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Antisemitismo nella Bibbia?
Rudolf Pesch

Antisemitismo nella Bibbia?

Indagine sul Vangelo di Giovanni

Prezzo di copertina: Euro 13,50 Prezzo scontato: Euro 11,48
Collana: Giornale di teologia 328
ISBN: 978-88-399-0828-5
Formato: 12,3 x 19,5 cm
Pagine: 168
Titolo originale: Antisemitismus in der Bibel? Das Johannesevangelium auf dem Prüfstand
© 2007

In breve

Uno dei biblisti più noti a livello mondiale svolge un’indagine accurata sul Nuovo Testamento per individuare l’esistenza o i presupposti di pregiudizi antiebraici, e giunge infine a presentare il Quarto vangelo come il vero garante della tradizione ebraica.

Descrizione

Il Nuovo Testamento costituisce la base dei pregiudizi antiebraici? Rudolf Pesch, in questo libro appassionato, indaga chi sono «gli ebrei» con i quali si confronta il Vangelo di Giovanni, e spiega perché e in quale modo le affermazioni del vangelo sono state recepite da un ambiente che aveva perduto le sue radici ebraiche.
Contro i pregiudizi superficiali quanto radicati attorno al Quarto vangelo, Pesch presenta Giovanni come il garante della tradizione ebraica, il solo tra gli evangelisti che ha tramandato queste parole di Gesù: «La salvezza viene dagli ebrei».

Commento

Recensioni

Il volume di Pesch è uno dei contributi più significativi nello sforzo di creare un clima nuovo di comprensione reciproca tra ebrei e cristiani. [...] Le tre domande che Pesch si pone sono: è possibile comprendere la situazione storica nella quale è sorto il Vangelo di Giovanni? È possibile dare un nuovo giudizio alle sue riflessioni teologiche? Si può considerare, sia pure con vergogna, la storia dei suoi effetti per udire nuovamente il suo originario messaggio ebraico? [...] È possibile guardare con occhi nuovi alla situazione che ha dato origine alla redazione giovannea, collegandolo alle sue radici ebraiche, da una parte, e correggendo le interpretazioni antigiudaiche che vi furono date nel corso dei secoli, dall'altra. [...] Dall'insieme dei testi, risulta che Giovanni non condanna mai in blocco tutto il popolo giudaico, ma solo chi si dimostra ostile verso Gesù e lo rifiuta. [...] L'ebraicità di Gesù non viene mai celata, egli è condannato a morte come «re dei giudei» ed è da Israele che giunge la salvezza per il mondo intero. [...] È dunque un'accusa «intraebraica» quella contenuta nel quarto Vangelo e in sé non ha nulla di antisemita, nonostante il grave fraintendimento che deriva dalla polemica teologica o, peggio ancora, dalla strumentalizzazione del nazismo. [...] Solo quando si fece più grande il distacco tra la chiesa nascente e l'ebraismo, soprattutto dopo la duplice distruzione di Gerusalemme per opera dei romani, solo allora la polemica non fu più «intraebraica», ma divenne un conflitto tra due religioni ormai opposte. Nascono allora le accuse contro gli ebrei [...]
In conclusione, Pesch ritiene che è giunta l'ora in cui ebrei e cristiani devono riflettere insieme sull'unità del popolo di Dio che ha avuto origine in Abramo: solo l'unità del popolo di Dio, l'unica «sposa» che Dio si è scelto, dà una possibilità di pace e giustizia al mondo intero, formando la nuova famiglia in cui vige la legge dell'amore.

L. Dal Lago, in CredereOggi n. 167 (5/2008) pp. 114-116



[...] Il lettore trova in questo agile, ma ricco volumetto una riflessione assai ponderata, nutrita dalla pluridecennale consuetudine dell'autore con i temi presentati ed esposta in termini volutamente accessibili al non specialista. Esso si propone come primo approfondimento nello studio storico-teologico, ma ancor più come sussidio per la formazione a una prassi dialogica e pastorale che vogliano tenere nel debito conto quanto costituisce l'esito faticosamente raggiunto dalla coscienza cristiana riguardo a Israele. Un rapporto ineliminabile, iscritto nelle stesse origini della Chiesa e perciò nella sua identità permanente.

F. Pieri, in Rivista di Teologia dell'Evangelizzazione n. 24 (2/2008) pp. 436-438



Sintetico, con sviluppo chiaro e metodico, di facile lettura, di taglio divulgativo come tutte le pubblicazioni della collana “ Giornale di teologia” della Editrice Queriniana, lo studio tratta un tema interessante e quanto mai attuale: l'antigiudaismo del quarto vangelo. L'A. ha percepito l'urgenza di affrontare questa tematica dopo i tre anni di permanenza in Israele e il confronto con vari responsabili della comunità ebraica, influenzati dall'idea che l'antigiudaismo del vangelo di Giovanni sia non solo episodico, bensì costitutivo. Pesch mette in luce che non si può parlare di conflitto antigiudaico come se l'autore del quarto vangelo fosse estraneo alla comunità giudaica e facesse una critica alle sue posizioni teologiche ponendosi al di fuori di essa. Si tratta piuttosto di una disputa di famiglia, profondamente radicata nella tradizione ebraica, che ha per oggetto Gesù ritenuto da alcuni il compimento della storia salvifica dell'AT, rifiutato da altri che vedono in lui un impostore. Per giungere a questo risultato, l'A. sottolinea l'importanza di analizzare i testi e di cercare la loro vera intenzione, liberandosi da prospettive antigiudaiche preconcette e non giustificate. [...] Il libro termina con alcune piste di riflessione pratica per fare sì che si ristabilisca l'intesa tra cristiani e giudei che sono membri dello stesso popolo di Dio e così si possa leggere assieme il quarto vangelo con rispetto e profitto reciproco.

A. Casalegno, in Rassegna di teologia 50 (2009) 173-174,