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Etica animale
Martin M. Lintner

Etica animale

Una prospettiva cristiana

Prezzo di copertina: Euro 36,00 Prezzo scontato: Euro 34,20
Collana: Biblioteca di teologia contemporanea 201
ISBN: 978-88-399-3601-1
Formato: 15,7 x 23 cm
Pagine: 304
Titolo originale: Der Mensch und das liebe Vieh. Ethische Fragen im Umgang mit Tieren
© 2020

In breve

Con contributi di Christoph J. Amor e Markus Moling.

Questo l’imperativo di Lintner: «Agisci in modo da non utilizzare mai gli animali semplicemente come mezzi e in modo da essere sempre giusto nei loro confronti».

Descrizione

Gli animali occupano un posto importante nella nostra società. Oggi sempre più persone mostrano di essere sensibili alla sofferenza che gli animali patiscono, specie a quella provocata da allevamenti intensivi.
Nonostante ciò, il nostro comportamento nei loro confronti è stato ed è sempre caratterizzato da grande ambivalenza. Alcuni animali sono oggetto del nostro amore, della nostra protezione e sono sepolti in appositi cimiteri; altri, invece, li cacciamo, li uccidiamo e li mangiamo. Cosa è giusto fare? In base a quali princìpi etici? Quali conseguenze ne derivano per il nostro stile di vita e per le nostre abitudini di consumatori? Dobbiamo forse diventare tutti quanti vegetariani o vegani?
Questo libro innovativo non sostiene una posizione del tipo «tutto o niente». Lintner cerca piuttosto di affrontare le questioni fondamentali per capire come si possa tenere, verso gli animali, un comportamento che sia rispettoso delle loro esigenze specifiche e individuali. Presenta poi le posizioni attualmente dibattute nel campo dell’etica animale e in particolare, tenendo conto di differenze e somiglianze tra essere umano e animali, mette in evidenza la nostra responsabilità, indicando come essa si concretizzi in ambiti come il nostro rapporto con gli animali domestici, l’allevamento a fini di reddito, la sperimentazione animale nella ricerca medica, la caccia e il consumo di prodotti di derivazione animale.
Un grande libro di etica relativa agli animali. Per rispettarli e amarli in un modo che corrisponda alla loro natura.

Recensioni

L'altemo rapporto uomo-animali e le conseguenze che ne derivano in termini di scelte etiche sono l'oggetto dell'ultimo testo - tradotto ora in lingua italiana da Queriniana - del religioso sudtirolese Servo di Maria, Martin Maria Lintner, docente di teologia morale a Bressanone e Innsbruck. Forte di un'esperienza personale che l'ha visto crescere in un maso di montagna a due passi dal Santuario di Pietralba, a stretto contatto con ogni sorta di animali domestici delle Alpi (mucche, galline, conigli...), Lintner racconta iI quotidiano di una vita contadina ieri e oggi, ma soprattutto l'urgenza di fondare anche in campo cattolico un'etica animale per colmare un gap che ha registrato un colpevole ritardo della Chiesa su questi temi. In altre parole: riflettere come si possa concretizzare un'etica animale in un contesto culturale di una sempre maggiore sensibilità e attenzione nei confronti degli animali non priva di contraddizioni diventa sempre più necessario oggi quando assistiamo sempre più frequentemente alle proteste degli animalisti per la sperimentazione animale, ma chiudiamo un occhio di fronte a quella signora impellicciata seduta in un banco alla messa...

Nato da un interesse di studio per il diploma alla Facoltà cattolica di teologia all'università di Vienna (fondamentali le discussioni con l’etologo Kurt Kotrschal), il tema si è andato via viaampliando negli anni e per Lintner questo significa dare la parola a studiosi come Albert Schweitzer, Peter Singer (il filosofo che ha sviluppato una propria visione sul rapporto con gli animali, fondatore nel 2006 dell'Oxford Centre for Animal Ethics),Tom Regan, Martha Nussbaum e molti altri come Richard David Precht, Ursula Wolf, Anne Siegetsleitner, Leonie Bossert...

Significativa, in questo contesto, la sua accoglienza più che positiva espressa nei confronti della prima enciclica sull'ambiente che papa Francesco ha pubblicato nel 2015: «Si tratta, non da ultimo, di riscoprire e rendere feconda la ricca eredità biblica, a cominciare dalla teologia della creazione per arrivare all'escatologia, vale a dire alla dottrina di ciò che possiamo sperare per il compimento non solo degli esseri umani ma anche dell'intera creazione».

«In questo libro - scrive Lintner - non si intende dare una fondazione dell'esigenza morale che chiede ad ogni essere umano di agire in modo moralmente buono e giusto. Si darà invece per presupposto che l'esperienza di essere interpellati dal dovere è un elemento essenziale dell'auto-esperienza e dell'auto-osservazione umana». Gli esseri viventi sono quindi "oggetti morali" - destinatari di obbligo morale e inclusi nella comunità morale - e ogni essere umano ha il dovere di rendere conto delle sue azioni nei loro confronti: è un concetto di responsabilità che cresce con la comprensione personale di ciò che per abitudine viene considerato giusto e delle conseguenze delle proprie azioni. Di conseguenza, eccoil concetto di "dignità animale" e l'imperativo categorico di "etica animale": agisci in modo da non utilizzare mai gli animali semplicemente come mezzi per soddisfare i tuoi interessi, bensì rendere giustizia ai loro bisogni sia a livello di specie che individuale. «Le esigenze dell'etica animale derivano prima di tutto dalla moralità dell'agire umano, in modo tale da non dover essere fondate né nell'animale in quanto tale, né negli interessi o scopi che l'essere umano si prefigge».

Forte il suo ribadire a più riprese la necessità di un dialogo tra le discipline, laiche e teologiche - scienze della natura, filosofia e teologia - che si occupano di creature e nella fattispecie di animali. Interessante, e coinvolgente per i non addetti ai lavori, il richiamo al contesto culturale, alla cinematografia a partire dal film di animazione Pets-Vita da animali di Chris Renaud (titolo originale The Secret Life of Pets)del 2016: la vitaa New York che registra la presenza di circa due milioni di quattrozampe cui vanno aggiunti molti altri animali "domestici" quali gatti, porcellini d'India, conigli, uccelli ornamentali, pesci, serpenti, tartarughe...

L’analisi di Unmer prende in esame le concezioni della natura e il posto dell'essere umano nel creato, immagine di Dio alla luce dell'etica della responsabilità. "Soggiogare" non significa "depredare" e l'antropocentrismo che ha caratterizzato secoli di cristianesimo viene oggi superato dalla Laudato si' (n. 118): gli animali sono inseriti nell'alleanza con Dio anche nella promessa di salvezza che accomuna il destino di uomini e animali come descritto per l’Arca di Noé. «Quando l'essere umano pone se stesso al centro, finisce per dare priorità assoluta ai suoi interessi contingenti, e tutto il resto diventa relativo» (LS 122).


M.T. Pontara Pederiva, in Presbyteri 5/2020, 399-400

L’infanzia trascorsa in un maso sudtirolese - a contatto con ogni sorta di animali domestici, cani, gatti, mucche, pecore, capre, conigli, polli … - a due passi dal Santuario della Madonna di Pietralba è l’esperienza da cui prende le mosse padre Martin Maria Lintner, religioso dei Servi di Maria, docente di teologia morale a Bressanone e Innsbruck e ben conosciuto anche a Trento per i suoi frequenti interventi.

Nella traduzione di Queriniana, per la collana «Biblioteca di teologia contemporanea», arriva sugli scaffali Etica animale, un testo che raccoglie le riflessioni nate da un interesse di studio per il diploma alla Facoltà cattolica dell’Università di Vienna. È nella capitale austriaca che il religioso ha potuto far tesoro delle conversazioni con l’etologo Kurt Kotrschall, ma nel libro si dà spazio anche alle parole di studiosi come Albert Schweitzer, Peter Singer (il filosofo che ha fondato nel 2006 a Oxford il “Centre for Animal Ethics” sviluppando una propria visione del rapporto con gli animali), Tom Regan, Martha Nussbaum, Richard David Precht, Ursula Wolf, Anne Siegetsleitner, Leonie Bossert ...

All’inizio dell’Anno speciale dedicato alla Laudato si’ è significativa la sua piena approvazione dell’enciclica di papa Francesco pubblicata nel maggio 2015, un documento che colma il ritardo della Chiesa cattolica su questi temi. È in quest’ottica che Lintner colloca il suo lavoro: «In questo libro - scrive - non si intende dare una fondazione dell’esigenza morale che chiede ad ogni essere umano di agire in modo moralmente buono e giusto. Si darà invece per presupposto che l’esperienza di essere interpellati dal dovere è un elemento essenziale dell’auto-esperienza e dell’auto-osservazione umana». Sarà allora la “responsabilità” la chiave di lettura del rapporto uomo/creato. Tutti gli esseri viventi sono “oggetti morali” - destinatari di obbligo morale e inclusi nella comunità morale - e ogni essere umano ha il dovere di rendere conto delle sue azioni nei loro confronti. Di conseguenza il concetto di “dignità animale” e l’imperativo categorico di “etica animale”: agisci in modo da non utilizzare mai gli animali semplicemente come mezzi per soddisfare i tuoi interessi.

La responsabilità su cui fa leva p. Lintner si rivela l’unica arma per combattere la distruzione del pianeta anche per quanto riguarda la biodiversità animale. Degno di nota, infine, il tono del discorso che non “invade” mai il campo scientifico, ma lo valorizza.


M.T. Pontara Pederiva, in Vita Trentina 22 (31 maggio 2020) 12

Dalla vita in un maso del Sud Tirolo – dove fin da bambini si è in contatto con gli animali domestici, mucche, galline, conigli – alla riflessione sul come si possa concretizzare un’etica animale in un contesto culturale di una sempre maggiore sensibilità e attenzione nei confronti degli animali: è questa la scelta originale di Martin M. Lintner, religioso suditirolese dei Servi di Maria e docente di teologia morale a Bressanone e a Innsbruck, in un testo che esce in questi giorni nella traduzione italiana per i tipi di Queriniana di Brescia (Biblioteca di teologia contemporanea) dal titolo Etica animale. Una prospettiva cristiana

Con uno stile narrativo che si rafforza pagina dopo pagina, Lintner “racconta” il rapporto uomo-animali con un’attenzione particolare alla vita delle Alpi su cui aveva focalizzato il suo interesse di studio per il diploma alla Facoltà cattolica di Teologia all’Università di Vienna. È là che il religioso aveva potuto contare sulle discussioni con l’etologo Kurt Kotrschal e su quella che si può definire una riscoperta della teologia su questi temi. Nel libro si dà la parola anche a studiosi di etica come Albert Schweitzer, Peter Singer (il filosofo che ha sviluppato una propria visione sul rapporto con gli animali, fondatore nel 2006 dell’Oxford Centre for Animal Ethics), Tom Regan, Martha Nussbaum e molti altri come Richard David Precht, Ursula Wolf, Anne Siegetsleitner, Leonie Bossert, quasi a voler sottolineare il ritardo della Chiesa cattolica, una lacuna che diventa un debito da risarcire per ricucire un gap oggi sempre più evidente nel contesto occidentale.

Alla luce di queste considerazioni esposte nella presentazione non stupisce l’accoglienza più che positiva espressa nei confronti della Laudato Si’, la prima enciclica sull’ambiente che Papa Francesco ha pubblicato nel 2015: «Si tratta, non da ultimo, di riscoprire e rendere feconda la ricca eredità biblica, a cominciare dalla teologia della creazione per arrivare all’escatologia, vale a dire alla dottrina di ciò che possiamo sperare per il compimento non solo degli esseri umani ma anche dell’intera creazione».

Fondamentale la tesi circa la necessità di un dialogo tra le discipline, teologiche e laiche – scienze della natura, filosofia e teologia – che si occupano di creature e nella fattispecie di animali. Interessante, e coinvolgente per i non addetti ai lavori, il richiamo al contesto culturale, a partire dalla cinematografia, per fare un esempio, dal film di animazione Pets - Vita da animali (titolo originale The Secret Life of Pets) del 2016: la situazione in una metropoli come New York che registra la presenza di circa due milioni di quattro zampe cui vanno aggiunti molti altri animali “domestici” quali gatti, porcellini d’India, conigli, uccelli ornamentali, pesci, serpenti, tartarughe.

«In questo libro – scrive Lintner – non si intende dare una fondazione dell’esigenza morale che chiede ad ogni essere umano di agire in modo moralmente buono e giusto. Si darà invece per presupposto che l’esperienza di essere interpellati dal dovere è un elemento essenziale dell’auto-esperienza e dell’auto-osservazione umana». Gli esseri viventi sono quindi “oggetti morali” – destinatari di obbligo morale perché inclusi nella comunità morale - e ogni essere umano ha il dovere di rendere conto delle sue azioni nei loro confronti: è un concetto di responsabilità che cresce con la comprensione personale di ciò che per abitudine viene considerato giusto e delle conseguenze delle proprie azioni. Sorge, di conseguenza, un imperativo categorico di etica animale: agisci in modo da non utilizzare mai gli animali semplicemente come mezzi per soddisfare i tuoi interessi, bensì rendere giustizia ai loro bisogni sia a livello di specie che individuale».

Ma cos’è in fin dei conti l’etica animale? «Le esigenze dell’etica animale – risponde Lintner – derivano prima di tutto dalla moralità dell’agire umano, in modo tale da non dover essere fondate né nell’animale in quanto tale, né negli interessi o scopi che l’essere umano si prefigge». È un appello urgente, quello lanciato nel libro, ad un trattamento più “umano” degli animali e a comportamenti di consumo e stili di vita più consapevoli dei loro effetti sugli animali.

Il testo si snoda tra le concezioni della natura e sul posto dove si colloca nel creato l’essere umano, immagine di Dio alla luce dell’etica della responsabilità: «soggiogare» non significa «depredare» e l’antropocentrismo che ha caratterizzato secoli di cristianesimo viene oggi ampiamente superato dalla Laudato si’ (n. 118). Gli animali sono inseriti nell’alleanza con Dio anche nella promessa di salvezza che accomuna il destino di uomini e animali come descritto nell’episodio dell’Arca di Noé. «Quando l’essere umano pone sè stesso al centro, finisce per dare priorità assoluta ai suoi interessi contingenti, e tutto il resto diventa relativo» (LS 122).

Molto interessante l’analisi delle riserve e aperture del cristianesimo nei confronti del darwinismo che molti nel secolo XIX videro come un attacco alla fede cristiana con il sollevamento di tutta una serie di problemi teologici e antropologici. Prima l’enciclica Humani generis e poi l’accettazione di Giovanni Paolo II mostrano al contrario la non contraddizione con la teologia cattolica come recita il Catechismo: «Dio crea le cose in modo che siano capaci di cooperare alla propria evoluzione» in quanto Dio non abbandona il mondo-in-divenire, perché la sua provvidenza si estende a tutta la creazione e quindi anche al processo dell’evoluzione.

In questa ottica si può allora parlare di «dignità animale» (come recita il titolo del volume di Kurt Remele): non si tratta di un antropomorfismo, anacronistico e discutibile sia sul piano filosofico che giuridico, ma di una necessità che ha il carattere di una denuncia e di un appello: un orizzonte verso il quale si orientano in prospettiva i diritti umani. Per tale motivo «il concetto di dignità, nella misura in cui se ne può sufficientemente motivare l’utilizzo per analogia rispetto agli animali, potrebbe avere una funzione guida per tutta l’etica animale». E la dignità animale diventa il fulcro per il riconoscimento del valore proprio degli animali. 

Non possono che restare aperti, ma oggetto di rigorosa riflessione, alcuni temi alquanto problematici quali l’uccisione e la macellazione degli animali, l’allevamento degli animali domestici e la loro «utilità» per l’uomo (cfr. E l’uomo incontrò il cane di Konrad Lorenz), la protezione degli animali, le esigenze di allevamento come l’uso di ormoni da ingrasso, la prassi di indossare pellicce (vietata per legge del 2015 dal governo tedesco), l’utilizzo degli animali a scopo alimentare, il controllo della fertilità e le tecniche di riproduzione, compresa la tecnologia genetica.

Nella conclusione emerge come si tratti di questioni etiche complesse e di ampia portata, questioni che giungono solo da qualche anno alla riflessione della teologia cattolica, ma soprattutto si evince come «la problematica etica fondamentale si presenta sempre nel caso in cui il benessere animale è subordinato al profitto economico». Ancora una volta è «l’economia che uccide», per dirla con un’espressione molto usata da Papa Francesco, a guidare, e portare fuori strada, anche l’uomo contemporaneo, vuoi si tratti di un allevatore o di un consumatore. Entrambi, però, soggetti morali carichi di responsabilità.


M.T. Pontara Pederiva, in VaticanInsider 22 maggio 2020

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