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Lessico delle opere teologiche
Bernd Jochen Hilberath, Eberhard Jüngel, Michael Eckert, Eilert Herms (edd.)

Lessico delle opere teologiche

Prezzo di copertina: Euro 110,00 Prezzo scontato: Euro 93,50
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Collana: Grandi opere
ISBN: 978-88-399-0115-6
Formato: 17 x 24 cm
Pagine: 864
Titolo originale: Lexikon der theologischen Werke
© 2015

In breve

Edizione italiana a cura di Gianni Francesconi e Rosino Gibellini

Il Lessico, che costituisce un’autentica novità nel panorama editoriale, fornisce i dati essenziali di oltre un migliaio di opere fra le più significative – scritte dagli autori più rappresentativi – della storia del pensiero cristiano. Le singole voci offrono le informazioni fondamentali riguardo ai titoli delle opere, al loro contenuto, alle edizioni più importanti e alla bibliografia in merito.

Descrizione

Il Lessico delle opere teologiche è una autentica novità in lingua italiana. Esiste già il Lessico delle opere filosofiche (in lingua tedesca, francese e italiana), ma il Lessico delle opere teologiche esisteva solo in lingua tedesca. Viene ora proposto in edizione italiana integrale.

Commento

Il presente Lessico, unico nel suo genere, ripercorre la storia della teologia cristiana dagli inizi del cristianesimo fino al Duemila compreso. Serve a inquadrare gli autori e il loro lavoro, a farsi velocemente un’idea corretta delle opere principali, a pregustare i contenuti decisivi di un testo, a informarsi su quanto in teologia è stato ed è attualmente oggetto di discussione.

Recensioni

Chiunque si occupa di ricerca conosce bene l’utilità degli strumenti che permettono una rapida consultazione in merito ai contenuti specifici della materia. Tra di essi un ruolo a sé occupano i dizionari dedicati alle opere, di cui quello che ora succintamente presento costituisce un ottimo esempio per quanto attiene alla teologia. L’edizione italiana, curata da Gianni Francesconi e Rosino Gibellini, si compone di un migliaio di voci redatte da circa 250 studiosi.

Le singole opere sono citate generalmente con il titolo originale e recano – quando conosciuto – l’anno della prima edizione. La descrizione è completata dalla bibliografia. Da segnalare il taglio ecumenico dell’opera che le assicura un’apertura culturale di grande rilievo.

Certamente i primi destinatari sono gli studiosi di teologia e tutti coloro che coltivano interessi o sono impegnati nell’ambito della cultura e dell’attività religiosa. In considerazione dell’influsso religioso sulla civiltà di ieri e di oggi anche chi studia pedagogia e si interessa di educazione trova nello strumento in parola un prezioso ausilio. La sua agile consultazione ne favorisce la fruizione e ne accentua l’utilità. Inoltre, a partire dalle opere, è possibile costruire itinerari d’approfondimento relativamente a temi e ad autori. Questi ultimi sono richiamati in un “Indice analitico” che chiude la pubblicazione.


G. Mari, in Pedagogia e Vita 74 (2016) 328

Una guida per orientarsi in venti secoli di letteratura cristiana, tra le opere che hanno segnato il cammino della riflessione teologica. È questo il contributo offerto agli «studenti di teologia, e non solo ad essi», dal Lessico delle opere teologiche, una traduzione dal tedesco (2003), nella sua versione integrale, con la sola aggiunta di alcuni aggiornamenti bibliografici a beneficio del lettore italiano.

Gli editors si sono assunti un compito arduo: coordinare un'équipe di circa 250 studiosi che hanno realizzato più di mille voci. Il percorso bimillenario della letteratura cristiana è stato suddiviso in dieci periodi: dalle origini della patristica (fino a circa 1'800 d.C.), passando attraverso il Medioevo per giungere fino al XX secolo, con una sezione dedicata alla letteratura ortodossa ed ecumenica del XX secolo.

Un'altra scelta caratterizza l'opera: l'impronta ecumenica. Gli editors principali, due studiosi di fama internazionale, sono il cattolico Bernd J. Hilberath e l'evangelico Eberhard Jüngel. Un ruolo fondamentale è stato riconosciuto anche all'Università di Tubinga, da cui provengono gli altri due editors: Michael Eckert (Facoltà di teologia cattolica) ed Eilert Herms (Facoltà di teologia protestante). La stessa "attenzione" ecumenica è stata osservata nella selezione dei collaboratori scientifici, anch'essi studiosi noti a livello internazionale.

Oltre alle informazioni "identificative" (titolo e sottotitolo, con relativa traduzione italiana, quando necessario), di ogni opera si indica il tema teologico, il fine principale, una sintesi delle idee più importanti, insieme a una descrizione, breve ma comunque utile, della Wirkungsgeschichte, vale a dire la «storia degli effetti» che il testo ha prodotto nella storia e nella riflessione successiva.

Pur con le limitazioni imposte dalle esigenze editoriali (ad esempio, la necessità di fornire uno strumento comunque maneggevole), il Lessico raggiunge sostanzialmente lo scopo che gli editors si sono prefissi: permettere al lettore di «farsi velocemente un'idea delle opere principali di un autore; informarsi su quanto è attualmente oggetto di discussione nella scienza teologica e infondere il desiderio di conoscerlo meglio» (p. 5).


G. Scaglioni, in CredereOggi 215 (5/2016) 153-154

Il Lessico delle Opere Teologiche è frutto generoso del lavoro di una Commissione teologica a partire da due firme di livello internazionale: il cattolico Bernd Hilberath e l'evangelico Eberhard Jüngel, in collaborazione con Michael Eckert della Facoltà di teologia cattolica di Tübingen ed Eilert Herms della Facoltà di teologia evangelica di Tübingen.

La Commissione è composta da 250 teologi e teologhe, oltre mille sono le opere teologiche citate, numeri che attestano l'orizzonte ecumenico del presente Lessico.

Un'opera di consultazione sui duemila anni di storia del cristianesimo nei diversi territori del pensiero teologico: dal cristianesimo antico (in realtà il "giovane" cristianesimo!), quindi la Patristica, per arrivare fino all'alba del terzo millennio; arco di tempo enorme che richiede di essere continuamente scandagliato e rivalutato sotto diversi aspetti e molteplici prospettive dai teologi per i quali il Lessico risulta un prezioso supporto; un testo che costituisce inoltre un autentico ausilio per filosofi e sicuramente per cultori di scienze religiose, ma risulta strumento qualificato di consultazione altresì per studenti delle materie letterarie.

Questo Lessico delle Opere Teologiche è praticamente unico nel suo genere in Italia: l'edizione pubblicata da Queriniana è in traduzione integrale, e questo è importante anche perché sono stati mantenuti l'ampiezza "cattolica" proprio nel senso di "universale" ed il respiro ecumenico di una concreta collaborazione tra centinaia di valenti studiosi delle diverse confessioni.

Nella biblioteca ideale di un teologo il Lessico, ovviamente strutturato per "voci", è da tenere concretamente in considerazione.

Le "voci" del Lessico si muovono, appunto, in un arco storico amplissimo: le opere sono citate, solitamente, sulla base alfabetica del titolo originale (il titolo della prima edizione stampata); sono menzionate con una puntuale inquadratura storico-teologica opere grandi e "piccole". Iniziando dall'opera cinquecentesca della letteratura ascetica e mistica del Rinascimento spagnolo, Abecedario espiritual di Francisco De Osuna, si passa dal De imitatione Christi, come sappiamo un vero gioiellino della spiritualità medievale; con un balzo all'indietro vicino alle origini del messaggio cristiano ecco la Didachḕ tôn dṓdeka apostólōn: «Quest'opera, composta attingendo a diverse tradizioni e ricorrendo a diversi generi letterari, rappresenta il più antico ordinamento cristiano della comunità giunto sino a noi» (M. Hartmann, 255); una carrellata rilevante di opere che hanno segnato capitoli, seppur dai tratti controversistici aspri, della storia del pensiero teologico cristiano occidentale come il De servo arbitrio di Martin Lutero contrapposto al De libero arbitrio diatribe sive collatio di Erasmo da Rotterdam; e, di tutt'altro genere, opere di bilancio e rilancio esegetico come: Die Geschichte der Leben-Jesu-Forschung (Storia della Ricerca sulla Vita di Gesù) di Albert Schweitzer; Katholische Dogmatik (Dogmatica Cattolica) di Michael Schmaus (a far data 1937) che «rappresentò una nuova concezione epocale, nella quale l'approfondimento scientifico della verità della fede si accompagnava ad una attenzione alla predicazione (fondata nel carattere verbale della rivelazione) e alla vita religiosa pratica» (L. Scheffczyk, 451); e ancora: opere dal sapore antico ma che hanno gettato le basi del cristianesimo nell'età moderna, scritti molto diversi tra loro, ma fondamentali come gli Exercitia spiritualia (Esercizi spirituali) di Iñigo López De Oñaz Y Loyola (Ignazio di Loyola); e l'Institutio christianae religionis di Giovanni Calvino. Qui si ricorda l'opera edita originariamente a Lugano (1848, scritta nel 1832-1833): Delle cinque piaghe della Santa Chiesa di Antonio Rosmini (Conte di Rosmini-Serbati); opere di autori, veri giganti del Novecento, con il genio teologico di nomi del calibro di Hans Urs von Balthasar, Karl Barth, Dietrich Bonhoeffer, Rudolf Bultmann, Marie-Dominique Chenu, Yves Congar, Karl Rahner, e tanti altri; giungendo in conclusione a Zwischen den Zeiten (Tra i Tempi) di Friedrich Gogarten (1887 -1967), scritto che costituisce il manifesto della prima «teologia dialettica», detta anche teologia della crisi, che nel primo dopoguerra novecentesco si pose il compito di ripensare la teologia (e sarà anche il titolo dell'omonima Rivista teologica fondata dallo stesso Gogarten). Il Lessico è davvero ampio, inevitabilmente non poteva essere esaustivo, le brevi (qualche volta anche troppo!) note dell'edizione italiana a volte aiutano a completare i dati, a volte invece sono incomplete o, in alcuni casi, vi è assenza dell'indicazione delle relative traduzioni italiane; occorre comunque notare che per l'impianto generale dell'opera siamo davanti ad un testo, come già segnalato, di assoluto riferimento.

Un'opera generale, questo Lessico delle Opere Teologiche, di storia della teologia che s'inserisce, per quanto riguarda l'edizione italiana, nella vasta produzione di alta divulgazione teologica dell'editrice Queriniana, e che fa pendant con il Lessico dei Teologi. Dai Padri della Chiesa ai nostri giorni, a cura di Wilfried Härle – Harald Wagner, e anche con il Lessico di Teologia Sistematica, a cura di Wolfgang Beinert, nonché con la prestigiosa collana Biblioteca di Teologia Contemporanea (BTC), tutte pubblicazioni della stessa casa editrice.

L'avventura teologica continua, ne abbiamo bisogno ed esprimiamo gratitudine per questo.


M. Abbà, in Rivista Teologica di Lugano 1/2016, 199-201

Proprio perché la religione e la teologia scientifica fanno ormai parte della società odierna, diventa fondamentale sapersi districare velocemente su quelle opere che hanno contribuito a farne la storia, attingendo anche a repertori e lessici contenutisticamente completi e aggiornati. Il Lessico delle opere teologiche viene incontro a questa esigenza sotto diversi aspetti, aiutando «a farsi velocemente un'idea delle opere principali di un autore; a ricordarsi i contenuti principali di un'opera o a pregustarli; a informarsi su quanto è attualmente oggetto di discussione nella scienza teologica e a infondere il desiderio di conoscerlo meglio» (5).

Ottimo sussidio per gli studenti di teologia, ma anche per coloro che, come studiosi o anche come cultori di specifici ambiti di competenza (storici e letterati, soprattutto) sono interessati a meglio comprendere e contestualizzare la comprensione dei fenomeni storici, attingendo alle stesse fonti teologiche, il volume è una fonte indispensabile per la ricerca teologico-religiosa, che non si astiene dal misurarsi anche con altre discipline (in primis, quella filosofica) che hanno, nel corso della loro storia, partorito opere per nulla estranee alla riflessione teologica (è possibile vedere come alcune opere riportate dal Lessico delle opere filosofiche, curate dal compianto Franco Volpi, vengano qui riprese e ripresentate in una prospettiva teologica).

La bimillenaria storia della letteratura cristiana è stata suddivisa in 10 epoche, ognuna delle quali è stata capitanata da alcuni/e esperti/e del settore che, a loro volta, si sono avvalsi di 250 collaboratori/collaboratrici scientifici/scientifiche: la patristica (fino a circa 1'800 d.C.; il Medioevo, la mistica medievale e l'Umanesimo; il XVI secolo (evangelico); il XVII/XVIII secolo (evangelico); il XIX/XX secolo (evangelico); il XVI/XVII secolo (cattolico); il XVIII/XIX secolo (cattolico); il XX secolo (cattolico); la letteratura ortodossa ed ecumenica del XX secolo.

Il gruppo ecumenico dei curatori e le loro opzioni teologiche si rispecchiano con evidenza nella scelta delle opere che, nel momento in cui ha riguardato autori viventi, ha seguito il criterio della maggior importanza e rappresentatività, a livello di pubblicista teologica, al momento della pubblicazione (non va in tal senso dimenticato, pur senza nulla togliere al grande valore dell'impresa culturale offerta da Queriniana, che l'opera qui tradotta integralmente rispecchia quella pubblicata in Germania nel 2003, con l'aggiunta di alcune brevi indicazioni bibliografiche particolarmente utili per il pubblico italiano).

La pubblicazione di questo Lessico indica, ormai, l'imprescindibilità, per tutti quelli che vogliono svolgere il loro lavoro in ambiti storico-religiosi con competenza e giudizio, di una conoscenza previa delle questioni che le pubblicazioni teologiche più pregnanti hanno permesso di sondare e di rilanciare, anche in vista di una sempre maggiore comprensione dei nessi tra la società e la teologia, di cui questo volume riesce a dare pienamente conto.


G. Coccolini, in Il Regno 12/2016 (15 giugno 2016) 356

Théophile Gautier, il celebrato autore ottocentesco del Capitan Fracassa, invitava i poeti a leggere solo il vocabolario, unico libro degno di colui che dalle parole deve estrarre il fuoco come dalla pietra, ed è forse per questo che Baudelaire gli dedicò i Fiori del male. Devo confessare che, senza essere poeta, fin da ragazzo amavo "leggere" il vocabolario dominante, che in quegli anni lontani e nella provincia, era il famoso Nuovissimo Dizionario Melzi. Naturalmente poi fu la volta dei "lessici" composti di voci ben più corpose e sofisticate. È così che in queste ultime settimane ho trascorso ampie porzioni delle mie notti nella lettura affascinata di un originale e particolare lessico, quello che una legione di 250 teologi tedeschi ha elaborato sulle Opere teologiche principali sbocciate nei duemila anni di cristianesimo.

Alla fine si è allestita una vera e propria biblioteca di oltre mille testi, tant'è vero che la copertina è illustrata da una foto dell'imponente biblioteca olandese di Delft che, però, appartiene a un'università di tecnologia. Elenchiamo subito le obiezioni scontate in questo genere di selezioni bibliografiche: sarebbe attesa forse una più vasta presenza dell'Ortodossia; è sempre possibile segnalare le assenze di opere rilevanti; sottolineature tipiche della scuola tedesca originaria sono sempre reperibili; alcuni accenti ermeneutici possono riflettere opzioni contestabili e così via. Gli stessi coordinatori del volume, il cattolico Bernd Hilberath e il protestante Eberhard Jüngel (che, con modestia, non si è inserito nel catalogo, pur essendone decisamente degno), mettono al riguardo subito le mani avanti e siamo pronti a comprenderli e ad assolverli.

Il risultato, comunque, è straordinario e costringe a usare una metafora abusata e forse banale ma pertinente: siamo di fronte a una miniera dalla quale cavare giacimenti intellettuali preziosi, fondamentali per comprendere la bimillenaria storia del pensiero occidentale non solo cristiano. Proprio per questo giustamente nella versione italiana si invitano a scendere in quell'immenso deposito di ricerche, di idee, di intuizioni, di elaborazioni non solo i teologi di professione, ma anche filosofi, storici, letterati e persino scienziati credenti, non credenti e diversamente credenti.

Laggiù, infatti, ci vengono incontro le stelle della riflessione teologica e si incrociano anche tutte le figure geniali che hanno alimentato per secoli menti e coscienze, hanno scandito tappe storiche capitali e illuminato percorsi esistenziali e sociali. Non per nulla, la palma del maggior numero di presenze va a un sant'Agostino con 27 opere e a un Lutero che lo batte d'un soffio con 28 scritti (ma è ovvio che un Tommaso d'Aquino può ben equipararsi a loro con le sue imponenti Summae).

A questo punto è difficile descrivere un simile giardino di delizie intellettuali: l'alfabeto dei titoli di dischiude con una delle opere ascetico-mistiche rinascimentali maggiori, quell'Abecedario espiritual di Francisco de Osuna che molti come me probabilmente ignorano del tutto ma che fu un ispiratore di quel vertice mistico-letterario che è stata santa Teresa d'Avila (per altro essa pure presente). A suggello, ecco invece un saggio di sole cinque pagine di Friedrich Gogarten intitolato Zwischen den Zeiten divenuto non solo il manifesto della "teologia dialettica" ma anche l'insegna di un'impresa editoriale teologica. Se, invece, a guidarci fosse l'alfabeto degli autori, si partirebbe con Abelardo per approdare a Zwingli, il famoso riformatore svizzero, passando attraverso i più grandi nomi del pensiero patristico, medievale, umanistico e dei successivi secoli, dal XVI al XX, scanditi ormai dalla separazione tra cattolici ed evangelici.

Come si diceva, percorrendo questa galleria di opere ci si imbatte - accanto ai nomi assolutamente necessari e che è inutile citare - in figure inattese ma suggestive: solo per fare qualche esempio casuale, Blondel, Brentano, Fichte, Heidegger, il nostro Bonaiuti, il poeta Coleridge, Ephraim Lessing, Maistre, John Milton, Petrarca (ma allora perché non Dante...?) e così via. Qualche lettore sarà curioso di sapere quale opera rappresenti proprio il Petrarca teologo: è il Secretum, naturalmente per l'indiscutibile legame con sant'Agostino che il poeta introduce come suo interlocutore in un dialogo intimo, imponendo così la figura del vescovo di Ippona anche all'orizzonte letterario e non solo teologico e filosofico.

A questo proposito è significativa la tendenza, che affiora in molte voci del lessico, a ricostruire, sia pure sommariamente, la cosiddetta Wirkungsgeschichte, cioè la storia della recezione e degli "effetti" o influssi esercitati da molte di queste opere teologiche nel corso evolutivo della storia e della cultura dell’Occidente. Per stare ancora a Agostino appena citato, basta solo evocare le sue Confessioni; oppure si può ricorrere alle 95 tesi affisse da Lutero il 31 ottobre 1517 sulla porta del castello di Wittenberg, o ancora ai saggi di Erasmo da Rotterdam, a partire dall’immortale Elogio della follia (l’originale, tra l’altro, nel titolo grecizzante Moriae encomium rimanda a un altro pensatore, il suo amico Tommaso Moro, perché in greco morós è “folle”).

Per questa via si potrebbe anche approntare un vaccino contro la sindrome della stupidità che affetta non pochi dirigenti scolastici o politici inclini a demolire la gloriosa e vitale tradizione cristiana per artificiose ragioni di correttezza sociale. È, però, arduo immaginare tali personaggi alle prese con le molte grandiose e mirabili architetture del pensiero che popolano questa silloge bibliografica. Per comprendere, tra l'altro, quanto la teologia cristiana sia ancor oggi vivace, è significativa la scelta di introdurre in questa sfilata anche gli autori viventi. Ne ho contati almeno 24, a partire dall'ormai centenario Franz Mussner (è del 1916!), autore di un interessante Traktat über Juden, espressione del mutato approccio cristiano al giudaismo dopo il Concilio Vaticano II, passando attraverso nomi ben noti come Ratzinger e Küng, Drewermann, Cox e Kasper, per giungere sino all'America Latina con i due Boff, Clodovis e Leonardo, con Gustavo Gutiérrez e Jon Sobrino.

Nell'ambito dei teologi decisivi del secolo scorso non possiamo non citare Karl Barth, qui presente con sette opere, tra cui la monumentale e incompiuta Kirchliche Dogmatik (12 volumi) e quella Lettera ai Romani che è la "laica" Feltrinelli a riproporre ancor oggi. È a lui che ci affidiamo per trovare idealmente un'epigrafe a questo lessico prezioso e grandioso. Nella sua Introduzione alla teologia evangelica (1962), non presente in questa antologia, confessava: «Tra le scienze la teologia è la più bella, la sola che tocchi la mente e il cuore arricchendoli... Ma è anche la più difficile ed esposta a rischi; in essa è più facile cadere nella disperazione o, peggio, nell'arroganza; più di ogni altra può diventare la caricatura di se stessa».


G. Ravasi, in Il Sole 24 Ore 27 marzo 2016

Da qualche decennio i dizionari di teologia o i testi teologici hanno cessato di essere il prodotto di specialisti appartenenti a una singola confessione cristiana e hanno assunto un maggiore respiro ecumenico, divenendo un modo di lavorare in comune di teologi e storici cattolici e protestanti. Di questa visione universale della fede cristiana è sicuramente espressione il Lessico delle opere teologiche, pubblicato in Germania nel 2003 e ora tradotto integralmente in italiano a cura di Gianni Francesconi e Rosino Gibellini.
Questo testo rappresenta un'indubbia novità in Italia, poiché in lingua italiana esisteva già un buon lessico delle opere filosofiche, ma non ne esisteva ancora uno delle opere teologiche di tale completezza e dimensione. L'opera è stata redatta a cura di una commissione di teologi e teologhe esperti nei diversi settori delle scienze teologiche e nelle diverse epoche storiche. A guidare il gruppo di lavoro sono stati due teologi di fama internazionale, come il cattolico Bernd Jochen Hilberath e l'evangelico Eberhard Jüngel, coadiuvati da Michael Eckert ed Eilert Herms delle facoltà di Teologia cattolica ed evangelica di Tübingen.
In ordine alfabetico, ma citando i titoli di norma nella loro lingua originale, vengono prese in considerazione tutte le principali opere teologiche della storia del cristianesimo dalle origini al XX secolo, mentre non mancano neppure alcune voci dedicate a scritti meno noti e tuttavia significativi. Per alcuni autori fondamentali sono riportate tutte le opere a carattere teologico, come accade, ad esempio, per Agostino di Ippona, Martin Lutero e Tommaso d'Aquino, tanto che è di fatto impossibile segnalare delle lacune o rintracciare delle omissioni. Da rimarcare anche la notevole presenza di teologi contemporanei, come Küng, Panikkar, Pannenberg, Schillebeeckx, Ratzinger, Metz, Kasper e altri meno famosi, ma non meno degni di nota.
Gli scritti teologici sono esposti nei loro contenuti essenziali e collocati nel loro contesto originario, con inoltre l'indicazione del loro ruolo nella cosiddetta «storia degli effetti» (Wirkungsgeschichte). Particolarmente utile risulta l'indice analitico, ordinato per autore, posto in fondo al volume, che consente di individuare subito tutti gli scritti dei singoli teologi e di visitare in sequenza le relative voci.
Un repertorio bibliografico come questo, comprensivo di oltre due millenni di pensiero cristiano, dalle opere più rappresentative e autorevoli dei Padri della Chiesa alle Summae medievali e ai testi dei teologi del nostro tempo, costituisce un manuale indispensabile per gli specialisti e un proficuo strumento di consultazione e di orientamento per tutti i cultori degli studi teologici e filosofici.


R. Timossi, in La Civiltà Cattolica 3978 (26 marzo 2016) 604-605

Parlare di teologia, in Italia, sovente è trattare di un oggetto misterioso. La storia della sua estraneità, da Croce in poi, è piuttosto complessa. Tale estraneità che non ha favorito certo la comprensione della nostra variegata cultura. Eppure nel secolo scorso fior di teologi avevano abbondantemente dimostrato che la teologia non trattava soltanto di aria fritta, ma sapeva affrontare puntualmente le questioni più serie dell'uomo e della società in evoluzione, come ha dimostrato Rosino Gibellini con la sua limpida Teologia del XX secolo.

Un nuovo strumento per entrare nel mondo della teologia e per comprendere il suo apporto è il Lessico delle opere teologiche, dove vengono presentate più di mille opere dalle origini del cristianesimo fino alle soglie del Terzo millennio. È il corrispettivo del Lessico delle opere filosofiche, già esistente in lingua tedesca, francese e italiana. Questo Lessico delle opere teologiche, un'autentica novità per la lingua italiana, è la presentazione integrale e integrata dell'edizione originale tedesca, frutto della collaborazione fra teologi cattolici ed evangelici, esperti nelle diverse articolazioni delle scienze teologiche e dei diversi periodi della storia della teologia. Di ogni opera della letteratura cristiana viene presentato il contenuto, il contesto storico e la storia degli effetti, cioè del suo influsso nel tempo e nello spazio, nella cultura e nell'ethos, nella politica e nel diritto. Stupiscono la vastità di tematiche, la pluralità degli approcci, gli apporti delle più diverse culture, la presenza dei vari continenti, la capacità di confrontarsi con le provocazioni poste di volta in volta dalla storia. Ci si incontra, in fin dei conti, con l'estrema duttilità della teologia nell'affrontare le questioni più diverse, con presupposti e con metodi appropriati. Scorrendo i vari lemmi, ci si rende conto, tra l’altro, del contributo dato dalla teologia alla costruzione del mondo occidentale (la teologia dell'Oriente cristiano è meno presente), un contributo ora propositivo, ora critico, agli ideali e ai processi storici della nostra società. La «scienza della rivelazione», discussa e discutibile, è tutt'altro che irrilevante e ha lasciato più tracce di quanto si possa supporre. Le prime università non erano al servizio della teologia?

Questo Lessico è anche una coraggiosa impresa editoriale che, una volta ancora, attesta la sensibilità dell'editoria bresciana per l'apporto che il pensiero religioso ha dato e può dare per la crescita dell'humanum.


P.G. Cabra, in Corriere della Sera – Brescia 10 marzo 2016

Un libro miniera. Così si può definire questo libro che ne riassume mille, di stampo teologico. Fra tutti questi, un buon lettore di teologia ne avrà percorso – più o meno profondamente - qualche decina. Di altri avrà annusato qualche frase o percepito appena il nome, mentre la maggioranza gli risultano sconosciute. Tanto più che molte voci escono dall’ambito cattolico e presentano voci non abituali per un cattolico. Che cosa dunque contiene questo librone? Edito in Germania (e dove altro poteva essere?) con tanti collaboratori presenta la sintesi del contenuto di opere teologiche, dal primo sorgere della teologia fino agli ultimi decenni del secolo scorso. La successione delle opere viene proposta secondo l’ordine alfabetico del titolo di ciascuna. Il lettore può immaginare un percorso da un autore all’altro, da un tema all’altro, oppure provare una sorta di carotaggio per avviare un lavoro sistematico.
Da questo punto di vista avremmo preferito una maggior ampiezza e varietà degli infici analitici, che potessero orientare il lettore a seconda del periodo storico o delle tematiche. Tuttavia questa prima mappatura delle opere teologiche è inedita e preziosissima, né si può lasciarsi sconfiggere dalla prospettiva della gran mole di lavoro. Si potranno seguire le tracce per ulteriori scoperte, come fa l’archeologo che scende man mano dalla superficie alla profondità dello scavo. Sorprendendosi di strato in strato e di opera in opera delle successive scoperte, lieto di trovare autori amati e autori ignoti, di sana ortodossia o di sospetta o dichiarata eresia, di alta spiritualità e inarrivabile intelletto o di corta gittata. Il mistero di Dio rivelato in Gesù Cristo e svelato nella storia è inarrivabile; l’intelligenza umana è un potente raggio indagatore; l’esperienza della vita offre straordinarie conferme o smentite. I compilatori delle schede sulle singole opere sono quasi esclusivamente di area e lingua tedesca, di varie confessioni cristiane e di varie scuole teologiche. Un gran lavoro. “E il naufragar m’è dolce in questo mare”.


A. Busetto, in Nuova Scintilla 21 febbraio 2016

La tradizione dei dizionari o dei lessici di argomento teologico è piuttosto antica, ma volendo circoscriverla alla sola epoca moderna e contemporanea possiamo affermare che la vera e propria svolta si è verificata nei secoli XVI e XVII, allorché con la Riforma protestante e la Riforma cattolica del Concilio di Trento si sentì l’esigenza da una parte e dall'altra dei due versanti di chiarire con precisione le rispettive convinzioni in materia di fede. Di questo clima fa ad esempio parte il Lexicon theologicum complectens vocabulorum descriptiones, diffinitiones & interpretationes del teologo cattolico ed umanista tedesco Johannes Altenstaig.

Gli studiosi tedeschi da quel tempo non hanno cessato di produrre in buon numero opere di questo tipo, redatte sempre in forma il più possibile esaustiva e con crescente rigore sotto il profilo scientifico. Dal Cinquecento ad oggi un'altra importante novità è che i dizionari di teologia o dei testi teologici hanno cessato di essere il prodotto di specialisti appartenenti a una singola confessione cristiana e hanno assunto un maggiore respiro pluralistico, vedendo spesso lavorare insieme in perfetto accordo teologi e storici cattolici e protestanti. Di questo clima culturale e teologico è l'espressione anche il Lessico delle opere teologiche, pubblicato in Germania nel 2003 e di recente tradotto integralmente in italiano a cura di Gianni Francesconi e Rosino Gibellini. Si tratta infatti di un corposo volume frutto del lavoro di una speciale commissione ecumenica di teologi e teologhe, esperti nelle diverse atticolazioni delle scienze teologiche e dei diversi periodi della storia della teologia; commissione guidata dal cattolico Bernd Jochen Hilberath e dall'evangelico Eberhard Jüngel, coadiuvati da Michael Eckert e da Eilert Herms delle facoltà teologiche cattolica ed evangelica di Tubinga.

Tantissimi e qualificatissimi risultano poi gli estensori delle oltre mille voci del Lessico, tra i quali spiccano non pochi famosi esponenti del pensiero cristiano contemporaneo. In ordine alfabetico, ma citando i titoli di norma nella loro lingua originale, vengono prese sicuramente in considerazione tutte le opere teologiche principali della storia del cristianesimo dall'epoca patristica al XX secolo, mentre non mancano neppure alcune voci dedicate a scritti meno noti. Per alcuni autori fondamentali sono riportate tutte le opere a carattere teologico, come ad esempio accade per Agostino di Ippona, Martin Luther e Tommaso d'Aquino, tanto che risulta difficile segnalare delle lacune o trovare qualche omissione, come invece solitamente avviene per ampie opere di sintesi come questa. Tanta ricchezza e completezza nei testi schedati hanno ovviamente costretto i redattori a stilare i singoli lemmi in maniera succinta ed essenziale; nonostante ciò essi offrono tutte le informazioni fondamentali riguardo alle opere, al loro contenuto, alle edizioni più importanti, alla bibliografia e i titoli sono sempre tradotti in lingua italiana. Particolarmente utile risulta infine l'indice analitico ordinato per autore posto in fondo al volume, perché consente di individuare subito tutti gli scritti dei singoli teologi e di visitare in sequenza le relative voci. Qui si nota pure come non siano stati "sacrificati" i saggi dei teologi contemporanei (es. Küng, Panikkar, Pannenberg, Schillebeeckx, Ratzinger, Metz, Kasper, etc.), come purtroppo è accaduto in altre analoghe circostanze. In sintonia con la piena acquisizione del Concilio Vaticano II del fatto che la teologia come l'inculturazione si sviluppa nel corso delle epoche storiche, il Lessico delle opere teologiche colma dunque a suo modo una lacuna nella storia recente della teologia e si dimostra un valido punto di riferimento per tutti i cultori degli studi teologici.


R. Timossi, in Avvenire 3 febbraio 2016

Come ogni disciplina, la teologia, pur parlando dell’eterno, diventa storia. Nel cristianesimo questo avviene per almeno tre motivi: L’Eterno stesso si fa carne e storia; il soggetto (umano) della teologia è storico; il dato teologico cresce lungo la storia formando dei pilastri imprescindibili. È specificamente a questo terzo aspetto che presta l’attenzione – e acquisisce parimenti valore – l’opera imponente e ricchissima curata da Bernd Jochen Hilberath, Ebehard Jüngel, Michael Echert, Eilert Herms et alii intitolata nella tradizione italiana curata da Queriniana Editrice Lessico delle opere teologiche.
La finalità del volume di 862 pagine è quella di inquadrare gli autori e le opere che hanno fanno storia, la storia della teologia e della fede che cerca la propria intelligenza. Attraverso questo strumento, oltre a conoscere nominalmente le opere, viene offerta una riassuntiva presentazione dei contenuti delle opere. Per questi motivi l’opera può costituire un avvio alla ricerca e una roadmap per i principianti, ma anche un breviarium e un pro-memoria per gli esperti.
La suddivisione del lavoro è stata fatta seguendo il criterio storico: patristica, medioevo, mistica medievale e umanesimo, XVI secolo, XVII/XVIII secolo, XIX/XX secolo (sia evangelico che cattolico), XX secolo cattolico, letteratura ortodossa ed ecumenica del XX secolo.


R. Cheaib, in www.theologhia.com novembre 2015