In breve
Un contributo onesto e qualificato al dialogo fra i cristiani, che non nasconde le tensioni, ma le affronta direttamente
Un’opera indispensabile per comprendere i progetti e le volontà di riforma ecclesiale del nostro tempo
Un testo che coniuga serietà teologica e storica con grande chiarezza espositiva
Descrizione
Il volume affronta la questione del primato del vescovo di Roma in una prospettiva rigorosamente storico-teologica, operando una recensione ecumenica del documento Il vescovo di Roma Primato e sinodalità nei dialoghi ecumenici (2024).
Il testo si articola intorno a tre nuclei fondamentali : le basi scritturistiche e storiche del primato petrino, la critica dei presupposti dogmatici del Vaticano I e la ricerca di possibili modi di esercitare il primato compatibili con le ecclesiologie ortodossa e protestante.
Spesso le circostanze storiche hanno modellato la consapevolezza e la prassi del ministero petrino, legittimato a posteriori facendo ricorso ai testi neotestamentari.
La peculiare attenzione alla situazione attuale della chiesa consente agli autori di offrire una disamina accurata dello stile di esercizio del papato dopo il Vaticano II, da Paolo VI in poi.
Un’opera rara nel suo genere che aggiorna lo sguardo e propone una lettura ecumenica seria e non concordista del primato: senza falsi compromessi, ma riconoscendo la legittimità delle obiezioni storiche ortodosse e protestanti. Solo il riconoscimento della relatività del primato rispetto all’esperienza ecclesiale può aprire il dialogo ecumenico a risultati significativi.