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La teologia del popolo
Juan Carlos Scannone

La teologia del popolo

Radici teologiche di papa Francesco

Prezzo di copertina: Euro 25,00 Prezzo scontato: Euro 21,20
Collana: Biblioteca di teologia contemporanea 194
ISBN: 978-88-399-0494-2
Formato: 16 x 23 cm
Pagine: 224
Titolo originale: La teología del pueblo. Raíces teológicas del papa Francisco
© 2019

In breve

In coedizione con La Civiltà Cattolica

Descrizione

Autorevolmente come solo Scannone lo può fare, viene qui presentata la teologia argentina del popolo e della cultura, un versante con caratteristiche proprie della teologia della liberazione. L’Autore ne studia l’influsso esercitato su Jorge Mario Bergoglio, consapevole che si tratta di una chiave imprescindibile per conoscere papa Francesco: per capire sia l’ispirazione profonda della sua teologia, sia le radici filosofiche della sua pastorale, sia i suoi gesti, le sue parole, i suoi scritti, il suo impulso riformatore.
Il libro espone dapprima le origini della teología del pueblo, i suoi caratteri distintivi, le figure dei suoi principali protagonisti e le tappe del suo sviluppo storico fino ai nostri giorni. Scannone la presenta, quindi, come modello universalizzabile di inculturazione della teologia mediante la sapienza e la pietà del popolo di Dio incarnato nei popoli della terra. E, infine, mostra appunto il suo influsso decisivo sul magistero dell’attuale pontefice, che peraltro porta questa teologia a un livello più universale e la sviluppa con creatività.
La teologia del popolo esige di essere conosciuta e studiata come importante frutto del rinnovamento conciliare (specialmente nella sua declinazione latinoamericana): rappresenta un apporto originale alla teologia in quanto tale e al dialogo teologico interculturale, ma è altresì modello metodologico di annuncio ed è spinta qualificante per riformare la chiesa universale.

Recensioni

È difficile comprendere Pio X prescindendo dalla teologia neoscolastica in cui si era formato; dimenticare che le parole e i gesti di Pio XII erano evidentemente frutto della sua altissima formazione diplomatica espone a terribili fraintendimenti; Benedetto XVI è figlio dichiarato di un preciso tempo della teologia tedesca, e si potrebbe continuare.

Per quanto riguarda papa Francesco una delle sue fonti principali è la «Teologia del popolo e della cultura», cui appartiene anche l'autore dei saggi raccolti in questo volume, il gesuita argentino Juan Carlos Scannone. L'attuale Papa, infatti, «non solo si nutre di questa fonte (la teologia del popolo), ma la sviluppa in modo originale, sia nella sua prassi sia nelle sue elaborazioni teoriche (...). Pertanto questo libro si pone al servizio di una comprensione più profonda non solo del pensiero, ma anche, e soprattutto, dell'azione e dell'orientamento del governo della Chiesa da parte di papa Bergoglio».

Il volume è diviso in tre parti. Nella prima si offre un inquadramento storico della «teologia argentina del popolo e della cultura», anche in rapporto alle coeve scuole teologiche sudamericane, con un approfondimento sulla figura di uno dei suoi maggiori rappresentanti: Lucio Gera (1924-2012), il cui corpo è stato fatto seppellire dall'allora arcivescovo Bergoglio nella cattedrale di Buenos Aires.

Nella seconda parte si affrontano alcuni snodi decisivi di questa teologia, a partire proprio dal termine «popolo», la cui ambiguità è oggi – non solo in ambito ecclesiale - latrice di enormi potenzialità, come di terribili rischi. «Da un lato infatti», si spiega nel volume, «può designare il popolo-nazione e dall'altra le classi popolari», esponendosi da una parte ai rischi del nazionalismo e dall'altro a quelli delle derive marxiste.

La Teologia del popolo, invece, è intesa «a partire dall'unità plurale di una cultura comune, radicata in una comune storia, e proiettata verso un bene comune condiviso. Ma sono i poveri coloro che, almeno di fatto in America Latina, conservano come strutturante della loro vita e convivenza la cultura propria del loro popolo, e i cui interessi coincidono con un progetto storico di giustizia e di pace». Lungi dall'essere una questione limitata a un'area geografica precisa, tuttavia, «questo libro è nato dalla convinzione che queste tre affermazioni (opzione per i poveri come categoria teologica; pietà popolare come locus theologicus; e l'interrelazione tra loro e con l'inculturazione della teologia) siano universalmente valide».

Nella terza parte, infine, si mostra come l'«agenda di lavoro» Evangelii gaudium e molti altri elementi di stile e di metodo di papa Francesco possano essere interpretati come un frutto e al tempo stesso uno sviluppo della Teologia del popolo.


M. Ronconi, in Jesus 10/2019, 90-91

[…] Il testo di Scannone nasce da una convinzione di fondo ed è questa: opzione per i poveri come categoria teologica, pietà popolare come locus theologicus e l'interrelazione tra loro e con l'inculturazione della teologia sono affermazioni universalmente valide, ossia non valgono solo per l'America Latina, ma per tutta la Chiesa e per ogni Chiesa particolare, specialmente nel momento in cui si pensa teologicamente la nuova evangelizzazione (cf. EG 126).

La teologia del popolo apporta non soltanto contenuto, ma anche metodo alla teologia e alla Chiesa universali; essa è presentata da Scannone come modello di una teologia inculturata, contestuale, non "ossessionata dalla dottrina", attenta al realismo dell’esperienza, agganciata alla vita e alla storia, esistenziale, mai astratta e autoreferenziale, mai arroccata dietro formulazioni precise e ben argomentate, sempre "in uscita", attraversata da dinamismi e processi dialogici, al servizio dell'inculturazione della fede, data "l’importanza dell'evangelinazione intesa come inculturazione» (EG 122); la teologia del popolo è elevata a modello metodologico di annuncio ed è spinta qualificante per la riforma della Chiesa. Lo studio e l'approfondimenro della teologia del popolo e della sua opzione metodologica aprono sentieri che permettono di praticare a una forma di conoscenza e d'interpretazione della realtà, nella luce del «pensiero di Cristo» (cf. 1 Cor 2,16), in cui il modello di riferimento e di risoluzione dei problemi «non è la sfera [...] dove ogni punto è equidistante dal centro e non vi sono differenze tra un punto e l’altro», ma «il poliedro, che riflette la confluenza di tutte le parzialità che in esso mantengono la loro originalità» (Veritatis gaudium, 4).


A. Porreca, in Rassegna di Teologia 2/2019, 337-347