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Piccola scuola di preghiera
Anselm Grün

Piccola scuola di preghiera

La vita spirituale

Prezzo di copertina: Euro 16,00 Prezzo scontato: Euro 13,60
Collana: Meditazioni 237
ISBN: 978-88-399-2837-5
Formato: 11 x 20 cm
Pagine: 192
Titolo originale: Kleine Gebetsschule. Vom spirituellen Leben
© 2018

In breve

A cura di Rudolf Walter

Descrizione

Come si fa a pregare? In che modo si può imparare a farlo? Molti di noi hanno perduto il senso della preghiera e, tuttavia, in fondo, vorrebbero lo stesso saper pregare.
Pregare significa entrare in contatto con il mistero di Dio, dischiudere l’animo a Colui che sta al di là del nostro mondo. Servono fiducia e apertura, ma anche silenzio, capacità di esprimersi ed esercizio. Seguendo l’esempio di Gesù e riscoprendo la prassi della chiesa, in queste pagine Anselm Grün ci indica vari modi per pregare, mostrando diverse possibilità di trovare se stessi grazie alla preghiera, di stabilire un contatto armonioso tra cielo e terra, fino a incontrare Dio nella propria anima.
Ne esce, così una vera e propria introduzione alla vita spirituale.

Recensioni

<br>Un'introduzione alla vita spirituale, per imparare (o ritrovare) l'arte della preghiera, recuperarne il significato e il ritmo, il potere rappacificatore. Grün si rifà al Vangelo e a Gesù, che i discepoli osservavano mentre passava intere notti pregando, fino a giungere alla domanda: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Una preghiera che è in stretta relazione con l'immagine che abbiamo di Dio: «Pregare significa immergersi nel mistero di Dio, trascendere la realtà data».


In Jesus 6/2018, 94

Cos’è la preghiera? Come si fa a pregare? Ma serve pregare? Io ho pregato, ma Dio non mi ha ascoltato… Sono cose del passato, oggi non servono più… Il monaco benedettino, esperto anche di psicologia e psicoterapia, pubblica un piccolo libretto, ma molto denso, che raccoglie le indicazioni circa la preghiera che egli stesso fornisce nelle sue meditazioni e nei suoi corsi di spiritualità (con elementi anche autobiografici).

Dapprima Grün invita a porsi alla scuola di preghiera di Gesù, seguendo il Vangelo di Luca (pp. 13-35). Si prega nelle difficoltà, anche se la preghiera può inglobare il pericolo del narcisismo spirituale (vedi il pubblicano di Lc 18,11 che “parla… a se stesso”!). I salmi (pp. 36-45) forniscono una miniera di situazioni in cui l’orante si rivolge a Dio. Essi esprimono le situazioni più varie e i sentimenti più diversi che proviamo anche noi oggi. I salmi li esprimono per noi. Dio ci fornisce le parole stesse con cui rivolgersi a lui… I salmi e Gesù ci insegnano ameno sette modi di preghiera (pp. 46-82): la lode, la domanda, il ringraziamento, l’adorazione, il lamento, le giaculatorie, la preghiera di Gesù o la preghiera del cuore. Spesso lasciamo una candela accesa in chiesa per qualche intenzione. La luce perdura a lungo, più del tempo nel quale possiamo fermarci in chiesa. La candela ci rappresenta…

Ho trovato molto interessanti le spiegazioni circa gli atteggiamenti e i gesti di preghiera (pp. 83-122). Aiutano molto a vivere la preghiera. L’atteggiamento orante può esprimersi con le mani aperte, le mani giunte, l’inginocchiarsi, lo stare in piedi, lo stare seduti, lo stendersi per terra, l’inchinarsi più o meno profondamente, tenere le mani al centro del petto, incrociare le mani sul petto, tenere le mani stese davanti al viso, alzare le mani per benedire, fare il segno della croce. Ci si sente custoditi, abbracciati, consolati, benedetti da Dio. Ci rivolgiamo a Dio in piena dignità e, nello stesso tempo, riconosciamo la sua trascendenza. Ci offriamo totalmente a lui, ci abbandoniamo, proteggiamo il silenzio profondo dell’anima dove non penetrano le attese altrui e ci congiungiamo con il nostro Sé più autentico e vero. Ci sentiamo tranquilli, senza l’ossessione di dire parole pie…

La preghiera è un dialogo con Dio, è silenzio, ma soprattutto è incontro (pp. 123-132). Le quattro tappe indicate da Grün sono: l’incontro con se stessi, la domanda su quale Dio io stia incontrando, il dialogo con Dio, il silenzio che protegge e custodisce la profondità dell’anima, anzi che già è presente in essa… L’autore aiuta a vivere con autenticità anche le preghiere preformate ricevute dalla tradizione (e dalla bocca dei nostri nonni e mamme) (pp. 133-158): Il Padre nostro, l’Ave Maria, il rosario, l’Angelo del Signore, il Gloria al Padre, la preghiera del mattino, quella prima del pasto e quella della sera.

L’ultimo capitolo (pp. 159-180) è dedicato alla preghiera comune: l’esperienza dei primi cristiani. Essa è il fondamento della comunità cristiana, in cui fra l’altro si intercede per altre persone, si esprime la comunione anche nel congedo e nella separazione, smuove il mondo intero. Essa è il vero compito del discepolo di Gesù e convoca l’assemblea nella lode comune. Una breve bibliografia (pp. 187-188) chiude questo libro molto interessante.


R. Mela, in SettimanaNews.it 2 maggio 2018