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I santi pagani dell'Antico Testamento
Jean Daniélou

I santi pagani dell'Antico Testamento

Prezzo di copertina: Euro 15,00 Prezzo scontato: Euro 12,75
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Collana: Meditazioni 77
ISBN: 978-88-399-1477-4
Formato: 11 x 20 cm
Pagine: 200
Titolo originale: Les saints
© 1964, 20153

In breve

Questo celebre libro del teologo francese Jean Daniélou, apparso in edizione originale nel 1956, costituisce una vera teologia missionaria, aperta e dialogante. Ricorda infatti a tutti che esiste una quantità di figure straordinarie – personaggi né ebrei né cristiani, apparentemente estranei all’alleanza di Abramo e di Cristo – che popolano quel grande e supremo ‘martirologio’ in cui sono registrati, accanto ai «144.000 di ogni tribù dei figli di Israele», anche tutti i membri della «moltitudine immensa e innumerabile di ogni nazione, razza, popolo e lingua».

Descrizione

Nell’anagrafe di Dio sono iscritti tutti i giusti della terra, a qualunque epoca e popolo appartengano. C’è un’alleanza in Abramo e in Mosè, c’è un’alleanza nuova in Cristo, ma prima ancora c’è un’alleanza in Noè: un’alleanza cosmica, che Dio stringe con tutta l’umanità. Ecco perché gli orizzonti della salvezza non si possono imprigionare nelle nostre ristrette vedute! Prende qui forma una grandiosa lettura trasversale dei testi biblici, che li intreccia con la letteratura antica e con quella patristica, e ne trae tesori di sapienza, sorprendentemente attuali. Sì, ci sono stati – e ci sono tuttora! – dei santi fra i pagani, fra chi ignorava il Dio di Mosè e il Padre di Gesù Cristo: Abele, Enoc, Daniele, Noè, Giobbe, Melchìsedek, Lot, la regina di Saba.

«Una ideale galleria di ritratti spirituali, un testo originale e intenso che conserva intatti tutto il suo rigore e tutta la sua forza di provocazione, specie contro l’insorgere di nuove forme di integrismo, contro il rinascere di pretese autarchie cultuali e spirituali, contro l’irrompere dei venti gelidi dell’intolleranza» (dalla Prefazione di Gianfranco Ravasi).

Recensioni

Pubblicato la prima volta in francese nel 1956, questo volume intenso aiuta il lettore ad allargare gli orizzonti della fede cristiana. Jean Daniélou, teologo e storico del cristianesimo, rilegge i testi dell’Antico Testamento secondo una riflessione teologica non usuale ai suoi tempi sui personaggi biblici che non rientrano nelle tradizionali categorie di appartenenza al popolo e alla fede d’Israele, né tantomeno alla comunità cristiana. Sono coloro che non hanno conosciuto la rivelazione del Dio di Abramo: quanti cioè hanno vissuto in un regime che l’autore preferisce chiamare di “religione cosmica” che, pur precedente temporalmente Abramo, non manca di mostrare verità teologiche proprie. In questo Daniélou anticipa profeticamente le affermazioni del Vaticano II sui semina Verbi (cfr. AG 11; NA 2). Ma soprattutto riprende una salda tradizione patristica, che si esplicita per esempio in Gregorio Magno.

Inizialmente nate come conferenze pubbliche, le riflessioni raccolte ordinatamente nel libro costituiscono lo spunto per una seria «teologia missionaria che cerca di ravvisare l’unità del disegno di Dio nel susseguirsi delle alleanze» (p. 24). Senza mettere dunque in dubbio l’unicità della salvezza in Cristo, i personaggi dell’Antico Testamento messi qui a fuoco dimostrano l’ampiezza dell’amore del Padre, che vuole salvare ogni uomo (cfr. 1 Tm 2,4). Nascono così le pagine dedicate ad Abele, Enoc, Daniele, Noè, Giobbe, Melchisedek, Lot, la regina di Saba. Ne scaturisce quella che Ravasi nella prefazione definisce «un’ideale galleria di ritratti spirituali, ognuno espressione di una particolare via alla santità» (p. 9).

Un volume prezioso ancora oggi, che non ha affatto perso la sua attualità e suggestione, sia dal punto di vista teologico che spirituale, catechetico e liturgico.


D. Candido, in Parole di Vita 3/2018, 58