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Tolleranza e libertà religiosa
Karl Lehmann

Tolleranza e libertà religiosa

Storia e presente in Europa

Prezzo di copertina: Euro 16,00 Prezzo scontato: Euro 13,60
Collana: Giornale di teologia 392
ISBN: 978-88-399-0892-6
Formato: 12,3 x 19,5 cm
Pagine: 176
Titolo originale: Toleranz und Religionsfreiheit. Geschichte und Gegenwart in Europa
© 2016

In breve

Cosa significa oggi, per la convivenza civile, essere tolleranti? Come si pone, nelle nostre società, il discorso sulla libertà di religione sul piano della vita pubblica? «Parlando di tolleranza e di libertà religiosa è importante per me adottare un approccio filosofico, ma anche uno storico e sociale. Non si dimentichi, poi, che per oltre vent’anni sono stato presidente della Conferenza episcopale tedesca: sull’argomento, mi sono potuto confrontare con tantissime esperienze concrete» (K. Lehmann).

Descrizione

Essere tolleranti significa che niente e nessuno può pretendere di possedere la verità? E, diametralmente all’opposto di questo relativismo, esistono soltanto il fanatismo e il fondamentalismo religioso? In questo senso, il discorso sulla libertà religiosa come si pone sul terreno della vita pubblica, della convivenza civile?
La tolleranza, specialmente se si parla di religione, ha dovuto – e deve tuttora – essere conquistata superando aspre resistenze, dispute e conflitti. Ancora oggi, non è ovunque un fatto scontato. Il cardinale tedesco descrive questa lotta in prospettiva interdisciplinare: egli intende delineare una concezione profonda della tolleranza – come atteggiamento di virile resistenza, come esercizio di coraggio civile, mantenendo sempre una irriducibile tensione fra verità e libertà – in grado di confrontarsi con l’attuale autocomprensione della chiesa e con i cambiamenti radicali avvenuti di recente nella società.

Commento

Due idee-guida della modernità, niente affatto scontate, qui ripensate autorevolmente in un’epoca di globalizzazione

Recensioni

Parlare di tolleranza significa guardare la storia presente senza mai dimenticare gli atroci e ricorrenti fatti di cronaca dalle persecuzioni dei cristiani agli attentati, dalle stragi fondamentaliste alle "pulizie etniche", alla negazione delle identità. Il concetto di tolleranza è ampio, spesso si accompagna alla tematica religiosa nella specifica associazione «Tolleranza e libertà religiosa». Questione diventata cruciale nel mondo globale che, sulla spinta delle migrazioni di massa, accelera condizioni e contesti di multiculturalità, meticciato, società plurali dove le fedi si moltiplicano, le numerose tradizioni non occidentali si radicano nelle metropoli come nei piccoli centri. Tutto in tempi rapidi e drammatici da non lasciare spazio alla riflessione e alla metabolizzazione dei cambiamenti. L'Occidente viene messo alla prova nella sua millenaria storia di pensiero e di radici giudaico cristiane.

L'Europa esprime il luogo dell'emergenza e la frontiera di un passaggio epocale. Difficile ipotizzare l'esito, certamente si possono (e si devono) stabilire criteri per guidare le trasformazioni. Prioritario è l'orizzonte culturale con un Occidente che riprenda in mano le proprie origini e il grande patrimonio di idee e religiosità sviluppatosi nei secoli. Karl Lehrnann – tra i maggiori teologi europei contemporanei, allievo e assistente di Karl Rahner – sollecita a riaprire la riflessione sulla tolleranza. Lo fa perché si tratta di un punto cruciale dalla cui interpretazione si delinea o un futuro di debolezza e rassegnazione o un nuovo ordine sociale.

Il libro, da poco edito da Queriniana, è articolato in tre approfondimenti: la lotta per la libertà religiosa fino all'Illuminismo; la lotta per la tolleranza nel XIX secolo e l'apertura alla libertà religiosa nel Concilio Vaticano II; il tentativo di una sintesi normativa. Le prime due sezioni offrono un'ampia e documentata disamina del formarsi dell'identità culturale, etica, politica europea dove ragione e fede non cessano mai di misurarsi, compenetrarsi, distinguersi con il risultato di delinerare l'ethos del Continente. Il concetto di tolleranza viene presentato nel suo nascere e definirsi in un serrato confronto con i grandi della filosofia, della teologia, del diritto (molto ricca la bibliografia). L'ultimo capitolo interloquisce con gli eventi di questi anni mettendo in luce le critiche indirizzate alla tolleranza (concetto indeterminato, arbitrarietà senza limiti paragonabile al mercato di una società del superfluo, dove tutto è sempre possibile se lo si compra) per affermare che la tolleranza autentica comprende la passione per la verità, non favorisce il relativismo né la remissività. Su tali presupposti sviluppa le sue argomentazioni a partire dalla riscoperta del concetto di riconoscimento come relazione reciproca che si fa fenomeno sociale. Nella disamina dei tanti problemi aperti oggi (compreso il "limite della tolleranza") Lehmann sottolinea il doppio aspetto della tolleranza – la sua dimensione di virtù e quella di principio dello Stato od obbligo giuridico – ricordando che essa «rappresenta il criterio determinante per la realizzazione della dignità dell'uomo». Quanto più la tolleranza arriva a stringersi ai valori di verità e libertà tanto più essa non sarà sinonimo di rinuncia alla propria opinione per assecondare una generale assenza di pareri; così pure, all'opposto, l'irrinunciabilità sul tema della verità si sottrarrà alla tentazione di tradursi in una imposizione della propria posizione. Un lavoro di convergenza e di stretto dialogo potrà avvicinare mondi e culture distanti superando i conflitti.

In appendice il volume riporta una selezione di testi che documentano i cambiamenti nella dottrina sulla libertà religiosa da parte della chiesa cattolica. Si va dal Codice civile prussiano (1794) alla Dignitatis humanae (1965), fino alla Centesimus annus (1991).


G. Santambrogio, in Il Sole 24 Ore 12 febbraio 2017

Invitato dal rettore dell’università di Düsseldorf nel 2012/13 il cardinale Karl Lehmann, teologo di fama internazionale, vescovo emerito di Magonza e già presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, tenne un corso di tre lezioni intitolato “La tolleranza nella storia e nel presente dell’Europa. La lotta moderna per la libertà religiosa”. I testi di quelle lezioni, rielaborati, rivisti e aggiornati, sono stati dati alle stampe e costituiscono ora un volume molto interessante suddiviso in tre parti.

Nelle prime due l’autore traccia le linee essenziali del cammino compiuto dal concetto di libertà religiosa a partire dalla sua formazione nell’antichità fino a giungere agli sviluppi da esso fatti registrare in epoca moderna – soprattutto nel secolo dei Lumi – e contemporanea, quando il concilio Vaticano II ha scritto una pagina assai rilevante al riguardo. Nella terza, Lehmann propone una sintesi normativa che possa rivelarsi utile per affrontare la difficile questione della tolleranza e della libertà come si palesa nel tempo presente.

L’autore non esita a definire la tolleranza una virtù necessaria, chiarendo però subito che essa non può trasformarsi in un atteggiamento di indifferenza nei confronti della verità. Egli scrive a tale proposito: «Certamente questo conflitto assume toni particolarmente aspri nell’ambito della religione e della fede. Il fanatismo e il fondamentalismo sono risposte deformate a questo problema, ma neanche il relativismo e il lassismo sono una soluzione». La via di uscita da questa situazione assai complessa e tutt’altro che facile e, dunque, non dovremo meravigliarci se essa si manterrà sempre viva: «Per questo nella vita spirituale è necessario che verità e libertà siano sempre in tensione tra loro».

Due termini possono aiutarci a fare chiarezza. Il primo, molto amato da Jacques Maritain, è «convivenza». La seconda parola è «riconoscimento». La tolleranza, la libertà e la verità di cui ci parla Lehmann simul stabunt vel simul cadent, insieme staranno oppure insieme cadranno.


M. Schoepflin, in Avvenire 24 gennaio 2017

Frutto di un corso tenuto presso la cattedra di Heinrich Heine di Düsseldorf, l’a. – uno dei più importanti teologi europei viventi – offre un’occasione per riflettere sullo spinoso tema della tolleranza. In distinti cc. si affrontano le questioni riguardanti la lotta per la libertà religiosa che contraddistinse la storia europea dal XVI al XVII sec., la battaglia per la tolleranza nell’800 e la successiva apertura dovuta al concilio Vaticano II, infine il tentativo di coagulare una sintesi normativa. Filo conduttore è l’irriducibile tensione fra verità e libertà, binomio dell’autocomprensione attualmente vissuta dalla Chiesa cattolica in un’epoca di profondi cambiamenti sociali e culturali.
D. Segna, in Il Regno 2/2017