secolo, questi e altri interrogativi hanno animato discussioni e dibattiti, anche accesi, all’interno della chiesa.
Dopo un sintetico percorso storico, che parte dal Nuovo Testamento ma passa in rassegna i padri della chiesa, il Medioevo, il concilio di Trento, l’Autore – uno dei massimi specialisti italiani di iniziazione cristiana – dedica particolare attenzione proprio alla situazione contemporanea. E offre, oltre ad alcune linee di comprensione teologica del battesimo dei bambini, degli spunti qualificati e qualificanti per la prassi pastorale odierna.

Commento

«Il saggio si segnala per la ricchezza di documentazione, per l’equilibrio nella lettura delle fonti e nella proposta di soluzioni pastorali, oltre che per la chiarezza espositiva» (Paolo Sartor).

Recensioni

O autor da obra é Padre da Diocese de Milao, Doutor em Teologia, foi Director de secçao da Faculdade Teologica de Italia Setentrional e Professor de Teologia SacramentaI. Para além desta obra, este autor já publicou mais 3 dedicados respectivamente aos sacramentos de iniciação cristã: (Rinascere dall'acqua e dalla Spirito, 2009); sobre a Eucaristia (Pane vivo spezzato per il mondo, 2011) e sobre a penitência (Lasciatevi riconciliare in Cristo, 2013).

A respeito do debate escaldante sobre o Baptismo das crianças, do qual se ocupa esta obra, Martins diz ser "assunto imemoráveI e que ocupa tanto protestantes como católicos" (José Saraiva MARTINS, Baptismo e Crisma, Lisboa, Universidade Católica Editora, 2002, p.118). Nocent diz que "a questão do Baptismo de crianças desconcertou muitos cristãos que não aceitam de bom grado as interpretações de Santo Agostinho e têm a impressão de que o Baptismo das crianças não foi tradicional na Igreja, por mais que o testemunho de Hipólito demonstre o contrário". (A.NOCENT, "Baptismo" in D. Sartore - A. M. Triacca (eds.) Nuevo Dicionário de Liturgia, Paulinas, Madrid, 1987,203). Schulte recomenda que "El Bautismo de los niños debe ser estudiado en el marco de los problemas de teología pastoral" (R.SCHULTE, "El Bautismo como Sacramento de Conversion", in Mysterium Salutis V, Madrid, Ediciones Cristandad, 1984, p. 174). Para mais, hoje há quem questione se o Baptismo das crianças não seria fabricar futuros apóstatas em vez de futuros crentes.

Consciente do terreno difícil onde a discussão em torno do Baptismo das crianças se encontra na actualidade, o autor desta obra o recolhe, da tradição da Igreja e da reflexão teológico-pastoral mais recente, os elementos essenciais para afrontar este tema nos seus aspectos fundamentais (cf. p.11). Assim, no percurso da sua dissertação procura fazer uma recolha histórica que, partido do Novo Testamento (1° capítulo), atravessa o contributo dos padres da Igreja (2° capítulo) e medieval (3° capítulo); depois detém-se nos pronunciamentos do concílio de Trento sobre o Baptismo das crianças (4° capítulo); nota e descreve, com destaque particular, a atenção que mereceu este tema no século XX (5° capítulo); continua a sua reflexão nos tempos mais recentes mas sem o radicalismo dos anos 70 do século passado; (6° capítulo); faz uma apresentação dalgumas considerações de carácter teológico que voltam a trazer ao lume o fundamental da questão (7° capítulo). E, finalmente, apresenta algumas linhas de compreensão teológica do Baptismo das crianças dalguns pastoralistas renomados da actualidade (8° capítulo).

Esta obra não dá soluções definitivas para as diversas questões que se colocam em torno do Baptismo das Crianças, contudo traz ao de cima as questões mais abertas sobre o assunto. Portanto, as suas considerações não têm a pretensão de fornecer uma resposta definitiva do assunto em estudo, tal como o próprio autor adverte (cf. p.11). Na opinião de Paulo Sartor, Director do ofício catequético nacional da CEI, Prefaciador desta obra, esta obra se assinala pela riqueza de documentação, equilíbrio na leitura das fontes e na proposta de solução pastoral e clareza expositiva (cf.p.7). Saudamos a autor e a editora que publicou este oportuno e importante trabalho e encorajamos a sua aquisição e leitura.


In Igreja e Missão 237 (1/2018) 108-109

Il battesimo dei bambini pone dei problemi e delle provocazioni alle comunità cristiane da molti punti di vista. Le considerazioni del volumetto del prof. Caspani non hanno la pretesa di offrire proposte risolutive, né ricette pronte. Cercano di cogliere dalla tradizione della chiesa e dalla riflessione teologico-pastorale recente gli elementi essenziali per affrontare il tema. Una impostazione teologica solida può dare un contributo significativo alla risoluzione delle questioni aperte.

Il percorso inizia con una ricognizione storica che parte dal Nuovo Testamento (cap. 1), passa attraverso la tradizione patristica (cap. 2) e medievale sul battesimo dei bambini (cap. 3), arrivando ai giorni nostri attraverso i pronunciamenti del Concilio di Trento (cap. 4). Particolare attenzione è data al dibattito di metà ’900 (cap. 5) fino ai tempi recenti dopo i toni accesi e le posizioni radicali degli anni Settanta del secolo scorso (cap. 6). Lo sviluppo della riflessione si chiude con considerazioni di carattere teologico volte a mettere a fuoco gli snodi fondamentali della questione (cap. 7) e a offrire spunti di carattere pastorale, rivolti a preti, operatori e fedeli (cap. 8).

La lettura del testo è scorrevole e si avvale di continue riprese tra un capitolo e l’altro che aiutano a mantenere il filo del ragionamento. La disquisizione fondamentale ruota attorno alla necessità e opportunità o meno del pedobattesimo. Pur riconoscendo la fondamentale pertinenza del battesimo in età adulta al quale rifarsi per analogia anche per il battesimo dei bambini, emerge la pregnanza sia delle affermazioni a favore che contro al battesimo dopo la nascita. Sono le condizioni richieste dalla fede in vista dei sacramenti unitamente alle condizioni socioculturali che fanno avanzare proposte per procrastinare il rito (prospettiva protestante) o per svolgerlo a tappe (posizione francese). A latere rimane la questione della unitarietà dei sacramenti della iniziazione che risultano slegati nella prassi odierna rispetto a quella antica.

L’A. con linguaggio chiaro e sintetico riporta le posizioni principali dei teologi protestanti (Barth, Schlier...) e le risposte di quelli cattolici (Kasper, Lehmann...) a favore dell’una o dell’altra posizione. Non si tratta solo di mettere in rilievo le questioni teologiche (fede, res sacramentale, efficacia, grazia...), ma anche quelle antropologiche (scelta, fasi della vita, consapevolezza...) e le prassi pastorali che richiamano il ruolo della comunità, dei soggetti credenti, dei cammini di formazione. Un panorama variegato che rimette in questione la prassi fondamentale della trasmissione della fede ma anche le opportunità per la chiesa di oggi, specialmente occidentale, afflitta da un calo di consensi. Ne è sintomo la richiesta dello “sbattezzo” (cancellazione del proprio nominativo dal registro dei battezzati) che l’A. segnala come elemento di una crisi non solo religiosa, ma sociale e di appartenenza.

Il pedobattesimo risulta una cartina di tornasole per rivedere l’azione ecclesiale e riflettere sulla inculturazione della dottrina, riletta alla luce del passaggio epocale in atto. La fede rimane l’elemento centrale nella questione battesimale. Una fede come condizione per il sacramentale (fede in vista del battesimo), una fede come suo risultato (fede dal battesimo), una fede vitalizzata dal sacramento. Ma anche il volto di chiesa ne viene implicato. È innegabile il nesso che si origina tra una certa prassi battesimale e l’immagine di chiesa. Essa non è un soggetto già costituito che offre un servizio ai singoli, ma una modalità con la quale attua se stessa nella storia. L’iniziazione cristiana finisce per diventare la forma complessiva con la quale la chiesa si definisce storicamente, una realtà che non si costruisce a tavolino senza tenere conto delle forme con le quali si giunge a credere.

Il volume si conclude propendendo per la bontà del battesimo celebrato in età infantile come preziosa opportunità pastorale. Tuttavia, la variegata situazione sociale (scristianizzazione, religiosità di ritorno, immigrazione...) fa propendere per una prassi battesimale differenziata. Ne sono segno le tre Note della Conferenza episcopale italiana che a cavallo del 2000 hanno segnalato l’opportunità pastorale di riferirsi in modo differente alle richieste di battesimo o di completamento dell’iniziazione oltre l’infanzia in modo da coprire tutto l’arco della vita.


L. Tonello, in Studia Patavina 3/2018, 600-602

Pierpaolo Caspani tratta del battesimo dei bambini e, inevitabilmente, tratta del battesimo in quanto tale dato che il battesimo dei bambini non è un sacramento diverso ma è il medesimo del battesimo degli adulti. Parlando del battesimo dei bambini, infatti, egli si riferisce a un quadro pastorale più ampio che è utile anche per il battesimo degli adulti. Una scelta felice, di sicuro. Il battesimo qualifica il cristiano, e non possiamo dire che il caso del battesimo degli adulti sia diverso da quello del battesimo degli infanti. Dal battesimo infatti prende forma la vita cristiana come esistenza nello Spirito Santo.

Lo scopo di questo volumetto è di aiutare la riflessione pastorale sul battesimo degli infanti attraverso una ricognizione storica che, partendo dal Nuovo Testamento e passando attraverso la tradizione patristica e medievale, arriva fino a quei pronunciamenti del concilio di Trento che riguardano in modo specifico il battesimo degli infanti. Particolare attenzione è data al dibattito sul tema sorto a metà del XX secolo e continuato in tempi più recenti. La raccolta di alcune considerazioni di carattere teologico, volte a mettere a fuoco gli snodi fondamentali della questione, prelude all'offerta di alcuni spunti di carattere pastorale, rivolta a presbiteri, operatori pastorali e cristiani sensibili a questo tipo di problematiche.

A prima vista sembra che i dati del Nuovo Testamento non siano molto abbondanti ma collegando tra loro singoli dati frammentari e confrontandoli con la successiva tradizione della Chiesa è possibile ricostruire, a volte in modo sicuro, altre volte in modo ipotetico, la prassi di iniziazione in epoca apostolica. La prassi battesimale neo testamentaria è dotata di una sua struttura che mette in successione i seguenti tre elementi: la predicazione, la fede, la celebrazione del battesimo. Dopo avere concluso che il Nuovo Testamento non dà alcuna indicazione sul battesimo degli infanti, né a favore né contro, Caspani passa all'esame seppure sommario della tradizione patristica; dopo uno sguardo alla situazione dei primi tre secoli annota che a partire dal terzo secolo la prassi del battesimo degli infanti è documentata in modo esplicito; egli poi si sofferma su alcune riflessioni di Agostino (Lettera 98 a Bonifacio) per concludere infine con un testo liturgico del VI-VII secolo, l'ardo romanus XI ove tutto appare organizzato per dei soggetti infanti. Trattando di Agostino, Caspani dedica alcune pagine alla questione del peccato originale che oppose Agostino ai pelagiani per circa un ventennio. Non è inutile richiamare questi dati poiché si tratta di una questione che ha avuto la sua attualità anche oggi: basti pensare che la seconda edizione dell'ardo baptismi parvulorum (1973) presenta due vistose correzioni, rispetto alla prima edizione, specificando: (1) che il battesimo purifica sia dalle colpe personali sia dalla colpa originale (p. 8, n. 5); (2) che il battesimo dei bambini li libera dalla macchia della colpa originale: ab originalis culpae labe nunc eripias, come dice la preghiera del secondo Oremus di esorcismo (p. 85, n. 221). Nella prima edizione (1969) la menzione del peccato originale mancava. La seconda edizione ha voluto precisare che anche nel caso dei bambini il battesimo è pur sempre in remissione dei peccati ossia, di conseguenza, del peccato originale. È evidente l’intenzione di introdurre nel rito del battesimo dei bambini la problematica del peccato originale che, però, non era stata introdotta nel rito del battesimo degli adulti. Non si trattò di una svista; è chiaro che la correzione del testo del battesimo degli infanti volle essere un'importante cautela per evitare che si potessero costruire argomenti per abbandonare la pratica del battesimo degli infanti. Ha ragione, quindi, Caspani ad accennare alla questione del peccato originale; egli descrivere l'argomento pelagiano e quello agostiniano mettendo in evidenza che quella di Agostino è un'argomentazione basata soprattutto sulla liturgia: è sorprendente notare come tale argomentazione risulti fragile in questa descrizione. Nella conclusione del nostro A. c'è anche un accenno alla questione del limbo. Parlando del medioevo Caspani sottolinea i maggiori avvenimenti che hanno caratterizzato questo sacramento: la scomparsa del catecumenato, gli sviluppi relativi al battesimo dei bambini come la riunione delle varie tappe catecumenali in un'unica celebrazione, la separazione del battesimo dalla cresima e dall'eucaristia; da ultimo egli mette in evidenza la riflessione che Tommaso d'Aquino propone sul battesimo dei bambini, concependo il battesimo, la cresima e l'eucaristia come tre sacramenti chiaramente distinti cui applicare, sia pure in modo analogico, le categorie elaborate nel trattato sui sacramenti in genere. Per Tommaso sia il credere sia il rispondere alle interrogazioni può essere detto effettivamente del bambino poiché questi e crede e risponde alle interrogazioni attraverso la fede di altri. Per Tommaso questo è l'argomento che giustifica il battesimo degli infanti che per definizione né possono credere con un atto proprio né possono rispondere alle interrogazioni. La fede poi è quella della Chiesa stessa ossia dell'intero "corpo" dei fedeli.

L’argomento successivo che Caspani affronta è quello della riforma del XVI secolo parlando anzitutto di Lutero e del protestantesimo non sacramentale per arrivare poi al battesimo dei bambini nei decreti del concilio di Trento. Questo concilio non intende sviluppare una dottrina completa e organica sul battesimo e sulla cresima bensì rispondere alle contestazioni dei riformatori che mettevano in discussione punti specifici della dottrina cattolica. Questo è un saggio principio di metodo che non verrà mai ripetuto abbastanza e fa bene il nostro A. a riproporlo. Dalle decisioni del concilio di Trento nascerà poi il Rituale romano che contiene anche il rito del battesimo dei bambini, il cui svolgimento complessivo tradisce anzitutto una tensione irrisolta tra il destinatario specifico del rito, l'infante, e l'esigenza di un interlocutore personale adulto. Infatti nelle domande sulla fede e sulla volontà di ricevere il battesimo, nonché sulla rinuncia Satana, il sacerdote si rivolge costantemente all'infante ma è il padrino che risponde in sua vece. Un lungo capitolo è dedicato al dibattito nel XX secolo per concludersi con la proposta di A. Kavanagh che fa perno sul carattere normativo della struttura generale dell'iniziazione cristiana così com'è strutturata nel Rito per l'iniziazione cristiana degli adulti (ed. tipica latina 1972).

La riflessione teologica di Caspani si conclude con un capitolo di spunti per un'azione pastorale. Alla base di tutti i problemi della pastorale del battesimo degli infanti c'è sicuramente lo scarto tra ciò che la Chiesa offre dando il battesimo e ciò che effettivamente i genitori chiedono: la Chiesa offre un sacramento della fede a persone che, in fondo, chiedono solo un rito di passaggio. A partire di qua, Caspani prende in considerazione tre punti: che cosa sta dietro la domanda del battesimo per un neonato; qual è la fede richiesta per il battesimo dei bambini; come preparare, poi, la celebrazione di un tale battesimo. Dopodiché egli propone che la Chiesa si incammini verso una prassi battesimale diversificata. Dal punto di vista dell'antropologia culturale, il battesimo dei bambini ha tutte le caratteristiche del rito di passaggio, ossia di un rito che scandisce uno degli eventi fondamentali della vita umana per far sì che questi non siano solo degli atti bruti bensì degli avvenimenti umani. Per questo, la richiesta del battesimo per un figlio rappresenta tutta una serie di motivazioni: l'integrazione nel gruppo familiare e sociale, l'inserimento in una tradizione, la festa per l'arrivo di un bambino, la richiesta di una protezione dall'alto, il senso del trascendente, ecc. Dopo questo elenco di cose, Caspani si chiede dov'è la fede in tutto questo. Senza misconoscere il valore di tali motivazioni che, anzi, debbono mescolarsi alle ragioni della fede, il nostro A. passa a considerare il battesimo in quanto sacramento della fede che è fede della Chiesa. E questo è un punto molto importante: ogni fede è sempre fede della Chiesa, anche quella dell'adulto che in piena maturità chiede il battesimo. La fede della Chiesa infatti, propriamente parlando, non sostituisce l'atto di fede personale del bambino ma lo supplisce. E questo, a ben vedere, è applicabile in certa misura anche al caso del battesimo dell'adulto perché c'è sempre uno scarto tra la fede personale e la fede della Chiesa che corpo di Cristo. Con questo discorso si capisce che non dobbiamo fissarci solo sulla fede dei genitori, come criterio di ammissione al battesimo, ma dobbiamo considerare la fede della Chiesa intera così come si esprime in quella determinata comunità che è fatta di amici, di parenti, di vicini e di tutti quelli che, in qualche modo, hanno legami con quel bambino. Quando il bambino, più grandicello, dovrà maturare la propria fede nella Chiesa, anche i genitori dovranno lasciarsi coinvolgere in un tale processo.

Per concludere dobbiamo dire che quando si parla di prassi battesimale diversificata si intende fare riferimento al capitolo V del Rito per l'iniziazione cristiana degli adulti destinato all'iniziazione dei ragazzi in età scolare (7-14 anni) non ancora battezzati.


E. Mazza, in Teologia 1/2017, 122-124

Specificamente dedicato al battesimo dei bambini è il volumetto di P. Caspani, Per primi i bambini? Considerazioni teologiche e pastorali sul battesimo degli infanti. Il testo raccoglie dalla tradizione della Chiesa e dalla riflessione teologico-pastorale più recente gli elementi essenziali per affrontare il tema nei suoi aspetti fondamentali.

Il percorso prevede una ricognizione storica che, partendo dal Nuovo Testamento e passando attraverso la tradizione patristica e medievale, arriva fino a quei pronunciamenti del concilio di Trento che riguardano in modo specifico il battesimo dei bambini. Particolare attenzione è data al dibattito sul tema, sorto a metà del XX secolo e continuato in tempi più recenti, sia pure con toni meno accesi e senza le posizioni radicali degli anni '70.

La raccolta di alcune considerazioni di carattere teologico, volte a mettere a fuoco gli snodi fondamentali della questione, prelude all'offerta di alcuni spunti di carattere pastorale, rivolti a preti, operatori pastorali e cristiani sensibili a questo tipo di problematiche. Tali spunti si possono sintetizzare nell'invito a superare l'alternativa tra battesimo dei bambini e battesimo degli adulti, per riconoscere valori e rischi di ciascuna delle due opzioni.


In Orientamenti Bibliografici. Semestrale di letture a cura della Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale 48 (2016) 45

Este libro es un ensayo inteligente y documentado que analiza la praxis bautismal de los niños, que a pesar de ser tan antigua como la misma Iglesia, es puesta en duda en el debate teológico.
In Phase 333 (2016) 298

«Quasi quasi mi sbattezzo»: con questo titolo, nel 2013, veniva pubblicato un racconto a fumetti che aveva come protagonista Beta, un giovane di estrazione cattolica, chierichetto, ex aspirante-frate che, dopo aver perso la fede, intraprende il cammino verso lo sbattezzo: chiede cioè di essere cancellato dal registro di battesimo per sancire anche formalmente il suo abbandono della Chiesa. Fenomeno folkloristico, marginale ed estremo, questo dello sbattezzo, che tuttavia rilancia ai credenti domande (per la verità non nuove) di un certo peso: è giusto battezzare un bambino inconsapevole, legandolo così a un'''organizzazione" della quale lui non ha scelto di far parte?
A questa e ad altre domande sul tema dà una risposta questo saggio intelligente e documentato che analizza in tutte le sue sfaccettature la prassi di battezzare i bambini, una prassi antica come la Chiesa, ma la cui liceità e sensatezza viene periodicamente messa in dubbio dal dibattito teologico. Alle fondamentali linee di comprensione teologica, indispensabili per inquadrare la questione con sapienza e spirito critico, don Caspani affianca spunti e criteri per la prassi pastorale, a beneficio di parroci, operatori laici, ma anche ad uso dei semplici genitori.


T. Cesarato, in Vita Pastorale 6/2016, 78

È giusto imporre ai bambini un sacramento del quale non sono consapevoli? E poi come decidere di amministrare il battesimo ai figli di coppie non praticanti e spesso più animate dal rispetto delle tradizioni che dalla fede? L’a. risponde a questi e altri interrogativi scegliendo un percorso che attraversa le Sacre Scritture per raccogliere gli elementi necessari ad affrontare il tema con sensibilità e attenzione. Un viaggio dal Nuovo Testamento al Concilio di Trento, nella convinzione che «nessuno può essere obbligato a credere, ma un’impalcatura teorica solida può dare un contributo significativo all’impostazione delle questioni aperte».
In Il Regno 6/2016