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Esplorare l'universo, ultima delle periferie
Specola Vaticana (ed.)

Esplorare l'universo, ultima delle periferie

Le sfide della scienza alla teologia

Prezzo di copertina: Euro 21,00 Prezzo scontato: Euro 16,80
Collana: Introduzioni e trattati 42
ISBN: 978-88-399-2192-5
Pagine: 256 + IV
© 2015

In breve

A cura di Alessandro Omizzolo e José G. Funes. Prefazione di Ugo Amaldi

Questo non è il consueto trattato sui rapporti fra “scienza e fede”. Qui uomini di scienza, che sono al tempo stesso uomini di fede, raccontano la loro esperienza umana e credente, in modo naturale e sorprendente al tempo stesso, e mostrano quanto le domande e gli apporti della scienza siano preziosi per il pensare teologico e per l’azione pastorale. Perché i benefici del progresso scientifico non siano riservati a pochi e privilegiati “addetti ai lavori”, ma contribuiscano a una comprensione integrale dell’uomo e del suo posto nell’universo.

Descrizione

Questo non è il classico trattato sui rapporti fra “scienza e fede”. Il progetto stimolante di questo libro consiste nello spiegare il mondo della scienza a chi si occupa di fede e nell’esplicitare le sfIde che la scienza – e l’astronomia in particolare, con il suo linguaggio, i suoi presupposti, le sue problematiche – lancia alla teologia e alla chiesa. Qui, dunque, uomini di scienza, che sono al tempo stesso uomini di fede, mostrano quanto le domande e gli apporti della scienza siano preziosi per il pensare teologico e per l’azione pastorale. Perché i benefIci del progresso scientifIco non sono riservati a pochi e privilegiati “addetti ai lavori”, ma devono contribuire a una comprensione integrale dell’uomo e del suo posto nell’universo.
In questo percorso si incontrano tantissime domande a cui rispondere. Come si configura, nella storia e oggi, il rapporto fra Dio e la natura? Cosa si ricava dal ripercorrere le vicende passate dell’interazione fra scienza e fede? Quali sono i limiti della scienza e quali i limiti dell’universo? Quali sono le attuali teorie sull’origine e l’evoluzione dell’universo? Che provocazioni suscita l’ipotesi di vita intelligente in altri mondi oltre al nostro? Che tipo di evoluzione ha conosciuto, negli ultimi decenni, il magistero della chiesa in merito agli orizzonti aperti dalla scienza? E la sapienza plurisecolare della chiesa ha qualcosa da offrire alla scienza, per esempio nei termini di una integrazione dei diversi saperi? Come fa dunque uno scienziato a vivere la propria fede?

Il testo si avvale del contributo dei membri dalla Specola Vaticana e di altri esperti del settore, di chiara fama e competenza: Matteo Bonato, Guy Consolmagno, George Coyne, José Funes, Michal Heller, Jean-Michel Maldamé, Alessandro Omizzolo, Giuseppe Tanzella-Nitti.

Recensioni

Un tema di grandissimo interesse nell’odierna discussione pubblica è il rapporto tra scienza e fede. È stato quindi un gesto profetico da parte di san Giovanni XXIII quello di affidare alla Specola Vaticana il duplice impegno di spiegare la scienza agli uomini di Chiesa e la Chiesa agli uomini di scienza. Il libro recentemente pubblicato dalla Specola ha tutte le qualità per compiere questa complessa missione.

Il volume contiene undici saggi di otto autori, in parte membri della Specola Vaticana, in parte esperti del settore, che uniscono felicemente competenza professionale e capacità divulgativa. Solo per citare alcuni dei temi principali trattati nel libro: l’autore di fama mondiale, Michael Heller, vincitore del premio della Fondazione Templeton nel 2008, aiuta il lettore a capire «i limiti della scienza e i limiti dell’universo». George V. Coyne, ex-direttore gesuita della Specola Vaticana, tratta dal punto di vista storico «alcuni momenti difficili» dell’«interazione fra scienza e fede religiosa». Alessandro Omizzolo, astrofisico italiano, pone «domande sull’origine e l’evoluzione dell’universo». Il contributo stimolante di José G. Funes, già direttore gesuita della Specola Vaticana, valuta in modo pensante e a volte provocatorio la questione sulla «vita nell’universo», mentre il domenicano Jean-Michel Maldamé riflette sul tema «rapporto tra Dio e natura». Giuseppe Tanzella-Nitti spiega la posizione del «magistero della Chiesa cattolica e la ricerca scientifica» e fa emergere la questione di come «parlare di Dio all’uomo di scienza». Infine, il fratello gesuita, geologo planetario specializzato nello studio delle meteoriti (attualmente presidente della divisione per le scienze planetarie dell’Associazione astronomica americana) Guy J. Consolmagno tratta, in modo sorprendentemente personale, il tema delicato della «fede di uno scienziato».

Senza esagerazione si può affermare, quindi, che gli autori del volume, tutti ricercatori cattolici di spicco nel campo della scienza empirica, stanno compiendo, in accordo con alcuni noti richiami del concilio Vaticano II (cf. GS 5.33), un compito importantissimo. Facendo emergere dei temi che coinvolgono ampi strati di quella società contemporanea a cui la Chiesa cattolica del XXI s. desidera proclamare il mistero di Gesù Cristo, centro della storia e del cosmo, gli autori elaborano una possibile integrazione tra fede e ragione (scienza) e ne sono testimoni in persona. Nel nostro mondo moderno secolarizzato, una tale missione ha una rilevanza non da sottovalutare. La secolarizzazione, intesa come la progressiva scomparsa di una concezione più o meno mitica dell’universo, senz’altro ha un aspetto anche positivo. Essa può essere considerata come un merito della cultura contemporanea e, nello stesso tempo, un grande aiuto per la teologia in quanto contribuisce a distinguere più chiaramente tra «cause seconde» e «causa prima», vale a dire tra relazioni empiriche, tema delle scienze naturali, e l’attività divina metafisicamente rintracciabile.

Questo è però solo un lato della medaglia. L’altro è invece che le scienze moderne (e gli scienziati come loro cultori per eccellenza) hanno una tendenza «innata» di pensare che il metodo scientifico di conoscenza sarebbe l’unico tipo di conoscenza in assoluto, riducendo così la realtà all’empirico e al materiale. Ciò significherebbe la fine della metafisica tout court e l’inizio, per le generazioni future, della dittatura delle scienze naturali e della loro metodologia, vale a dire un pauroso regresso culturale che promuoverebbe il distacco tra fede e scienza e lascerebbe dominare il campo dai cultori delle scienze con la loro percezione limitata alle mere leggi fenomenologiche. Contro una secolarizzazione (o un secolarismo) di questo genere il compito degli scienziati credenti non è altro che rilegittimare la metafisica come indagine necessaria degli ultimi principi, persino quelli delle scienze naturali. Dato che il volume contribuisce sia al chiarimento del campo concettuale che all’integrazione desiderata, esso ha un merito enorme per l’attuale discorso intellettuale.

Alla fine del volume si trova anche un elenco informativo e aggiornato sul «Dialogo interdisciplinare sul web», ossia una mappa messa insieme da Matteo Bonato per facilitare la ricerca e trovare informazioni qualificate in rete sulla vexata quaestio. Il libro viene infine completato con una breve presentazione della Specola Vaticana e un bell’inserto iconografico a colori. Altri libri di questa qualità servirebbero ancora per chiarire vecchi fraintendimenti e per promuovere il dialogo, così necessario oggigiorno, tra «scienza e fede».


F. Patsch, in Gregorianum vol. 98 (1/2017) 191-192

La obra esta hecha en colaboración por un grupo de científicos con formación teológica o interesados por la teología. Casi todos ellos están relacionados con la Specula vaticana, el Observatorio Astronómico fundado por León XIII en 1891, la única institución de la Santa Sede dedicada a la investigación cientifica. La publicación está a cargo de Alessandro Omizzolo y José G. Funes, director de la Specula vaticana. Su intención es presentar a la teología cuestiones que ocupan actualmente a los científicos y pueden y deben tener interés para la investigación teológica. La exposición tiene el estilo de la alta divulgación y trata, entre otros, los temas siguientes: el diálogo ciencia-fe, los límites de la ciencia y del universo, momentos relevantes en la historia de la relación entre la ciencia y la fe religiosa y algunos de sus momentos difíciles (Galileo, evolucionismo...), el origen y la evolución del universo, la vida en el universo, la relación entre Dios y la naturaleza, el magisterio de la Iglesia católica y la investigación científica.

La obra tiene, sin duda, interés por los temas que trata y, sobre todo, por el modo de exponerlos. En efecto, se logra la presentación de complejas cuestiones científicas de un modo accesible para quien, sin ser científico, esté interesado tanto por una seria información sobre el estado actual de la ciencia como por el diálogo entre la ciencia y la fe.
J.M. Millás, in Actualidad Bibliografica 1/2016, 64

[…] Con el contenido de este libro resulta positivamente asumida la interacción conjunta entre la fe y la ciencia, entre la reflexión teológica y la investigación científica, entre el magisterio de la Iglesia católica y el magisterio cientifico. Los numerosos cientificos católicos que existen, los avances epistemológicos compartidos, los congresos multidisciplinares y los sitios web lo evidencian. Papa una teología fundamental que esté «a la altura de sí misma» éste es un campo de interacción privilegiado y desafiante para colocarse «a la altura de los tiempos».


F. Sánchez Leyva, in Gregorianum 1/2016, 190-192