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La grazia suppone la cultura
Duilio Albarello

La grazia suppone la cultura

Fede cristiana come agire nella storia

Prezzo di copertina: Euro 14,00 Prezzo scontato: Euro 11,90
Collana: Giornale di teologia 408
ISBN: 978-88-399-3408-6
Formato: 12,3 x 19,5 cm
Pagine: 192
© 2018

Descrizione

«La grazia suppone la cultura, e il dono di Dio si incarna nella cultura di chi lo riceve» (Evangelii gaudium, 115). Non può esistere una fede cristiana – ricorda con quell’espressione inconsueta papa Francesco – che non sia mediata dalla condizione storica e pratica dell’essere umano. La “legge dell’Incarnazione” richiede di considerare la storia come elemento costitutivo della fede: come suo spazio vitale concreto, verso cui uscire non per dare un’occhiata, ma per rimanere senza ritorno.
Il confronto con esponenti autorevoli del pensiero filosofico e teologico contemporaneo – Metz, Žižek, Milbank, Taylor, Habermas, Theobald... – permette allora di affrontare in maniera originale ed efficace alcune problematiche: la fenomenologia come modo nuovo di immaginare l’esperienza cristiana; il superamento del dualismo tra credere e conoscere; la misericordia come “architrave” del legame sociale ed ecclesiale; la sfida complessa del dialogo interreligioso. Perché è sempre più urgente investire le migliori risorse intellettuali e spirituali per riattivare il nesso vitale che congiunge la fede cristiana con l’azione storica.

Recensioni

Scorrendo l'Esortazione apostolica Evangelii gaudium di papa Francesco al numero 115 si legge: «La grazia suppone la cultura, e il dono di Dio si incarna nella cultura di chi lo riceve». Questa è la frase che sintetizza – e allo stesso tempo segna la prospettiva del nuovo lavoro del teologo monregalese Duilio Albarello nella prestigiosa collana «Giornale di Teologia» edita dalla Queriniana.

A suo modo d'intendere papa Francesco utilizza tale espressione inconsueta, che ha innescato la riflessione raccolta in questo saggio. Non può esistere una fede cristiana che non sia culturalmente mediata, per il fatto che non si può accedere alla verità dell'evangelo indipendentemente dalla condizione storica e pratica dell'uomo. Essere coerenti con la ‘legge della incarnazione' richiede di considerare la storia concreta come lo spazio vitaIe della fede, quello spazio verso cui si esce non per dare un'occhiata, ma per rimanere senza ritorno.

Il saggio si apre con una citazione di Emmanuel Mounier, in cui denuncia il "pallore disincarnato" di un certo cattolicesimo degli anni Quaranta che crede di possedere una dottrina granitica sulla quale appoggiarsi, ignaro della complessità della cultura che lo circonda. Queste parole per Albarello non perdono di attualità. Si legge nell'introduzione: «Non è certamente un caso che la preoccupazione di scongiurare il rischio di un cristianesimo senza carne sia ciò che caratterizza in maniera più evidente lo stil e il messaggio di papa Francesco, il cui manifesto programmatico rimane a tutt'oggi l'Esortazione apostolica Evangelii gaudium».

Su questo sfondo si apre il tentativo dell'Autore di indagare la correlazione tra fede cristiana e agire nella storia. Correlazione che non può lasciare in disparte il confronto con esponenti autorevoli del pensiero filosofico e teologico contemporaneo. In particolare: Metz, Zizek, Milbank, Taylor, Habermas e Theobald.

Si affrontano in maniera originale alcune problematiche fondamentali per il vissuto e il pensiero della fede oggi: un modo nuovo di immaginare l'esperienza cristiana, il superamento del dualismo tra credere e conoscere, la misericordia come "architrave" del legame sociale ed ecclesiale, la sfida complessa del dialogo interreligioso.

Duilio Albarello è presbitero della diocesi di Mondovì, è docente stabile di Teologia fondamentale e di Antropologia teologica presso lo Sti e l'Issr di Fossano, di cui è Direttore; inoltre è docente di Teologia fondamentale alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano e collabora con la Facoltà teologica di Torino.


F. Massobrio, in La Guida 26 aprile 2018

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