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Piante e fiori nella Bibbia
Pier Giordano Cabra

Piante e fiori nella Bibbia

Visioni e significati

Prezzo di copertina: Euro 10,00 Prezzo scontato: Euro 8,50
Collana: Fuori collana
ISBN: 978-88-399-3125-2
Formato: 11,5 x 19 cm
Pagine: 128
© 2016, 20172

In breve

Nella Bibbia le piante e i fiori sono presenti ovunque, quasi in filigrana, come testimoni di avvenimenti importanti, come simboli di realtà altre, come protagonisti di storie dagli esiti sorprendenti. A loro viene qui data la parola, per sentir raccontare con arguzia, leggerezza e ironia la loro versione dei fatti. Ne nascono pagine di saggezza biblica ed ecologica di sorprendente attualità.

Descrizione

Le piante e i fiori hanno un loro linguaggio e a chi li sa ascoltare possono rivelare significati profondi e sorprendenti.
Qui si parla delle piante e dei fiori ricordati nella Bibbia, che per i credenti ebrei e cristiani è “Parola di Dio”, la parola della natura e della storia di un popolo, parola attraverso la quale Dio rivela se stesso e la sua volontà di salvezza: dono di senso e di pienezza alla esistenza umana. Le piante e fiori della Bibbia manifestano così un destino di solidarietà e di comunione con l’umanità.
L’Autore di queste “miniature” bibliche dà loro la parola per fare emergere – con arguzia, leggerezza e ironia – il messaggio di saggezza di cui sono portatrici, un messaggio che obbliga ad un confronto con l’attualità, contribuendo in tal modo ad una spiritualità che si ispira all’ecologia, la spiritualità auspicata da papa Francesco nella enciclica Laudato si’!

Recensioni

Sin dalle sue prime pagine questo agile libro offre una piacevole sorpresa: chi teme infatti di trovarsi di fronte ad una stucchevole e fredda illustrazione scientifica di natura botanica resta deluso. Ci si imbatte invece nelle piante e nei fiori menzionati all’interno della Bibbia, che prendono direttamente la parola per raccontare la loro visione delle storie bibliche e della vita in generale. La scelta di una tale fictio letteraria, per cui si dà voce alle piante e ai fiori, risulta sagace e molto ben riuscita.

In questo modo, restando ancorati ai testi dell’Antico e del Nuovo Testamento, si incontrano in successione circa trenta figure immaginarie, che si fanno portavoce di una inedita “spiritualità ecologica”. Ciascuna di esse offre uno spaccato fresco e godibile, quando parla “in prima persona” di personaggi, situazioni e sentimenti che sono tipici della Bibbia e di cui è stata testimone.

Così, per esempio, le querce raccontano di Abramo e Sara, il ricino di Giona, il giglio del dominio di sé, la zizzania dell’invidia e della gelosia, il roveto di Mosè, il cipresso della vita, il sicomoro di Zaccheo, l’issopo di Davide, il nardo dell’amore esuberante, le lenticchie di Esaù, le cipolle d’Egitto del rimpianto, il lino del corpo di Gesù crocifisso-risorto, il papiro della memoria ecc.

Ogni capitolo è inaugurato da una citazione appropriata, che rimanda il lettore al brano o all’episodio biblico di riferimento. Dal punto di vista stilistico, la leggerezza della penna dell’autore consente di cogliere con facilità e immediatezza il messaggio recondito, che si può definire senz’altro attuale. Si tratta di un tentativo ben riuscito di riformulare in modo fresco e a tratti poetico la grande narrazione della Bibbia, invitando ad ascoltare l’inusitata saggezza delle piante e dei fiori.


D. Candido, in Parole di Vita 2/2017, 55-56

In India per far capire ai bambini – e non solo – che le piante sono “vita”, mettono degli occhi adesivi nel tronco di alcuni alberi. È un gesto simbolico che vuole incidere nella sensibilità dei fanciulli, affinché imparino a rispettare la natura ed i suoi rappresentanti più secolari. Non solo gli alberi, ma anche i fiori. Con il loro laborioso e silenzioso “esserci” permettono la vita.

Quante cose potrebbero raccontare se solo noi ne riuscissimo ad interpretare il linguaggio, anche simbolico. È noto come pittori, scultori ed artisti di vario genere, usino le piante nelle loro rappresentazioni. La loro presenza non è mai banale, ci vuole sempre comunicare qualcosa. Siamo noi a dover imparare a “dialogare” con la simbologia.

Pier Giordano Cabra ha voluto ascoltare e riportare le parole di piante e fiori che sono presenti nei racconti biblici. Testimoni diretti di avvenimenti unici. L’autore, infatti, interpreta le parole dell’albero del desiderio che vide avvicinarsi Adamo ed Eva, così come le querce presenti allorquando il Signore visitò Abramo e Sara. Dai salici dove i deportati di Gerusalemme appesero le loro cetre al ricino che riparò Giona con la sua ombra. Che dire, poi, dei gigli e delle palme… Ne hanno di storie da raccontare! Quale grande significato l’ulivo, o meglio, la foglia d’ulivo, che Noè notò nel becco della colomba. Quante cose possiamo imparare dal racconto di quel groviglio di arbusti e spine divenuto per tutti “il roveto ardente” che bruciò ma non si consumò quando il Signore parlò a Mosè. È ascoltando il cipresso che noi associamo ingenuamente alla morte, che potremmo comprendere come sia invece l’albero della vita. Infatti, non è forse con il suo legno che l’arca fu costruita?

In questo dialogo, simbolico, l’autore interpreta le espressioni del fico, unico albero ad essere chiamato per nome nel giardino dell’Eden. Non poteva certo mancare la riflessione del Sicomoro su cui salì Zaccheo per vedere (o meglio, per essere visto da Gesù). E ancora, i fiori del campo, l’issopo, la rosa, il cedro del Libano (citato ben 70 volte nella Bibbia, emblema di grandezza, nobiltà e forza) e molti altri. Se gli autori biblici hanno fatto notare la presenza di piante e fiori, forse, era loro intenzione indicare che l’uomo, per vivere bene, deve curare anche il suo contesto (se preferite, ambiente o “casa comune”). San Giovanni Paolo II ci ricorda che “era volontà del Creatore che l’uomo comunicasse con la natura come padrone e custode e non come sfruttatore e distruttore” (Redemptor Hominis, n. 15).

Anche altri Papi come Paolo VI e Benedetto XVI hanno sentito l’esigenza di parlare di ecologia umana, strettamente legata alla cura dell’ambiente. L’enciclica di Papa Francesco, Laudato Si’, lo conferma. Il libro di Pier Giordano Cabra, facendo parlare piante e fiori, ci rammenta che la custodia del creato non è normativismo, ma è rispetto dell’uomo stesso. L’autore, attraverso l’ascolto dei vegetali, elabora delle attualizzazioni che si pongono come degli spunti di riflessione per il lettore. Un libro sbocciato dall’intenzione di far parlare, con un linguaggio umano, testimoni secolari di eventi biblici molto significativi. Il linguaggio descrittivo dell’autore, fa sentire, inoltre, il profumo che emana il fiore, l’umidità della terra, l’odore del troco ecc. Il testo Piante e fiori nella Bibbia, edito dalla storica casa editrice bresciana Queriniana, può essere considerato un “tascabile” (un piccolo seme se preferite…) in considerazione delle sue dimensioni. Un manuale, invece, se lo vogliamo utilizzare come guida per una lettura più articolata e “naturale” della Bibbia. In ogni caso, un libro di facile e scorrevole lettura.


D. De Angelis, in http://it.zenit.org 29 novembre 2016

Nella Bibbia le piante e i fiori sono presenti ovunque, quasi in filigrana, come testimoni di avvenimenti importanti, come simboli di realtà altre, come protagonisti di storie dagli esiti sorprendenti. A loro viene qui data la parola, per sentir raccontare con arguzia, leggerezza e ironia la loro versione dei fatti. Ne nascono pagine di saggezza biblica ed ecologica di sorprendente attualità.

Le piante e i fiori hanno un loro linguaggio e a chi li sa ascoltare possono rivelare significati profondi e sorprendenti. Qui si parla delle piante e dei fiori ricordati nella Bibbia, che per i credenti ebrei e cristiani è "Parola di Dio", la parola della natura e della storia di un popolo, parola attraverso la quale Dio rivela se stesso e la sua volontà di salvezza: dono di senso e di pienezza alla esistenza umana. Le piante e fiori della Bibbia manifestano così un destino di solidarietà e di comunione con l'umanità.

L'Autore di queste "miniature" bibliche dà loro la parola per fare emergere - con arguzia, leggerezza e ironia – il messaggio di saggezza di cui sono portatrici, un messaggio che obbliga ad un confronto con l'attualità, contribuendo in tal modo ad una spiritualità che si ispira all'ecologia, la spiritualità auspicata da papa Francesco nella enciclica Laudato si'!


M. Merlina, in Consacrazione e Servizio 5/2016

Gli acciacchi dell’età vorrebbero avere il sopravvento, ma lui non è certo disposto a dargliela vinta. E se a volte il fisico si prende la libertà di cedere, la mente resta splendidamente salda. Anche il senso dell’umorismo di padre Pier Giordano Cabra, 84 anni, da sessanta piamartino, è intatto. Così quando il suo ospite si attarda in complimenti, lui taglia corto: «Mi hanno molto calunniato, ma nessuno mi ha mai detto che sono santo», frase ovviamente accompagnata dal suo sorriso a metà tra il beffardo e il compiaciuto.

Chi allora se non lui – già direttore dell’Editrice Queriniana di Brescia, già superiore generale della Congregazione Santa Famiglia di Nazareth, oltre che presidente della Congregazione degli ordini religiosi, apprezzato autore di opere di spiritualità, saggista dell’Osservatore Romano – poteva raccontare in prima persona le piante e i fiori della Bibbia, parlando cioè come se fosse un sicomoro, un salice, la zizzania, il cedro del Libano? La risposta è facile: nessun altro. «Non sorprenderti – scrive nella Prefazione di Piante e fiori nella Bibbia – se noi piante e fiori presenti nella Bibbia prendiamo la parola. Tu sai che possediamo una saggezza che ci viene dalla lunghissima nostra storia. Noi piante siamo state create il terzo giorno (circa tre miliardi di anni fa), mentre l’uomo è arrivato solo al sesto giorno (soltanto circa duecentomila anni fa)».

Padre Pier Giordano racconta con la sua consueta umiltà di non aver nessuna pretesa di voler fare il biblista, ma solo di voler raccontare con piacevolezza il libro dei libri, «come san Filippo Neri – dice – mi impegno per rendere simpatiche le virtù». E ci riesce alla grande. […] Padre Pier Giordano crea vere e proprie miniature bibliche, dà loro la parola per fare emergere il messaggio di saggezza di cui sono portatrici.


F. Alberti, in Giornale di Brescia 12 ottobre 2016

Fu Northrop Frye, in un celebre saggio del 1981, a definire la Bibbia il grande codice della cultura occidentale, individuando nella Sacra Scrittura l'universo entro il quale la filosofia, l'arte e la letteratura dell'Occidente hanno operato e continuano in larga misura a operare. Non appena ci si avvicina al testo biblico, tale affermazione trova numerose differenti conferme anche quando si prendono in considerazione aspetti apparentemente secondari.
In questo breve libretto, Pier Giordano Cabra, già Presidente della Conferenza degli ordini religiosi italiani, mostra con chiarezza che la Bibbia ha molto da dirci pure sul mondo naturale e, in particolare, sul variopinto mondo delle piante e dei fiori, che in numerose occasioni fanno la loro comparsa nelle pagine bibliche. L'autore ha scelto di farli parlare in prima persona e così il lettore potrà ascoltare le loro parole, semplici ma mai banali, che lo invitano a riflettere e meditare. Hanno qualcosa da dire persino le umili cipolle, che il popolo ebraico, stanco della marcia nel deserto, rimpiangeva di non poter mangiare come quando era schiavo in Egitto. Ma - annota Cabra ripensando a quanto disse Mosè alla gente che si lamentava - un cibo, seppur buono, è forse preferibile alla libertà? E che dire delle lenticchie? Si può, come racconta la Genesi, comportarsi al pari di Esaù, che barattò la primogenitura per un piatto di questi piccoli legumi?
Una citazione piena di ammirazione la meritano pure i modesti fiori del campo: Gesù stesso afferma che neppure il grande re Salomone aveva vesti più attraenti dei loro petali colorati. La galleria di Cabra ospita una trentina di "quadri" vegetali: dal salice all'ulivo, dal fico al sicomoro, dal cedro del Libano alla vite. Non manca nemmeno l'antipatica zizzania che rovina i campi di grano e che verrà scartata e bruciata il giorno della mietitura. Purtroppo - insegna la Scrittura - essa cresce rigogliosa anche nel cuore dell'uomo e da lì non è certamente facile estirparla.
M. Schoepflin, in Il Piacere della Lettura 12/2016 (9 luglio 2016)

Padre Pier Giordano Cabra, piamartino, scrittore, giornalista già ai vertici della Congregazione e della pluricentenaria Editrice Queriniana, festeggia domenica 8 maggio i sessant’anni di ordinazione sacerdotale. Gli amici dell’associazione Ex Alunni Artigianelli gli hanno dedicato, con la forma di «un mazzolin di fiori», un opuscolo che raccoglie alcuni suoi scritti significativi. Lui, ricambiando, ha firmato per Queriniana un gustoso quanto eloquente libretto dedicato a piante e fiori nella Bibbia. Non è un trattato; è un viaggio, buono e illuminante.

Il sogno è «avere un giardino per amico»; la realtà è poter almeno guardare fiori e piante con la certezza di non essere considerati buontemponi o perditempo in cerca di emozioni. «Se sappiamo ascoltare – ha scritto la saggia Silipo - ogni albero, ogni rosa, ogni filo d’erba ci racconterà una storia e mostrerà una segreta visione del mondo». Se non abbiamo un giardino da curare e neppure da guardare, ma sappiamo leggere, allora potremo scoprire che piante e fiori ci appartengono perché appartengono, tutti, al libro dei libri, la «Bibbia», che raccontandoli li mostra nella loro sapienza esistenziale: buoni, oppure grami e inutili.

Scoprire piante e fiori nella Bibbia, soprattutto se li vogliamo circondati da «visioni e significati», non è facile. Però, qualcuno ci ha provato; e provando ha messo insieme un «breviario» ben scritto, arguto e meditato, pieno di pensieri pensati e di rimandi che facilitano la comprensione.

Questo cantore che sogna prati e boschi in perfetta armonia con l'uomo e il creato - un vero «inviato speciale» nel tempo, nell'anima e nella bellezza infinita che ci circonda - si chiama Padre Pier Giordano Cabra, prete da sessant’anni, scrittore di fama (per Queriniana ha pubblicato decine di libri), «giovane anziano» che non smette di dialogare con l'universo, con gli amici e il computer, strumento di scrittura e di conservazione del pensiero.

Il viaggio di Pier Giordano nella Bibbia (secondo lui «modesto e maldestro», secondo noi utile e istruttivo) incomincia dall'albero del desiderio, quello della conoscenza del bene e del male, «l’unico i cui frutti non potevano essere raccolti, perché dotati di speciali proprietà», capace di produrre «in quelle due povere creature (Adamo ed Eva, gli antenati dell’umana avventura) invecchiamento, ansia, litigiosità, vergogna». Poi, rapidamente, Pier Giordano Cabra prosegue, raccontando di ogni pianta o fiore meraviglie e utilità: querce solide, salici vitali, ricino terapeutico, giglio bello e irriso, palme pazienti e forti, zizzania invidiosa e gelosa, buona e generosa se ben usata, disastrosa se usata all'incontrario. Ulivo vigoroso, roveto che s’infiamma e non si consuma, cipresso capace di vivere mille anni, fico sapiente, fiori di campo eleganti e colorati, sicomoro un po' fico e un po' gelso, mandorlo profetico, issopo aromatico e purificante, rosa misteriosa come l'amore, cedro del Libano alto e citato ben settanta volte nella Bibbia, nardo profumato di bosco, cardo tenace e spinoso, frumento dorato e rivoluzionario, lenticchie piccole e vaporose, cipolle d'Egitto piangenti e doloranti, terebinti della Giudea, vite tonica-corroborante-giuliva-deprimente, lino buono per vestire l'umanità, incenso per rendere onore a Dio e anche all’io, papiro che diventa carta per la memoria umana.

Alla fine del racconto il cronista spiega perché gli alberi non parlano («la nostra comunicazione – dicono – è esclusivamente basata sul silenzio») e anche la differenza che c’è tra l’albero della vita contemplato dalla Bibbia e quello messo in mostra e fotografato nella piazza di Expo. Per tutti e per ciascuno il vecchio «padre» osa intonare un «Laudato si’» tanto nuovo e bello, tanto salutare e nobile.


L. Costa, in Bresciaoggi 5 maggio 2016