In breve
Edizione a cura di Leonardo Giuliano
«L’opera che il lettore ha tra le mani è l’ultimo, prezioso frutto di una ricerca intensa e appassionata. Il compimento maturo di un’intera esistenza consacrata allo studio dell’esegesi e della teologia paolina» - Leonardo Giuliano
Un commentario che coniuga rigore storico-critico, attenzione ai dati archeologici e sensibilità retorica.
Descrizione
Scritta ad Atene tra il 49 e il 50 d.C., la Prima lettera ai Tessalonicesi è il testo più antico del Nuovo Testamento: documento straordinario sulle origini del cristianesimo nel mondo mediterraneo del I secolo. Questo commentario è l’ultima opera di Antonio Pitta, il maggiore studioso italiano di Paolo e delle sue lettere. Nell’analisi di Pitta questa epistola, a lungo ritenuta marginale, rivela invece una sorprendente ricchezza teologica e letteraria. Dalle dinamiche delle chiese domestiche fino alla celebre sezione escatologica sull’incontro con il Risorto, emerge il dialogo vivo tra l’Apostolo e una comunità segnata sì da difficoltà e interrogativi, ma animata dall’opera della fede, dalla fatica dell’amore e dalla perseveranza della speranza. Originale è anche l’attenzione dedicata all’estetica della lettera: i temi dell’elezione, della santificazione e dell’amore fraterno delineano un autentico percorso di bellezza che attraversa e unifica il testo nella sua interezza.