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Marco nella sinfonia delle Scritture
Francesco Mosetto

Marco nella sinfonia delle Scritture

Prezzo di copertina: Euro 24,00 Prezzo scontato: Euro 22,80
Collana: Commentari biblici
ISBN: 978-88-399-1138-4
Formato: 15,7 x 23 cm
Pagine: 296
© 2021

In breve

Un’esegesi sempre più specialistica rischia di sciupare la fecondità del testo biblico. Occorre riscoprirne l’appartenenza a un discorso unitario, che parte dalla Genesi e approda all’Apocalisse, riconducibile a quella parola che è il Verbo fatto carne.

Un commento al Vangelo di Marco che conduce alla scoperta di un orizzonte più arioso, suggestivo di molteplici attualizzazioni.

Descrizione

Il presente commento al più antico dei quattro vangeli intende assecondare un’autorevole indicazione dell’esortazione apostolica Verbum Domini di papa Benedetto XVI (n. 34). Di fatto, esso si propone di avviare a una rinnovata lettura “canonica” del testo evangelico, collocandolo nell’orizzonte complessivo dell’unica e molteplice “parola di Dio”.
Questo genere di lettura viene suggerito mediante due specifiche attenzioni aggiuntive nella spiegazione del testo, che per il resto segue il modello consueto e rodato dei commentari:
a) una citazione tratta da un commento dei Padri della Chiesa, la cui funzione è quella di illustrare in modo esemplificativo l’esegesi della grande trazione;
b) una esplorazione delle risonanze del testo di Marco nell’insieme delle Scritture: di volta in volta ci si sofferma su di un singolo tema, il più significativo per quella pericope, dando forma a un Excursus dedicato.
Se un’esegesi sempre più specialistica rischia di smarrire la ricchezza del testo biblico, sciupandone la fecondità, questo nuovo commento evidenzia come il racconto di Marco appartiene a un discorso unitario che dalla Genesi giunge all’Apocalisse e le cui singole parole acquistano il loro pieno significato se ricondotte a quella parola che è il Verbo fatto carne.

Recensioni

Con la ripresa del tempo ordinario domenicale ricominciamo la lettura semicontinuata del Vangelo di Marco. Anche per questo motivo può risultare utile il recente volume di Francesco Mosetto, Marco nella sinfonia delle Scritture (Queriniana, 290 pagine, euro 24). L'autore ha adottato da tempo un metodo di lettura canonica dei Vangeli, di cui ha dato saggio lo scorso anno sulla rivista Archivio Teologico Torinese con un contributo dedicato alla donna siro-fenicia, non a caso un personaggio del vangelo di Marco. Il testo che ora propone al pubblico non è un commentario in senso stretto, ma un’analisi sintetica di tutte le sezioni del vangelo marciano a cui dedica un piccolo approfondimento tematico su un argomento rilevante della pericope. Questo format rappresenta l'aspetto più interessante della sua opera perché esamina l'argomento scelto nel suo «orizzonte biblico», cioè collocando lo spartito di Marco all'interno della sinfonia delle Scritture. Possiamo presumere che a trovare utile questa sezione saranno non soltanto i sacerdoti e i diaconi che devono predicare su quel brano evangelico e trovano pronti alcuni riferimenti intertestuali, ma anche i fedeli che si dedicano alla lectio divina e non intendono soffermarsi sulle questioni tecniche del testo ma cercano nutrimento nei grandi temi biblici. Mosetto attinge con frequenza alla tradizione esegetica della Chiesa, come mostrano i numerosi riferimenti ai Padri che sono riportati per comodità nell'indice. Questa scelta è ancor più lodevole a proposito del Vangelo secondo Marco che, complice il giudizio sbrigativo di Agostino, venne parecchio trascurato nella Chiesa delle origini, al punto che il commentario più antico che ci è noto, escludendo l'opera frammentaria di Gerolamo, è quello del monaco Beda nel VII-VII secolo.

Mosetto non si limita, però, al contributo specifico di Beda, ma va in cerca anche dei commenti non sistematici che i padri antichi hanno dedicato a singoli passaggi di questo Vangelo. Il risultato è un commento agile che non ignora l'apporto dell'esegesi moderna (c'è un utile elenco di lavori in lingua italiana utilizzati dall'autore e riportati a vantaggio del lettore che intendesse approfondire) ma si radica nella ricchezza della tradizione, recependo in maniera creativa la richiesta di riscoperta dell'esegesi patristica invocata dal Concilio Vaticano II e più volte ripresa nei testi magisteriali. Si potrà obiettare che non sempre i Padri hanno rispettato la lettera del testo, ma certamente avevano una visione di insieme che una lettura troppo particolaristica spesso tende a trascurare. Auspichiamo, quindi, che questo volume possa ridestare l'interesse per voci autorevoli che per lungo tempo sono rimaste trascurate.


G.L. Carrega, in La Voce e il Tempo 27/2021, 22

Questo commentario propone un’esegesi canonica del Vangelo secondo Marco, ispirandosi anche al modello patristico. L’idea di fondo è che ogni scritto è parte dell’unica Bibbia, con la quale intesse un dialogo continuo. Lo scopo specifico del volume è dunque quello di attirare l’attenzione del lettore sul contesto globale, costituito dall’Antico e dal Nuovo Testamento, in cui si inserisce il Vangelo secondo Marco, un obiettivo che viene perseguito seguendo una metodologia coerente.

Dopo una breve introduzione generale, il testo viene suddiviso in sezioni che sono oggetto di un commento sobrio. L’autore ha scelto di non affrontare alcuni problemi che riguardano, per esempio, il rapporto fra tradizione e redazione, o la storicità dei fatti narrati. Queste e altre questioni sono affrontate nei commentari scientifici ai quali l’autore rimanda il lettore eventualmente interessato a tali problematiche. Mosetto propone invece un confronto sinottico dei vari passi, esteso eventualmente anche a Giovanni, e poi aggiunge un saggio di esegesi patristica. Molto spesso il brano patristico è tratto dai commentari di Girolamo e di Beda il Venerabile, senza escludere altri apporti, come quello di Giovanni Crisostomo o di Ambrogio. Interessante e poi il paragrafo intitolato «L’orizzonte biblico» che si presenta come un luogo dove raccogliere le risonanze che il testo evoca all’interno dell’intera Bibbia.

L’obiettivo, come già si accennava in precedenza, è quello di mostrare la continuità e l’unità della parola di Dio, oltre che la coerenza e l’unità profonda che esiste fra tutti gli scritti canonici del Nuovo Testamento. L’autore ha scelto di non scrivere un commentario di tipo scientifico, evitando per esempio le note a pie’ di pagina e limitando la bibliografia ad alcuni testi essenziali. Questa scelta favorisce l’approccio a un lettore non particolarmente versato nello studio della Scrittura, ma richiede un approfondimento ulteriore a chi fosse invece interessato a un approccio più tecnico al secondo vangelo.


D. Scaiola, in Parole di Vita 4/2021, 56

<br>Nell’arco di poco tempo sono apparsi due volume “gemelli” del biblista salesiano Francesco Mosetto, docente emerito presso la Pontificia Università Salesiana (Sezione di Torino). Dal 1994 al 2002 è stato anche presidente dell’Associazione biblica italiana. Al suo attivo sono ascritti commentari esegetici a quasi tutti i testi del NT. Presentiamo insieme i due volumi, apparentati strettamente dal tema e dal metodo seguito dall’autore.

Risonanze bibliche

Le risonanze bibliche del Vangelo di Marco riportano una lunga introduzione (pp. 9-42) circa il cammino recente tracciato dai documenti del magistero sulla sacra Scrittura e la sua interpretazione (concilio Vaticano II e i documenti postconciliari della Pontificia commissione biblica del 1993, 2001 e 2014). L’autore riassume quindi il cammino della ricerca biblica che, andando oltre il metodo storico-critico, sta recuperando il rapporto dell’esegesi patristica e di quella “canonica”.

Mosetto esamina cinque testi del Vangelo di Marco adottando il metodo della lettura canonica. Mc 2,1-17 parr. riporta la pericope di Gesù a mensa con i peccatori (pp. 43-68); Mc 4,26-32 parr. narra le parabole della crescita (pp. 69-94), mentre Mc 7,24-30 si incentra sull’episodio dell’incontro di Gesù con la donna siro-fenicia (pp. 95-122). Mc 9,2-8 parr. ritrae il momento luminoso della Trasfigurazione di Gesù (pp. 123-152), mentre Mc 15,1-5 parr. riguarda la domanda cruciale posta da Pilato a Gesù: «Tu sei il re dei giudei?» (pp. 153-188).

Di ogni pericope Mosetto traccia sobriamente le linee esegetico-teologiche che veicolano il messaggio centrale del testo, per poi allargare la visuale ai paralleli sinottici e al Vangelo di Giovanni. Il commento comprende la riresa di alcune risonanze bibliche del testo che si rinvengono nel corso dell’AT che, in un modo più o meno stretto, rimanda – nella lettura cristiana – al suo compimento in Gesù.

L’autore conclude le sue note con un accenno ai commenti fatti da alcuni Padri o a una risonanza di taglio più liturgico derivante dalla proclamazione del Vangelo di Marco nell’anno B del cammino celebrativo ecclesiale.

Nella sinfonia delle Scritture

Il volume “gemello” Marco nella sinfonia delle Scritture si presenta invece come un commentario sintetico a tutto il vangelo marciano, paragonato dall’autore a un torrente che scorre rapido verso la foce. Prima del commento, ogni pericope è riportata nella traduzione ufficiale della Conferenza episcopale italiana del 2008. Nell’Introduzione (p. 9-22) l’autore espone sinteticamente la trama del vangelo. Dopo la proclamazione del Battista si apre un arco narrativo che illustra la prima fase della missione di Gesù: la chiamata dei primi quattro discepoli, la “giornata tipo” a Cafarnao, la predicazione in Galilea e le cinque controversie galilaiche (2,1–3,6). L’arco narrativo culmina nel proposito tramato dai farisei e dagli erodiani (in teoria nemici fra loro…) di eleminare Gesù.

Il secondo arco narrativo giunge fino 6,6a, e comprende l’istituzione dei Dodici, l’incomprensione di parenti e concittadini, il libretto delle parabole e quello dei miracoli. La “sezione dei pani (6,6b–8,26) comprende due serie parallele di episodi: il miracolo della moltiplicazione dei pani è seguito da un’attraversata del mare, una discussione o un dialogo sul tema del pane e una guarigione. L’illuminazione le cieco di Betsaida (8,22-26) – simbolica della fatica avvertita dai Dodici nel cammino della fede e della sequela – prepara la confessione messianica di Pietro (8,27-30). Essa costituisce la cerniera tra la prima parte e la seconda parte del Vangelo. La sezione 8,27–10,52 ripresenta il cammino di Gesù verso Gerusalemme, scandita dal triplice annuncio della passione e della risurrezione (8,31-33; 9,30-32; 10,32-34). Ognuno di essi è accompagnato da parole esigenti sulla sequela, insegnamenti e ammonimenti vari e da una discussione tra i Dodici che illustra tutta la loro lontananza da una vera sequela di Gesù. Trovano descrizione il miracolo compiuto da Gesù quale esorcismo di un ragazzo epilettico, insegnamenti sullo scandalo, sul ripudio, sulla sequela legata alla povertà. Il momento della trasfigurazione (9,2-8) illumina questa sezione che termina con la guarigione del cieco Bartimeo a Gerico. Ottenuta a gran forza e con viva fede la guarigione da parte di Gesù, egli si mette a seguirlo con entusiasmo (simbolico di ogni vero discepolo) nella sua salita a Gerusalemme (10,46-52). Nella sezione seguente (11,1–12,44) Gesù entra festosamente a Gerusalemme e compie il segno simbolico della “purificazione del tempio” (o forse meglio, del culto asfittico e sterile lì praticato) prefigurato nello sconcertante segno profetico del fico seccato. La serie delle cinque controversie gerosolimitane (11,27–12,37), che fanno da pendant a quelle galilaiche, mostrando come tutta la vita di Gesù per Marco sia stata sotto il segno della lotta e del rifiuto incontrato, è inframmezzata dall’importante parabola dei vignaioli (12,1-12).

L’episodio della povera vedova che getta simbolicamente tutta se stessa come offerta nel tesoro del tempio introduce l’unico grande discorso del Vangelo di Marco: il discorso escatologico (Mc 13). Sulla linea simbolica dell’offerta della povera vedova, anche per Gesù segue a ruota il racconto della sua offerta nella passione e morte, con il racconto dei preliminari, dell’ultima Cena quale interpretazione della morte prossima intesa come sacrificio, dell’annuncio del tradimento di Pietro e della preghiera nel Getsemani. La cattura di Gesù e il giudizio ebraico davanti al sinedrio precedono quello politico romano di fronte a Pilato, la crocifissione, la morte e la sepoltura. Il vero epilogo del vangelo sta però nella risurrezione e nell’annuncio universale del vangelo (16,1-20).

Caratteristiche del Vangelo di Marco

Mosetto ripercorre la formazione del vangelo, a partire dalla predicazione apostolica e dalla raccolta di detti, dispute e miracoli compiuti da Gesù fatta dalle prime comunità e composti da Marco redazionalmente (io direi come vero autore) in un testo articolato e ben strutturato. I vari rigagnoli dell’annuncio kerygmatico e catechistico compiuto nelle comunità (che può essere ben riconosciuto nei discorsi riportati negli Atti degli Apostoli) trovano in Marco un’organizzazione tematica e ordinata molto semplice: attività in Galilea e attività in Gerusalemme.

Nel vangelo si notano tre tensioni: il “segreto messianico” rivelato solo alla fine ai giudici del sinedrio (si può comprendere la messianicità di Gesù solo sotto la croce ormai imminente), la persistente ostilità degli avversari, la “piccolezza” del Regno nel tempo presente segnato dal rifiuto in tensione con la grandezza a cui arriverà il seme gettato da Gesù nella sua predicazione, nella sua morte e risurrezione. Assieme alla fonte Q, il Vangelo di Marco è stato assunto dagli altri sinottici come fonte per la stesura dei loro testi.

Per Mosetto, l’autore del vangelo è Marco di Gerusalemme, che segue la predicazione di Pietro e compone la trama del vangelo alla fine della rivolta giudaica (70 d.C.). Scrive in greco per una comunità che non conosce la lingua e i costumi giudaici. Una comunità che vede approssimarsi la persecuzione. Marco scrive in modo realistico, sobrio, paratattico e non sintattico. Il suo messaggio teologico e spirituale si incentra sulla grandezza di Gesù Figlio di Dio, che però agisce totalmente immerso nell’umiltà della vita dei suoi conterranei. L’evangelista sottolinea più volte l’umanità di Gesù, con la profondità dei suoi sentimenti manifestati più volte. La sua azione e predicazione sono caratterizzate – secondo una prospettiva tipica di Marco – da miracoli ed esorcismi, quale lotta contro il maligno oppositore del Regno di Dio. Con Gesù è giunto il regno di Dio che sconfigge il male in radice e nei suoi effetti devastanti la dignità dell’uomo.

Le persone che circondano Gesù lo comprendono per lo più come un profeta. Gesù stesso usa il titolo “Figlio dell’uomo” per nascondere la sua identità messianica. Gesù si sente il Figlio amato dal Padre e compie volentieri la sua volontà. Egli porta la salvezza e la guarigione, che però sono legate alla fede. La fede autentica si esprime a sua volta nella sequela, con le sue esigenze molto impegnative. L’adesione a Gesù richiede un rapporto personale, una intimità con la quale si entra nella sua famiglia “nuova”, quella di coloro che compiono la volontà di Dio.

Lettura canonica

Trascurato nel passato, negli ultimi anni il Vangelo di Marco sta riprendendo l’interesse degli studiosi e dei lettori. Fra i Padri sono da ricordare i commentari di san Girolamo e di Beda il Venerabile.

Il metodo seguito da Mosetto è quello della lettura “canonica” del testo. Esplicato brevemente il messaggio teologico delle varie pericopi tramite l’analisi filologica, l’autore legge il Vangelo all’interno dell’insieme della Bibbia, facendo notare parallelismi e allusioni all’intero corpus delle sacre Scritture. Ciò è raccomandato dagli ultimi documenti del magistero e della Pontificia commissione biblica.

Mosetto arricchisce il suo stringato commento ad ogni pericope con un una breve nota riguardante il tema principale presente in essa. L’indice degli excursus (pp. 285-288) riporta il titolo delle note tematiche sia nell’ordine di riferimento al testo biblico commentato sia in ordine alfabetico (ad es. giudizio, preghiera, Gerusalemme, pastori, peccatori, demoni ecc.). Nell’indice dei testi patristici (pp. 283-284) vengono riportati, inoltre, un’ottantina di riferimenti ai brani di commento di Agostino, Beda il Venerabile, Girolamo, Giovanni Crisostomo, Gregorio Magno, Origene, Teofilatto di Ocrida ecc.

La lettura “canonica” (chiamata da altri “intertestualità”) e gli apporti dell’interpretazione patristica sono i due pilastri del metodo seguito da Mosetto nel suo lavoro. Sacra Scrittura e Tradizione viva della Chiesa formano un corpo unico che attesta, trasmette integralmente e aiuta a interpretare in modo corretto secondo l’analogia della fede la parola di Dio, che chiede poi di essere “attualizzata” a livello interpretativo ed esistenziale.

Pensiamo che i due volumi possano essere di utilità immediata per la consultazione in vista della lettura privata del vangelo o dello studio e della predicazione in questo anno liturgico.


R. Mela, in SettimanaNews.it 11 febbraio 2021