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Povertà nello spirito – Passione e passioni
Johann Baptist Metz

Povertà nello spirito – Passione e passioni

Prezzo di copertina: Euro 7,00 Prezzo scontato: Euro 5,95
Collana: Meditazioni 195
ISBN: 978-88-399-2275-5
Formato: 11 x 20 cm
Pagine: 80
Titolo originale: Armut im Geiste. Passion und Passionen
© 2007

In breve

Due testi di intensa riflessione, di alta spiritualità, nei quali teologia ed esperienza di fede si vengono a intrecciare. Nella prima meditazione amore di Dio e amore per il prossimo, in stretta unione, rimandano l’uno all’altro. La stessa dinamica biblica si esprime poi, nel secondo testo, come unità inseparabile di Passione di Dio e com-passione per gli uomini.

Descrizione

In questo piccolo libro, Povertà nello spirito – Passione e passioni, Johann Baptist Metz tenta di compiere un esperimento: egli lega insieme due testi che sono nati alla distanza di quasi cinquant’anni.
I due testi delineano l’arco di tensione della sua biografia teologica. In entrambi, infatti, si tratta di testi di intensa riflessione, di spiritualità, nei quali si intrecciano esperienza personale di fede e teologia.

Il primo, più ampio, è la riedizione di una meditazione teologica già apparsa in forma di libro nel 1962. Nel corso degli anni è stata tradotta in diverse lingue, rispettando il titolo originale: Povertà nello spirito. Il secondo – Passione e passioni – riproduce una meditazione tenuta nel duomo di Münster nella Quaresima del 2002.

La continuità interna tra i due testi sta soprattutto nel fatto che già il primo mostrava una particolare attenzione per l’unità, biblicamente attestata e richiesta, tra amore di Dio e amore per il prossimo. Questa unità si esprime ora, nel secondo testo, come unità inseparabile di Passione di Dio e passione per gli esseri umani, ossia come mistica della compassione.

Commento

Recensioni

L'attenta ricerca e riflessione teologica del professore emerito Johann Baptist Metz, trovano una significativa esemplificazione nel breve volume che presentiamo. Il fondatore della “teologia politica” ha inteso sviluppare un discorso caratterizzato da un'acuta riflessione, dove l'aspetto eminentemente dogmatico si intreccia con quello più marcatamente spirituale, attingendo alla propria esperienza personale in ordine alla fede e alla teologia. [...] A conclusione, ci sembra che sia questo l'intento precipuo di Metz: concretizzare il discorso teologico entro il tessuto dell'umanità, per tentare di venire incontro all'uomo di oggi con le sue grida, le sue sofferenze, le sue aspettative, perché, il teologo, pur nei suoi limiti, in qualità di studioso della scienza su Dio, possa contribuire alla salvezza del mondo. In maniera spiccatamente attenta, infatti, egli si pone l'interrogativo supremo del divenire dell'umanità, in ordine al fluire della storia terrena e in rapporto alla meta escatologica che attende ciascuna creatura. L'elaborazione di una teologia politica, intesa proprio nell'ottica dell'interesse per le sorti dell'uomo, sono la prova di un coscienzioso processo di umanizzazione cui Metz ha voluto condurre il discorso teologico, liberandolo dalle pericolose astrattezze e dai cerebralismi. Il lavoro di riflessione che caratterizza tutta la produzione di Metz è proprio finalizzato alla presentazione di Dio come compagno dell'uomo lungo i sentieri della storia: ecco il senso del farsi uomo di Dio, dell'assumere la carne di una creatura finita, per condividerne il divenire e condurla per mano sulla strada dell'umanizzazione integrale.

C. Sisto, in Asprenas 4/2008 pp. 616-618