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Chi sei tu, o Dio?
Anselm Grün, Wunibald Müller

Chi sei tu, o Dio?

Prezzo di copertina: Euro 22,00 Prezzo scontato: Euro 18,70
Collana: Books
ISBN: 978-88-399-2875-7
Formato: 13,5 x 21 cm
Pagine: 272
Titolo originale: Wer bist Du, Gott?
© 2011

In breve

Questo libro non si propone di dimostrare l’esistenza di Dio. Spiegano gli autori: «Ciò che intendiamo fare è parlare della nostra esperienza con Dio. Senza riserve. Lasciando che gli altri abbiano parte ai nostri sentimenti e ai nostri pensieri più intimi. Questo libro, quindi, è estremamente intimo e personale».

Descrizione

Questo libro ci apre alla domanda più antica dell’essere umano: «O Dio, chi sei?». Anselm Grün, uno degli autori di spiritualità più significativi dei nostri giorni, e Wunibald Müller, celebre psicologo di vasta esperienza, parlano in maniera estremamente autentica e coraggiosa delle loro esperienze con Dio. Con grande sincerità trattano anche dei dubbi, delle paure e delle preoccupazioni. Dio non è un “ammorbidente”, non è privo di contorni precisi. Ci mette a confronto anche con gli ambiti oscuri della nostra anima. Solo così, alla sua luce, possiamo crescere e maturare.
«Non avanziamo la pretesa di sapere, su Dio, anche soltanto un po’ più degli altri. Non rivendichiamo nemmeno di essere in possesso della verità, quando si tratta di Dio. Abbiamo soltanto esaminato alcuni degli interrogativi su cui riflettono le persone quando pensano a lui. Forse il nostro dialogo sarà uno stimolo a iniziare a parlare con gli altri di Dio oppure, addirittura, a incominciare a propria volta a dialogare con lui. Perché Dio abbia un’opportunità di entrare nella nostra vita e nel nostro quotidiano» (Anselm Grün e Wunibald Müller).

Recensioni

«Questo libro a due voci affronta la domanda che ogni essere umano, prima o poi, è costretto a porsi: "Chi sei tu, o Dio?". I due Autori intessono un dialogo di grande sincerità, in cui raccontano la loro esperienza di Dio. Emergono così dubbi, paure e preoccupazioni, che rendono la lettura stimolante.
Come dichiarano schiettamente nella loro premessa, gli Autori non hanno l’obiettivo di "dimostrare l’esistenza di Dio" e neppure pretendono "di saperne anche soltanto un po’ di più" su Dio. Vogliono offrire uno stimolo perché i lettori inizino a parlare con gli altri di Dio e più ancora a incominciare a dialogare con lui. È un consiglio prezioso, perché oggi sembra che in società sia cosa indiscreta chiedere a qualcuno: "Lei crede che Dio esista?". Eppure la questione di Dio è la madre di tutte le questioni!
Per prima cosa Müller ricorda un prezioso consiglio ricevuto da un vescovo amico: "Si deve parlare di Dio, ma a bassa voce". Ed è questo che dà il tono a tutto il libro. Quando si parla di Dio, bisogna avere la consapevolezza che i nostri concetti sono limitati e riescono appena a "sfiorare un lembo" della sua infinita realtà. Nessuno può pretendere di sapere esattamente chi sia Dio. Dopo questa professione di umiltà, i due interlocutori affrontano moltissimi problemi che riguardano Dio: anzitutto la sua esistenza e l’immagine che l’uomo ne ha. Sono due aspetti strettamente congiunti: spesso il rifiuto a credere in Dio è causato da una visione negativa, che lo considera come colui che punisce e blocca la vita, esattamente il contrario del Dio che si rivela in Gesù. A questo tema delle "immagini" di Dio è dedicato un intero capitolo, il terzo della prima parte, uno dei più interessanti del volume, perché tocca il delicato argomento di Dio giudice del bene e del male.
La seconda e terza parte dell’opera trattano più da vicino il rapporto tra Dio, visto come realtà ultima o assoluta, e la persona di Gesù, il "Figlio di Dio", che è la base della fede cristiana. Nella persona di Gesù, Dio diventa una realtà concreta, una Parola incarnata che mi interpella e mi mette in discussione. Il suo Spirito vive in noi, ha messo dentro di noi la sua sorgente. Questa libertà dello Spirito sembra in contrasto con la rigidità del dogma e dell’istituzione ecclesiastica, mentre ne è l’elemento vitale e vivificante.
La quarta e la quinta parte affrontano vari aspetti dell’esperienza di Dio nella vita personale, dentro il proprio cuore, nella natura, nell’unione mistica della preghiera e nei sacramenti. Infine la sesta e ultima parte è dedicata al problema del dolore e della sofferenza, che per molti è motivo di non credere. Sono pagine molto belle, dove i due terapeuti concordano nel sostenere che l’autentica esperienza di Dio, il sentirsi sorretti e ancorati in lui, può guarire anche le ferite più profonde che un essere umano subisce. Religione e fede, lungi dall’essere nevrosi illusorie, contribuiscono alla salute e alla guarigione di tutto il nostro essere. Scoprire e nel concreto sperimentare la realtà di Dio-Amore è l’augurio che i due autori fanno a tutti quelli che si mettono alla ricerca di Dio».


L. Dal Lago, in CredereOggi 187/1 (2012) 113s.