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Brevi lezioni di dottrina sociale
Bartolomeo Sorge

Brevi lezioni di dottrina sociale

Prezzo di copertina: Euro 15,00 Prezzo scontato: Euro 12,75
Collana: Giornale di teologia 397
ISBN: 978-88-399-0897-1
Formato: 12,3 x 19,5 cm
Pagine: 224
© 2017

In breve

Dall’Indice
Che cos’è la dottrina sociale della chiesa: origine e sviluppo – Il principio del personalismo – Il principio di solidarietà – Il principio del bene comune – La democrazia – L’economia – Le relazioni stato-chiesa – La famiglia – Per una buona politica – Giustizia e misericordia

Descrizione

Uno degli effetti dell’attuale pontificato è la rinascita d’interesse per la dottrina sociale della chiesa, presentata con il taglio universalistico, proprio di papa Francesco.
Il presente compendio, che rappresenta una sintesi del trattato Introduzione alla dottrina sociale della Chiesa, è stato pensato come uno strumento di larga diffusione del pensiero sociale cristiano, ed è dedicato in primo luogo ai movimenti e alle associazioni giovanili. Ma non solo a loro. Sotto forma di dieci lezioni, infatti, l’autore espone e approfondisce, alla luce degli insegnamenti sociali della chiesa, alcuni tra gli argomenti fondamentali, oggi maggiormente in discussione sia nel mondo cattolico, sia in ambienti di cultura laica.
Il libro, perciò, è particolarmente indicato per impostare un “breve corso” di dottrina sociale, aperto a tutti i “pensanti”, credenti o non credenti, in ambienti parrocchiali o nei numerosi circoli di studio e di cultura o per un ciclo organico di conferenze.

Commento

La visione sociale della chiesa in dieci punti, ad opera di uno dei massimi esperti internazionali.

Recensioni

Erano i giorni in cui sostenevo gli esami di maturità liceale, in un caldo luglio del 1961 segnato proprio dalla tragica morte di Hemingway, come avevo scoperto sogguardando i titoli del giornale che un docente leggeva mentre noi eravamo sottoposti a un esame scritto. Superato quel varco, allora tutt’altro che agevole soprattutto per noi seminaristi classificati tra i privatisti, costretti a portare tutte le materie dell’intero triennio, si era aperta una vacanza di letture libere. Fu in quell’occasione che incontrai un romanzo suggestivo tradotto l’anno prima in italiano (credo nella «Medusa» mondadoriana). Era emblematico già nel suo titolo: Il ponte sulla Drina. L’aveva composto nel 1945 uno scrittore serbo-croato, Ivo Andrić, che aveva ricevuto il Nobel proprio nel 1961 e che morirà a Belgrado nel 1975.

Di quel romanzo – che ha per protagonista il giovane Mehmed Ali, un cristiano deportato dai turchi e destinato a diventare vizir e a erigere proprio quel ponte sul fiume che segna il confine serbo-bosniaco – mi è rimasta inchiodata nella memoria una parabola musulmana evocata nel capitolo XVI. In sintesi, essa narra la creazione della terra da parte di Allah con l’argilla, un’immensa piattaforma che Dio aveva lasciato essiccare al sole per potervi poi collocare le creature. Il demonio, però, approfittando di quell’attesa, incise con le unghie profonde fessure. Allah si accorse che, così, le persone distribuite sulla terra sarebbero state divise e separate tra loro. E allora creò gli angeli che spiegarono le loro ali aiutando gli uomini a incontrarsi tra loro, nonostante le divisioni. La parabola concludeva introducendo il simbolo del libro stesso: «La più grande e buona azione è costruire un ponte» (è quello che ho ripetuto più volte a quel costante progettista di ponti che è l’architetto Calatrava).

Ora, il volume che ho di fronte ha in copertina proprio un ponte-simbolo, espressione drammatica dei conflitti nell’ex-Iugoslavia, quello di Mostar in Bosnia-Erzegovina: eretto nel XVI sec., fu abbattuto nel 1991 e ora è stato ricostruito e, nella foto, la sua ardita silhouette sul fiume Neretva è percorsa da una teoria di persone che transitano dall’una all’altra sponda. È facile vedervi incarnato il motto di papa Francesco «Ponti, non muri» che è anche la matrice simbolica del messaggio sociale cristiano. Una figura importante del mondo ecclesiale italiano (e non è la prima volta che lo evochiamo in queste pagine), il gesuita padre Bartolomeo Sorge, già direttore di riviste prestigiose come La Civiltà Cattolica e Aggiornamenti sociali, propone ora dieci Brevi lezioni di dottrina sociale, proprio all’insegna di quel ponte.

Si tratta di una materia che egli maneggia con grande e riconosciuta autorevolezza, tant’è vero che abbiamo avuto già occasione di segnalare qui la sua opera maggiore, quell’Introduzione alla dottrina sociale della Chiesa (edita sempre dalla Queriniana) che ora è giunta alla terza edizione. Fermo restando quel caposaldo, padre Sorge ha voluto non tanto farne un riassunto ma individuare una decina di temi particolarmente rilevanti ai nostri giorni e capitali per la stessa concezione cristiana della società. Ovviamente alla base c’è una precisa concezione antropologica che sostiene e orienta l’impegno del cristiano nella piazza della città, nel palazzo della politica, nei mercati e nei percorsi telematici delle Borse, nei modelli economici di sviluppo, nelle stesse abitazioni ove si svolge la vita quotidiana delle persone. Un impegno richiesto da una religione “incarnata” che non fa decollare la fede verso cieli mitici, né la isola nell’aureola sacrale dei templi o nelle nuvole d’incenso della liturgia, ma la invita a entrare in dialogo costante col rumore della storia e a impolverarsi tra le vie ove si vivono drammi e speranze, ove si contratta e si litiga, ove ci sia ama e ci si odia...

Questo ingresso nella polis è, però, delicato, perché è all’insegna di quell'imperativo di Cristo che, se esclude ogni secolarismo esclusivista, cancella anche ogni teocrazia o ingerenza religiosa: «Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio». Legittimità, quindi, di un intervento sociale della Chiesa ma con un limite necessario. Sono interessanti le tipologie moderne sotto cui Sorge rubrica le fasi di questo approccio tra Chiesa e società: dall’“ideologia cattolica” degli anni 1891-1931 alla “nuova cristianità” di Pio XI e Pio XII, dal “dialogo” conciliare (1958-78) al nuovo “umanesimo globale” di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, per approdare alla “rivoluzione” di papa Francesco che privilegia la forza “rinnovatrice” del Vangelo vissuto e testimoniato nella vita del cristiano, i cui corollari sono la gratuità, la scelta della povertà, l’opzione per gli ultimi.

Naturalmente questo schema storico-ideale non vuole comprimere come in uno stampo freddo l’incandescenza delle questioni sociali. Ecco, allora, la sequenza delle varie “lezioni” offerte dal gesuita che ha ripetutamente perlustrato questo orizzonte tematico. Semplificando l’articolazione ramificata del suo discorso, rimanderei il lettore di questo sussidio veramente prezioso – anche per la sua chiarezza didattica che non è però pedante didascalicità – a due poli argomentativi. Da un lato, si fissano nitidamente i principi che reggono la dottrina sociale cristiana: il personalismo relazionale, la solidarietà, il bene comune, tre stelle che illuminano e guidano il percorso del credente nella rete complessa dell’esistenza individuale e civile. D'altro lato, si elencano e si approfondiscono i campi concreti in cui questi principi devono essere calati e declinati: la democrazia, l’economia, la politica, la famiglia, le varie relazioni sociali.

È, questo, un progetto nel quale la Chiesa (ma non solo) è coinvolta come attrice ma non come unica protagonista: la sua, infatti, è soprattutto la funzione di essere voce profetica e testimone efficace. […]


G. Ravasi, in Il Sole 24 Ore 17 settembre 2017

Padre Bartolomeo Sorge ci presenta un compendio di dottrina sociale della Chiesa rilevando il risveglio di interesse per questo tema quale frutto dell'attuale pontificato di Papa Francesco.

In dieci lezioni l'autore non ci offre soltanto un breve corso ed un aggiornamento del suo trattato «Introduzione alla dottrina sociale della Chiesa» ma ci presenta un contributo che costituisce un invito a riflettere ead approfondire alla luce degli insegnamenti sociali della Chiesa «alcuni tra gli argomenti fondamentali in discussione sia nel mondo cattolico sia in ambiti di cultura laica».

L'infaticabile padre Sorge ci presenta non un «riassunto» del suo trattato ma ci offre un lavoro originale che ci aiuta a capire «il volto della Chiesa rinnovata, abbozzato dal Consiglio Vaticano II ed oggi interpretato dalla svolta evangelica della Evangelii gaudium di Papa Francesco, volto che è quello di una Chiesa serva» (p. 211).

In questa prospettiva il lavoro di padre Sorge ci sollecita a capire e soprattutto a lavorare per una Chiesa capace di dialogo e di incontro in quanto, come ha detto Papa Francesco al convegno ecclesiale di Firenze ai vescovi italiani «il dialogo non è negazione, è cercare il bene comune per tutti ma basandosi sulla solidarietà tra tutti che si fonda la necessità del dialogo e dell'incontro per costruire insieme con gli altri la società civile» (p. 219).

Giustamente l'autore ritiene che «la fede non ostacola la ragione ma la purifica e l'aiuta a capire meglio l'uomo ed i suoi problemi» (p. 9). Infatti la lettura e lo studio di questo lavoro sono un contributo stimolante per quanti lavorano per una società più a misura di uomo.


P. Colella, in Il Tetto 319 (maggio-giugno 2017) 137-138

Il compendio sintetizza il più ampio trattato Introduzione alla dottrina sociale della Chiesa e si rivolge in primo luogo ai movimenti e alle associazioni giovanili. Padre Bartolomeo Sorge in dieci lezioni approfondisce, alla luce degli insegnamenti sociali della Chiesa, alcuni argomenti fondamentali maggiormente in discussione sia nel mondo cattolico, sia in ambienti di cultura laica. Per questa struttura di stampo didattico, le pagine potrebbero essere usate come libro di testo per corsi brevi di dottrina sociale in ambienti parrocchiali o nei numerosi circoli di studio e di cultura o per un ciclo di conferenze. Interessante la lezione in cui padre Sorge affronta il tema della crisi economico-finanziaria che il mondo intero sta vivendo: la dottrina sociale della Chiesa auspica che la crisi possa essere vissuta come un'opportunità per «riformare in modo equo e solidale l'impresa e lo Stato sociale, che costituiscono rispettivamente l'alfa e l'omega dell'economia sociale di mercato» (p. 102).
T. Cesarato, in Vita Pastorale 6/2017

In un contesto di secolarizzazione, resta – oltre alla ricerca soggettiva di una religiosità senza appartenenza – uno strano interesse verso il parere ecclesiale riguardo alle tematiche sociali. Tale interesse, giusto per non illuderci troppo, spesso ha motivazioni polemiche e pregiudiziali. Nondimeno, tale interazione, pur spesso polemica e discordante, potrebbe essere un'occasione opportuna per intessere un dialogo e per sollecitare una riflessione che si lasci fecondare dalla secolare prassi ecclesiale riguardo alle tematiche che si inglobano da circa un secolo ormai sotto il titolo di dottrina sociale della Chiesa. Da qui l'interesse del breve volume di Bartolomeo Sorge intitolato Brevi lezioni di dottrina sociale.

Il volume costituisce una presentazione snella ed essenziale delle tematiche sviluppate nell'opera più corposa dello stesso autore intitolata Introduzione alla dottrina sociale della Chiesa. Nasce così l'idea di sviluppare in 10 lezioni gli elementi essenziali della dottrina sociale della Chiesa.

La prima lezione offre una panoramica sullo sviluppo storico della dottrina sociale della Chiesa partendo dalla fase dell'ideologia cattolica giungendo alla fase dell'umanesimo globale inaugurata da Giovanni Paolo II e portata avanti da Papa Benedetto fino alla rivoluzione di Papa Francesco.

Le tre lezioni successive sviluppano tre pilastri, ossia principi, della dottrina sociale della Chiesa. Questi tre principi sono il personalismo, la solidarietà e il principio del bene comune. Sulla base di questi principi, si fondano tutte le lezioni successive che partono da una lezione sulla democrazia, accostando poi la tematica dell'economia, considerando in seguito il tema del rapporto stato-chiesa, per poi vertere sul nucleo fondamentale della società, la Chiesa domestica, ovvero la famiglia.

La terza parte del libro, che si sviluppa in due lezioni, riflette sull'esercizio della politica inserendo in questo esercizio il criterio equilibrante ispirato alla scrittura e alla dottrina della Chiesa tra giustizia e misericordia.


R. Cheaib, in Theologhia.com giugno 2017

Sintesi di un testo pubblicato nel 2006 (Introduzione alla dottrina sociale della Chiesa) il vol. si presenta come un agile e utile compendio per tutti coloro che, in questa fase storica, vogliono riscoprire o per la prima volta scoprire in che cosa consiste il pensiero sociale cristiano.

Pensato per i movimenti e le associazioni giovanili, ma anche per chi ha visto cadere in crisi consolidate ideologie che non riescono a dare risposte concretamente convincenti, il noto gesuita, in dieci lezioni, espone con la consueta maestria che lo contraddistingue gli insegnamenti sociali della Chiesa.

Un breve corso, dunque, da tenere in borsa, da leggere o da rileggere per far propri concetti, traiettorie che con papa Francesco si sono ulteriormente caricati di tensione morale.
D. Segna, in Il Regno Attualità 8/2017

L’autore, direttore emerito di diverse riviste, tra cui La Civiltà Cattolica, con numerosi saggi all’attivo, offre qui un compendio della dottrina sociale della Chiesa pensato come strumento di lavoro per associazioni giovanili e movimenti, gruppi e parrocchie; vi approfondisce, sotto forma di dieci lezioni, temi attuali e rilevanti per il mondo cattolico e quello laico alla luce degli insegnamenti sociali della Chiesa.
In Adista 9 (4 marzo 2017)

Il gesuita Bartolomeo Sorge in questo volume propone, articolata in dieci punti, la visione sociale della chiesa. L’argomento ha visto un nuovo fiorire d’interesse da quando papa Francesco gli ha dato un deciso taglio universalistico. Il compendio è stato pensato come uno strumento di larga diffusione del pensiero sociale cristiano, ed è dedicato in primo luogo ai movimenti e alle associazioni giovanili. Ma non solo a loro. Il libro è indicato per impostare un breve corso di dottrina sociale, aperto a tutti i “pensanti”, credenti o non credenti, in ambienti parrocchiali o nei numerosi circoli di studio e di cultura o per un ciclo organico di conferenze.


F. Mariucci, in La Voce 7 (24 febbraio 2017)