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Nuovo Corso di Teologia Sistematica vol. 6. Sacramentaria fondamentale
Angelo Lameri, Roberto Nardin

Nuovo Corso di Teologia Sistematica vol. 6. Sacramentaria fondamentale

Prezzo di copertina: Euro 30,00 Prezzo scontato: Euro 28,50
Collana: Grandi opere
ISBN: 978-88-399-2406-3
Formato: 17 x 24 cm
Pagine: 448
© 2020

Descrizione

Il contesto in cui viviamo sembra non favorire un sentire culturale per una comprensione della fede in chiave sacramentale. «L’aspetto visibile, concreto, della religione, il rito e il simbolo», scriveva R. Guardini già negli anni Venti del secolo scorso, «viene compreso sempre meno, non è più vissuto in modo immediato». Eppure, le categorie di “rito” e di “mistero” costituiscono due riferimenti essenziali per la fede, per una riflessione credente sulla realtà e, non da ultimo, per un approccio al tema del sacramento. Il sacramento esiste infatti come evento nel quale si dà il mistero di Cristo nell’azione rituale della chiesa.
Guidando a una ripresa sistematica di questi argomenti, a partire dal confronto con la sacramentalità della rivelazione e della chiesa, insieme al rimando ai sacramenti in genere ritus, il manuale offre una chiave di lettura aggiornata e originale sulle classiche questioni dell’istituzione, dell’efficacia, del ministro, a cui si aggiunge il tema del rapporto tra sacramenti come atti di culto e di santificazione. Non mancano alcune schede sul carattere pastorale del settenario e, per finire, un’Appendice sul senso e il valore dei cosiddetti “sacramentali”: rito delle esequie, liturgie della Parola, benedizioni, consacrazioni, esorcismi, dedicazione della chiesa...
Gli elementi fondamentali della riflessione teologica sui sacramenti in un manuale chiaro, documentato, completo, sistematico.

Recensioni

La presentazione del volume si apre con un interrogativo: «Perché un libro dedicato alla “Sacramentaria fondamentale”?» (5). La questione non è puramente retorica. Si tratta infatti di rendere ragione di una trattazione che negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso è stata messa in discussione sia in relazione alla critica al classico trattato De sacramentis in genere, sia più radicalmente con la contestazione di un approccio ai sacramenti colti in astratto: non esistono infatti i sacramenti in genere, ma in quanto celebrati. Gli autori, sulla scia della posizione di J. Congar e di altri autori contemporanei (G. Canobbio, J.-Ph. Revel), dichiarano però che non intendono rinunciare a una riflessione di natura fondamentale sui sacramenti, che renda ragione «del senso della celebrazione dei sacramenti nel dinamismo della storia della salvezza, nella quale Dio si manifesta anche nell’oggi attraverso gesti e parole intimamente connessi» (271).

Lo studio è articolato in tre parti con un’appendice: questioni preliminari e metodologiche, comprensione del sacramento lungo la storia, momento sistematico. La prima parte è curata da R. Nardin, monaco olivetano, docente di sacramentaria alla Pontificia Università Lateranense (Roma), il resto del volume vede come autore A. Lameri, presbitero della diocesi di Crema e docente di liturgia e sacramentaria generale presso la stessa università romana. Nella prima parte vengono affrontati alcuni temi preliminari e di metodo, tra i quali decisiva è la questione, che non può essere ignorata dalla riflessione teologica, dell’assenza nella temperie culturale contemporanea di un’attenzione a un possibile orizzonte simbolico del reale. La trattazione continua poi proponendo una riflessione circolare tra la comprensione della fede celebrata nella liturgia, professata nel credo e confessata nella vita. La prima parte si conclude con alcune linee di sacramentaria biblica, dove emergono due categorie fondamentali: quella di mysterion e quella del typos, vale a dire l’ontologia e l’ermeneutica biblico-sacramentaria.

La seconda parte delinea il percorso storico della riflessione fondamentale sui sacramenti. Dopo una premessa sul termine sacramentum, si dispiegano dodici capitoli, che con chiarezza, sinteticità e ricchezza di documentazione, mostrano il cammino che la riflessione credente ha percorso dai Padri al Concilio Vaticano II, non trascurando anche le più recenti proposte di teologia sacramentaria. Una possibile chiave di lettura di questa parte storica è quella che cerca di cogliere le soluzioni proposte a una questione decisiva: la relazione che nel sacramento si attua tra ciò che si vede nella celebrazione della Chiesa e ciò che accade, tra il rito e il dono della grazia.

La terza parte – Momento sistematico – si pone proprio questo obiettivo e, alla luce delle premesse poste sulla circolarità tra fede celebrata, confessata e vissuta, cerca di cogliere il senso della celebrazione dei sacramenti e la loro relazione con il dono della grazia. La sacramentalità della rivelazione e il dinamismo della storia della salvezza costituiscono l’orizzonte della proposta sistematica nella quale, come dichiara A. Lameri, non si tratta di «formulare nuove definizioni di sacramento, che in quanto azione di Cristo e del suo Corpo-Chiesa eccede sempre ogni pretesa umana di delimitarne i confini, ma di rendere ragione di un “evento” di natura rituale che dà forma alla vita cristiana e mette in atto la fede dell’uomo, che si mette in gioco lasciandosi trasfigurare dall’azione che egli compie, in realtà, come destinatario della stessa» (271). Entrano qui in gioco le categorie di Alleanza, incontro, memoria, presenza, e la decisiva prospettiva di cogliere il sacramento nella sua dinamicità di azione rituale, più che di segno che rimanda ad altro. I tre capitoli di questa parte sono dedicati rispettivamente a una lettura dei sacramenti alla luce della sacramentalità della rivelazione, alla questione della dimensione ecclesiale dei sacramenti in relazione alla sacramentalità della Chiesa, alla natura rituale dei sacramenti, che si danno in genere ritus, quindi: dimensione cristologico-trinitaria, dimensione ecclesiologica e dimensione antropologica dell’evento sacramentale.

Alla luce di queste prospettive vengono rilette con originalità le classiche e ineludibili questioni legate alla trattazione sui sacramenti: «l’istituzione, reinterpretata in riferimento alla presenza di Cristo e all’obbedienza della Chiesa al “mandato” del suo Signore; l’azione dello Spirito Santo, in relazione all’epiclesi, presente in ogni celebrazione sacramentale; il dono efficace della grazia e il carattere, letti nella prospettiva dell’incorporazione a Cristo; il settenario, interpretato nell’orizzonte della sacramentalità della Chiesa e del mistero pasquale, celebrato nell’eucaristia; il ministro con le sue caratteristiche, non separato dal soggetto comunitario della celebrazione, che è sempre la Chiesa tutta, che si manifesta nell’assemblea liturgica radunata e nella ministerialità che la connota» (272).

Due schede completano la terza parte, dedicate a due questioni di natura pastorale. La prima affronta il rapporto tra sacramenti, evangelizzazione e testimonianza. Un tema che le diocesi italiane hanno ben presente fin dagli anni Settanta del secolo scorso, a partire dal piano pastorale Evangelizzazione e sacramenti, successivamente rilanciato con l’invito a una “nuova evangelizzazione” che ha permeato il pontificato di Giovanni Paolo II e recentemente riproposto con vigore da papa Francesco, che in Evangelii gaudium 24 afferma il valore evangelizzante della bellezza della liturgia. Proprio al tema della bellezza e del celebrare con arte è dedicata la seconda scheda, che richiama l’importanza di una corretta e degna celebrazione del mistero in relazione alla fragilità del linguaggio simbolico-rituale, che richiede una particolare attenzione nella sua messa in atto.

Non poteva mancare un riferimento al tema dei sacramentali a cui è dedicata la breve appendice, curata da Lameri, nella quale vengono delineate alcune linee essenziali per la loro comprensione alla luce di Sacrosanctum Concilium, 60. Ogni capitolo del volume, come tipico dell’intera collana in cui è collocato, è arricchito da una scheda finale che aiuta a rileggere sinteticamente il contenuto proposto, offre un’essenziale bibliografia e propone alcune piste per continuare la riflessione. Una ricca bibliografia, articolata attorno ad alcuni temi, completa l’opera.

Il volume, per la sua struttura e articolazione, è destinato particolarmente agli studenti di teologia del ciclo istituzionale, come del resto tutti i volumi della prestigiosa collana «Nuovo corso di teologia sistematica», diretta da G. Canobbio e A. Maffeis, ma si presenta particolarmente utile, soprattutto nella parte sistematica, a una ripresa originale dei temi di sacramentaria anche nel secondo ciclo degli studi teologici o da parte di coloro che desiderano aggiornare le loro conoscenze sulla teologia dei sacramenti. Si potrà così attuare ciò che gli autori si augurano al termine della presentazione del volume: approfondire la «vita sacramentale della Chiesa colta come momento fontale che ci fa vivere come “figli nel Figlio”, anzitutto perché Dio lo rende possibile e ce ne fa dono» (8).


N. Galantino, in Rassegna di Teologia 2/2021, 327-329

L'obiettivo del volume è dichiarato fin dall'inizio. Esso si pone come un servizio agli studenti del ciclo istituzionale di teologia per cogliere le coordinate fondamentali della dottrina cattolica sul sacramento ed elaborare uno sguardo "intelligente" all'esperienza cristiana originata e nutrita dai sacramenti. La preoccupazione didattica degli A. si coglie, oltre che in un linguaggio e in un'impostazione facilmente accessibili, anche in alcuni elementi di sintesi al termine di ogni capitolo che aiutano a cogliere gli aspetti fondamentali e dischiudono prospettive di approfondimento.

La struttura del libro è cosi articolata: prima parte (Alcune questioni preliminari e metodologiche,di R. Nardin), seconda parte (La comprensione del sacramento nel percorso storico, di A. Lameri), terza parte (Momento sistematico,di A. Lameri), appendice (I sacramentali,di A. Lameri).

La prima parte funge da rigorosa introduzione alla problematica dei sacramenti offrendo il quadro culturale nel quale la prassi e la riflessione attuale sui sacramenti si muovono. Nel trapasso tra la modernità, che pone al centro un ordine stabilito dall'uomo, e la postmodernità, che punta al singolo uomo, fragile e mutevole, viene a mancare «un possibile orizzonte simbolico del reale» (p. 19) e ciò rende difficile il discorso sul sacramento che ha proprio nel simbolo la sua cifra fondante. Per evitare di cadere in alcune derive che assolutizzano certe comprensioni teologiche è necessario elaborare una sacramentaria che risenta della circolarità dinamica tra fede celebrata (lex orandi),professata (lex credendi),e confessata (lex vivendi),che si rinviene soprattutto nell'organismo sacramentale dell'iniziazione cristiana. Evidentemente il momento sintetico è la lex orandi che non può non dipendere da un'adeguata comprensione del simbolo.

La prima parte si conclude con un capitolo dedicato alle linee di sacramentaria biblica e sfocia in tre approfondimenti degni di riguardo: l'orizzonte sacramentale della Rivelazione nell'ottica di un raccordo tra revelatio e celebratio,il mysterion e la tipologia. In particolare si afferma che «la teologia liturgica coglie l'''actio Dei" nella determinazione della (sola) "celebratio", che costituisce il "fons et culmen" della salvezza del "propter salutem hominis", ma non esaurisce la portata della stessa "actio Dei", la quale precede e segue la "celebratio". È qui che si colloca la riflessione della teologia sacramentaria quale "intellectus fidei" e non solo "intellectus ritus et precis"» (p. 89). A tale riguardo, pur riconoscendo che la celebrazione non si esaurisce in se stessa, ci si può anche chiedere se una comprensione dell'intellectus ritus et precis in termini riduzionistici («solo») onori davvero il fondamento simbolico di un'autentica sacramentaria e si riveli inidonea a rendere ragione di come nella celebrazione si dia una peculiare e originale intelligenza del sacramento/mistero (cf. SC 48 a proposito dell'intellectio del mistero eucaristico che si dà appunto per ritus et preces).

La lunga vicenda dello sviluppo storico della riflessione sui sacramenti mette in luce i tanti apporti provenienti dalla patristica, dall'epoca medievale, dalla fase tridentina con la neoscolastica, dal Movimento liturgico e dalla lunga fase che ha preparato, celebrato e seguito il Vaticano II. Fermenti e autori diversi, sguardi differenti, che hanno offerto sfumature diversificate alla lettura dell'evento sacramentale. Resta imprescindibile la svolta novecentesca con la teologia dei misteri di Casel, ma anche con la nozione di incontro di Schillebeeckx, desunta dalla fenomenologia della religione, e con l'idea di simbolo reale in Rahner. Non mancano i riferimenti ai tanti contributi successivi al Vaticano II (tra i quali C. Vagaggini, S. Marsili, J. Ratzinger, L.-M. Chauvet, la scuola di Santa Giustina).

L’obiettivo della terza parte è «cogliere il senso della celebrazione dei sacramenti nel dinamismo della storia della salvezza, nella quale Dio si manifesta anche nell'oggi attraverso gesti e parole intimamente connessi» (p. 271): l'azione rituale è, dunque, un evento della storia della salvezza, che trasforma l'uomo credente. A questo scopo si accostano il primo capitolo di Sacrosanctum Concilium,dedicato alla natura della liturgia, e l'esordio di Dei Verbum:da una parte l'opera della salvezza che si realizza nei sacramenti e dall'altra l'economia della rivelazione che avviene gestis verbisque. In entrambi i casi il riferimento alla storia della salvezza è l'orizzonte entro il quale comprendere il mistero della rivelazione e del progetto salvifico di Dio: rivelazione e celebrazione sono evento/incontro di salvezza. L'orizzonte sacramentale della rivelazione e la collocazione del sacramento nella storia della salvezza motivano l'articolazione del discorso attorno a tre momenti fondamentali: la presenza/azione di Cristo, origine dei sacramenti; l'azione della chiesa, scaturita dal mistero pasquale, e la sua sacramentalità; l'azione simbolico-rituale che l'uomo mette in atto. In questa prospettiva vengono presi in esame alcuni aspetti decisivi come l'istituzione, il rapporto dei sacramenti con la grazia, l'ex opere operato,il settenario, l'assemblea e la ministerialità, il rito come "genere" proprio dei sacramenti, il rapporto con la Parola, l'arte del celebrare.

Significativa è la trattazione a proposito della chiesa sacramento. In particolare, si solleva la problematicità di tale definizione soprattutto in ordine al dialogo ecumenico. Se si può applicare alla chiesa la definizione di sacramento è perché «la chiesa è "una sola carne" con Cristo, suo Capo, in virtù del suo incontro sponsale» (p. 320) avvenuto una volta per tutte nella Pasqua e perennemente vivificato nell'azione di Cristo nel corpo ecclesiale. È per questa fontalità della Pasqua che è possibile mutare la sequenza logica che pone in ordine Cristo, la chiesa e i sacramenti e collocare i sacramenti tra Cristo e la chiesa. Infatti, questa «scaturisce da Cristo morto e risorto non come mera istituzione, decretata dal suo Fondatore con un atto di volontà, ma come mistero, nel senso di partecipazione/immersione nella sua vita, di incontro con lui» (p. 321): l'azione rituale, in un gioco di attività e passività, è obbedienza al mandato di Cristo di annunciare il Vangelo con gesti e parole e edifica la chiesa nel tempo.

Pregevole è la decisione di trattare anche i sacramentali in un testo dedicato ai sacramenti. Forse il tema poteva essere maggiormente approfondito tenendo conto del clima culturale odierno, piuttosto propenso a chiedere e praticare forme rituali "minime", meno impegnative, piu aderenti ai bisogni della vita, per coglierne affinità e distanze rispetto al settenario.

Lo scopo didattico del volume si accompagna con una rigorosa esposizione delle tematiche e un rimando costante alle fonti del pensiero teologico e a una ricca bibliografia "ragionata". Il libro in questo modo si propone come uno strumento aperto, destinato a coloro che vogliono ancora approfondire e perseguire piste di riflessione piu ampie. Il materiale classico della tradizione perviene integralmente e, al contempo, è sottoposto a seria verifica sia in relazione al contesto culturale contemporaneo, sia per le spinte che provengono dal grande avanzamento teologico dell'ultimo secolo.

Il testo è un valido strumento per un approccio di base alla questione sacramentale nell'intento di non separare teologia e celebrazione, pensiero e prassi, dimensione celebrativa e vita ecclesiale nella sua complessità.


L. Della Pietra, in Studia Patavina 68 (1/2021) 161-164

Il «Nuovo Corso di Teologia Sistematica», diretto da G. Canobbio e da A. Maffeis, pubblicato per i tipi di Queriniana, si è recentemente arricchito di un nuovo volume, dedicato alla sacramentaria fondamentale, a firma di A. Lameri e R. Nardin, entrambi docenti alla Pontificia Università Lateranense. Si tratta di un manuale destinato agli studenti del ciclo istituzionale. La finalità didattica del volume appare da alcuni indizi posti a conclusione di ogni capitolo: vi si trovano una rapida sintesi dei contenuti, alcuni essenziali riferimenti bibliografici per approfondire le questioni trattate, l'indicazione di alcune piste di ricerca.

Benché, nel secolo scorso,alcuni teologi abbiano fatto notare che, nell'esperienza ecclesiale, non esistono sacramenti in genere, ma solo sacramenti in specie, gli A.A. del volume ritengono che riflettere su cos'è un sacramento sia assolutamente fondamentale per intus-legere l'esperienza cristiana nel suo complesso. Potremmo dire che questa è la chiave di lettura a partire dalla quale accostare l'intero volume.

Nella prima delle tre parti di cui esso si compone, Nardin affronta tre questioni preliminari. Sulla scia del concilio Vaticano II, e in particolare di GS, l'A. prende anzitutto in esame il contesto socio-culturale contemporaneo. L'orizzonte simbolico non è venuto completamente meno, anche se alla sacramentalltà religiosa ne è subentrata una di tipo laico. Contemporaneamente, assistiamo a un risveglio del sacro, seppure all'insegna dell'eclettismo e del soggettivismo. La teologia deve discernere questi «segni dei tempi», senza, però, rimanere invischiata nella logica del mondo. Per questa ragione – ed è la seconda premessa suggerita dall'A., di ordine metodologico – la sacramentaria è chiamata, da una parte, a far dialogare fra loro le diverse discipline teologiche (in particolare la cristologia, l'ecclesiologia e l'antropologia), per evitare derive riduzionistiche, oggi così frequenti. Dall'altra, deve mettere in relazione fede celebrata, fede professata e fede vissuta, ispirandosi al modello dell'iniziazione cristiana sviluppato in epoca patristica. In questo modo, la teologia non sarà attenta solo al logico, ma anche al simbolico. L'A., infine, offre alcune linee di sacramentaria biblica, evocando quattro categorie che, dal suo punto di vista, rappresentano i presupposti scritturistici della nozione teologica di sacramento: mystērion, che, nel corpus paulinum, indica l'agire salvifico di Dio; berākāh, intesa come risposta grata dell'uomo ai benefici di Dio;memoriale, interpretato come segno profetico dell'evento fondatore (ad es. la Pasqua) e come rito proposto alle successive generazioni, attraverso cui partecipare alla salvezza offerta da quel medesimo evento; typos, un avvenimento dell'AT, che trova in Cristo (archetipo) il suo compimento e attende di essere realizzato nella vita del cristiano (antitipo). Di questa prima sezione del volume, quest'ultimo capitolo è senza dubbio il più originale, anche se, in qualche passaggio, avrebbe potuto essere più sintetico (70 pp.). Il primo capitolo, invece, avrebbe potuto essere utilmente arricchito da alcune riflessioni teologiche a partire dall'effettiva esperienza della celebrazione dei sacramenti nel contesto attuale, proprio per onorare quella circolarità auspicata dal secondo capitolo.

Nella seconda parte del volume, in 150 pp., Lameri ricostruisce in maniera molto dettagliata e didatticamente efficace la riflessione teologica maturata nel corso dei secoli attorno alla nozione di sacramento, partendo dai padri, passando per i dottori medievali, i riformatori e il magistero di Trento, per arrivare alla manualistica, al Vaticano II e alla teologia del '900. Le sintesi poste a conclusione di ogni capitolo consentono, a chi lo desidera, di superare agilmente i passaggi storici meno significativi per lo sviluppo della riflessione teologica. Nella sezione conclusiva, Lameri imposta in maniera coerente la propria riflessione sistematica, lungo tre direttrici principali, facendo emergere la dimensione cristologico-trinitaria, ecclesiologica e antropologica del sacramento. L'A. sottolinea, in particolare, il ruolo dello Spirito, che «opera il legame tra la memoria di Cristo e delle sue azioni salvifiche e la loro presenza nei segni sacramentali» (p. 296). Rende ragione della sacramentalità della Chiesa. Evidenzia il guadagno ottenuto dalla teologia contemporanea nell'aver superato la categoria di segno a vantaggio di quella di simbolo, per esprimere, da un punto di vista antropologico, la natura del sacramento. Esso è anche rito, in quanto rende presente l'evento fondatore, ed è culto, in quanto atto di una comunità che si lascia trasformare dalla grazia. Percorrendo questo itinerario, l'A. affronta le questioni classiche della sacramentaria generale: l'istituzione dei sacramenti da parte di Cristo («in quanto non solo ne sta all'origine, ma soprattutto in quanto agisce in essi»: p. 289), la grazia sacramentale (come partecipazione alla vita divina e come incorporazione io Cristo), l'ex opere operato (espressione teologica che «rende ragione dell'eccedenza dell'efficacia del sacramento rispetto alle intenzioni del singolo soggetto»: p. 306), il carattere (espressione dell'assoluta fedeltà di Dio, della partecipazione al sacerdozio di Cristo, dell'appartenenza alla Chiesa secondo stati e funzioni diverse), la reviviscenza dei sacramenti («perché Dio non viene meno all'alleanza, anche quando l'uomo si allontana da lui o resiste ai suoi doni di grazia»: p. 313), il settenario sacramentale (pensato in analogia al Canone delle Scritture), il ministro e il suscipiente (inseriti all'interno di un'assemblea che, tutta insieme, celebra i divini misteri).

Completano il volume due schede di natura pastorale (una sul rapporto tra sacramenti, evangelizzazione e testimonianza; l'altra sull'arte di celebrare) e un'appendice sui sacramentali.


F. Badiali, in Rivista di Teologia dell’Evangelizzazione 2021/1, 244-246

È come un viaggio fra i Sacramenti che parte dalla Scrittura, tocca la riflessione dei padri della Chiesa, passa attraverso il Medioevo, il Concilio di Trento, la neoscolastica, il movimento liturgico e giunge fino al Vaticano II, al post-Concilio e al magistero degli ultimi Pontefici. Il volume Sacramentaria fondamentale (Queriniana; pagine 448; euro 30) intende «offrire le coordinate per comprendere la dottrina cattolica sul sacramento rendendo ragione della complessità del discorso e aprendo orizzonti per intus legere l’esperienza della vita cristiana che dai sacramenti prende origine e ne è nutrita», scrivono gli autori, monsignor Angelo Lameri, docente alla Lateranense e consultore della Congregazione per il culto divino, dell’Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice e dell’Ufficio liturgico nazionale Cei, e il benedettino olivetano Roberto Nardin, docente alla Lateranense e al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo.

Nel libro si riflette su rito e mistero per un approccio al tema del sacramento. Si affrontano le questioni dell’istituzione, dell’efficacia, del ministro, a cui si aggiunge il tema del rapporto tra sacramenti come atti di culto e di santificazione. Non mancano alcune schede pastorali e un’appendice sul senso e il valore dei cosiddetti “sacramentali”: rito delle esequie, liturgie della Parola, benedizioni, consacrazioni, esorcismi o dedicazione della chiesa.


In Avvenire 17 febbraio 2021, 15

Nel panorama dei manuali di Teologia sacramentaria fondamentale, il testo a due voci di A. Lameri e R. Nardin si colloca tra quelli che, senza venir meno alla profondità teologica, attestano una maggior attenzione alla dimensione della didattica, per un apprendimento più proficuo. Come, infatti, sottolineano gli Autori stessi, il testo, che è «destinato principalmente agli studenti del ciclo istituzionale di teologia, vuole offrire le coordinate fondamentali per comprendere la dottrina cattolica sul sacramento, rendendo ragione della complessità del discorso e aprendo orizzonti per intus-legere l’esperienza della vita cristiana, che dai sacramenti prende origine e ne è nutrita» (p. 7).

Il testo, che non si allontana dalla struttura “classica” del manuale di Teologia sacramentaria, si articola in tre parti:

1) Alcune questioni preliminari e metodologiche (Nardin);

2) La comprensione del sacramento. Percorso storico (Lameri);

3) Momento sistematico (Lameri).

Chiudono il volume due schede che aprono ad una riflessione a livello pastorale sul tema “vita sacramentale ed evangelizzazione” e su quello dell’“arte del celebrare”, e una Appendice sui sacramentali (Lameri).

La prima parte del volume, affidata a R. Nardin, rappresenta l’orizzonte nel quale collocare la riflessione successiva. Nardin prende in esame il contesto culturale contemporaneo, evidenziando come in esso manchi «l’attenzione a un possibile orizzonte simbolico del reale, rendendo, pertanto, difficilmente comprensibile la portata semantica del sacramento che ha proprio nell’orizzonte simbolico una sua cifra fondante» (p. 19). Nella postmodernità il “frammento” viene elevato a valore assoluto, portando così la sacramentaria a porre attenzione ad una sola delle sue dimensioni teologiche; per questo è urgente e necessario ritrovare la circolarità tra lex orandi, lex credendi e lex vivendi. Nardin, nel secondo capitolo di questa prima parte, recupera appunto la dinamica circolare della fede professata, confessata e celebrata, riproponendo il cammino di iniziazione cristiana così come viene proposto dalla Traditio Apostolica. Il terzo capitolo, piuttosto ampio, è dedicato alla sacramentaria biblica, nella quale viene approfondito l’orizzonte storico salvifico, determinate per una corretta comprensione dei sacramenti; utilissimi, risultano essere gli approfondimenti sul Mysterion e sulla tipologia.

Nella seconda parte del volume in esame viene ripercorsa, da un punto di vista storico, la categoria di sacramento, senza disgiungerla dalla prassi e dalla riflessione liturgica e dal contesto storico. È opportuno sottolineare come, nel percorso storico proposto, all’interno del quale viene ben evidenziato lo sviluppo della riflessione teologica ecclesiale sui sacramenti, che va dai Padri della Chiesa sino alla riflessione teologica contemporanea, vengano riportate anche le posizioni degli esponenti del Movimento Liturgico. Inoltre, alla luce delle considerazioni conciliari, Lameri non teme di prendere in esame, naturalmente in modo sintetico ma profondo, gli sviluppi della teologia sacramentaria nel post concilio (L. Scheffczyk; J. Ratzinger; C. Vagagini; S. Marsili) sino ai “nuovi orizzonti” della stessa (Chauvet, la scuola di Santa Giustina, G. Colombo).

Nella terza parte, dedicata alla riflessione sistematica, l’Autore tenta di rielaborare «i dati della tradizione e di offrire una chiave di lettura dell’evento sacramentale nell’orizzonte della storia della salvezza e delle sue dimensioni costitutive: cristologico-trinitaria, ecclesiologica, antropologica» (p. 8). La prospettiva di questa parte è quella di cogliere il sacramento come azione, come evento, all’interno del dinamismo della storia della salvezza e non come segno statico.

La trattazione prende infatti avvio (dimensione cristologico-trinitaria) dal primo capitolo di SC messo a confronto con Dei Verbum, e viene così evidenziata la dinamica sacramentale della rivelazione e della attuazione del dono di salvezza. L’Autore è consapevole di come il problema «di natura metodologica riguardi il passaggio da un approccio ai sacramenti di stampo immediatamente ontologico ad uno pratico-ermeneutico, che vuole mostrare il nesso inscindibile che sussiste tra il donarsi sacramentale della grazia e l’agire simbolico dell’uomo» (p. 274). Preferisce però sviluppare la riflessione, non a partire da una immediata attenzione alla forma simbolico rituale dei sacramenti, ma lasciandosi appunto inspirare dal primo capitolo di SC, esplorando così «alcune dimensioni che possano aiutare l’intelligenza del mistero della salvezza che Cristo ha donato nel mistero della sua Pasqua e che la Chiesa celebra, guidata e sostenuta dalla virtus dello Spirito Santo continuamente invocata, nella certezza di fede che nel suo agire rituale vi è l’agire di Dio» (p. 274). È in tale contesto che vengono reinterpretate l’istituzione dei sacramenti, la grazia, l’efficacia e il carattere.

L’Autore affronta poi la definizione Chiesa sacramento (dimensione ecclesiologica), senza omettere le difficoltà che tale definizione potrebbe comportare. In tale contesto ecclesiologico viene offerto un affondo sul settenario, sul ministro e sull’assemblea: «I sacramenti appartengono alla Chiesa. Non nel senso che essa ne è la proprietaria, ma che la rendono Corpo di Cristo, perché la riconducono e la immergono nel mistero che sta alla sua origine: la Pasqua di Cristo Morto e Risorto. Essi però le appartengono anche nel senso che la Chiesa che li celebra, li mette in atto/azione, li amministra» (p. 332).

Il terzo capitolo (dimensione antropologica) di questa terza parte mira ad evidenziare il limite di una rilettura dei sacramenti in genere signi. I sacramenti, infatti, sono celebrazioni in genere ritus, sono azioni simbolico rituali. Valore aggiunto al testo è l’ampia bibliografia ragionata, che offre indicazioni sui diversi aspetti della teologia sacramentaria. Inoltre, veramente utili sia per il docente che per lo studente, sono le sintesi, l’indicazione bibliografica per l’approfondimento, e i temi di studio posti a termine di ciascun capitolo, che confermano l’attenzione all’aspetto didattico del volume in esame.


E. Massimi, in Rivista Liturgica 107/4 (2020) 213-215

Enseignants à la faculté de théologie de l’Université pontificale du Latran, R. Nardin et surtout A. Lameri ont rédigé un ouvrage clair et pédagogique, entre manuel et livre à thèse. Manuel, parce que, après avoir problématisé, ils parcourent les sources, Écriture, Tradition et Magistère, avant d’offrir une détermination systématique et un bref appendice sur les sacramentaux. Livre à thèse, parce que les A. n’hésitent pas à prendre de manière argumentée plusieurs options. Ainsi, avec Karl Rahner et contre Yves-Marie Congar, ils plaident en faveur d’une théologie sacramentaire fondamentale a priori, c’est-à-dire antérieure à l’étude des sept sacrements en particulier ; toutefois, avec Jean-Philippe Revel et d’autres, ils prennent pour « exemplaires » le Baptême et l’Eucharistie. De même, contre la néoscolastique qui souligne les notions de causa efficiens et de signum, et avec le Mouvement liturgique, ils pensent les sacrements in genere ritus, donc à partir de la liturgie. Contre une vision fragmentée, voire fragmentaire, de la sacramentaire, ils articulent dynamiquement foi célébrée, professée et confessée. Contre une théologie de la grâce créée, ils valorisent le don incréé de l’Esprit-Saint. Contre la centration sur l’acte humain et l’effet du salut, et avec la théologie mystérique d’Odo Casel, ils accordent la priorité à l’action salvifique du Christ rendue présente par le sacrement. Enfin, encore contre la théologie post-tridentine et, p. ex., avec Louis-Marie Chauvet, ils préfèrent à la catégorie de signe celle de symbole ; en revanche, élargissant la vision du théologien français, ils enracinent résolument leur théologie sacramentaire dans l’événement du Christ et la vie intratrinitaire.

On l’a compris, malgré la volonté d’intégrer, l’ouvrage n’est pas sans réactivité. Mais soulignons avant tout une vision ample et stimulante, ancrée dans la Tradition et ouverte aux questions pastorales.


P. Ide, in Nouvelle Revue Théologique 143/1 (2021), 167

Comenzamos la década con un nuevo tratado general sobre los sacramentos. Una obra valiente y panorámica con doble autoría: el Prof. Angelo Lameri, Ordinario de Liturgia y Sacramentaria en la Pontificia Universidad Lateranense (Roma), y Roberto Nardin OSB, también profesor en el mismo centro. Fruto de la docencia, este manual está pensado para el correspondiente tratado del bachillerato en teología, con el deseo de abrir horizontes para entender el sacramento en la experiencia de la vida cristiana (p. 7).

El manual está estructurado en tres partes. El profesor Nardin presenta el contexto cultural y la introducción metodológica y (Iª parte). Con un lenguaje algo barroco, en estas páginas se dan cita las categorías culturales de nuestros días (transhumanismo, el renacimiento de lo sagrado, la ceguera para la dimensión simbólica-trascendente, etc.) que todo quehacer teológico debe tener en cuenta. El Autor nos pone en guardia frente a algunos reduccionismos de los últimos años en el estudio del sacramento cristiano (p. 24); por ello, su reflexión comienza por el sacramento celebrado -no sólo pensado- y, en concreto, por los sacramentos de la iniciación cristiana. Este inicio permite a Nardin deducir un principio insoslayable, una circularidad metodológica de la fe anunciada, acogida, confesada, celebrada y vivida (cap. 2). Asimismo, bien sabemos que sin la teología bíblica el sacramento cristiano es difícilmente legible. Por ello el Autor sabe seleccionar con acierto (cap. 3) los grandes conceptos del Antiguo Testamento (alianza, memorial, berakah), del Nuevo (mysterion) y el modo patrístico de leer la Escritura como historia de la salvación (tipología). Las consideraciones precedentes permiten desarrollar una teología sacramentaria decidida y sensible a “la actio Dei propter salutem hominis en orden a la celebración y no sólo a partir de la celebración” (p. 89). Para la teología litúrgica quedaría -en opinión de Nardin- el intellectus ritus et precis sobre el sacramento.

Las Partes IIª y IIIª corresponden al Prof. Lameri. Se trata de una exposición clásica en su estructura (momento histórico, momento sistemático), pero renovada en la lectura e interpretación de los conceptos usuales en esta materia. El desarrollo histórico ocupa un buen número de páginas, en breves capítulos. En ellos el Autor demuestra capacidad de síntesis y de claridad expositiva. Las largas citas de las fuentes clásicas o de la teología contemporánea son pertinentes y no despistan. En este recorrido por la historia se incluyen -y es de agradecer- varios momentos relevantes y quizá menos tratados en manuales de este tipo: me refiero a la neo-escolástica (cap. 8), al movimiento litúrgico (cap. 9) y a la teología posterior al Vaticano II (cap. 12). Los futuros lectores encontrarán aquí a Leo Scheffczyk, Ratzinger, Vagaggini y Marsili, Chauvet o Colombo.

El momento sistemático comprende capítulos más extensos, distribuidos en torno a tres nociones clave de la teología contemporánea: los sacramentos a la luz de la sacramentalidad de la revelación, la Iglesia sacramento y los sacramentos de la Iglesia y, finalmente, los sacramentos desde la perspectiva del símbolo sagrado y del rito. Sin ambigüedades ni discusiones bizantinas, el Prof. Lameri propone una reflexión fundamental que, partiendo de la mens Ecclesiae expresada en el magisterio reciente (Sacrosanctum concilium, Dei Verbum y Fides et ratio) y desde el sacramento que la Iglesia celebra, conecta con equilibrio la dimensión pascual, trinitaria, eclesiológica y antropológica. Si el sacramento es interpretado desde la alianza, el encuentro, la memoria y la presencia (pp. 273-283), entenderemos qué sucede en la celebración sacramental. Desde esta óptica la mirada creyente comprende más a fondo qué significa la institución por parte de Cristo, la acción del Espíritu, el don de la gracia y el carácter, la cuestión del septenario, la eficacia del sacramento, así como el sujeto y el ministro vistos desde la comunión de la asamblea litúrgica (pp. 283-347).

El manual termina con varios materiales pedagógicos de interés: un Anexo sobre cuestiones de la praxis sacramental (evangelización, pastoral y ars celebrandi), un Apéndice sobre la debatida cuestión de los sacramentales (pp. 397-406) y una Bibliografía abundante ordenada por las temáticas afrontadas en el cuerpo del texto (pp. 407-425). El enfoque didáctico que anunciábamos el inicio queda igualmente corroborado por las síntesis, los temas de estudio y la bibliografía para profundizar con que se cierran cada uno de los capítulos del libro.

Como profesor de la misma materia, recomiendo este texto. Se percibe la sensibilidad litúrgica y hay una integración serena y clara de cuestiones muy debatidas de los últimos años. Hay una laguna, a mi entender: la referencia a Oriente, el otro pulmón de la Iglesia con el que respiraríamos una espiritualidad también renovada.


A. Berlanga, in Scripta Theologica vol. 52 (2/2020) 538-539

«Perché un libro dedicato alla “Sacramentaria fondamentale”?». È la domanda che gli autori ripropongono all’inizio della presentazione, con l’intento di richiamare la problematica relativa all’elaborazione di una teologia fondamentale sui sacramenti, motivare la loro scelta e indicare la prospettiva della loro proposta.

Tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, la messa in discussione della stessa ragion d’essere di una trattazione generale sui sacramenti ha provocato fra i teologi l’assunzione di prospettive diverse. Alcuni, per evitare la concezione astratta e univoca dell’essenza dei sacramenti, proponevano di studiare prima i singoli sacramenti (De sacramentis in specie), e poi ricercare ciò che, essendo comune ai singoli sacramenti, caratterizzasse i sacramenti in genere. Altri, invece, per non far correre alla teologia sacramentaria il rischio di rimanere condizionata da categorie soggettive, ritenevano necessaria l’elaborazione di una teologia fondamentale sui sacramenti che, partendo da una nozione aperta (analoga) di sacramento, prendesse in considerazione le istanze provenienti dalle scienze umane (antropologia culturale, filosofia delle religioni e del linguaggio, semiotica ecc.) e si confrontasse con i nuovi apporti provenienti dalla teologia biblica, patristica, cristologico-trinitaria, ecclesiologica, liturgica ecc.

Il manuale in esame si muove all’interno di questa seconda prospettiva. Esso è strutturato in tre parti (la prima è opera di Nardin, le altre due di Lameri). Nella prima parte – «Alcune questioni preliminari e metodologiche» – vengono trattati tre aspetti: «Il contesto culturale contemporaneo e l’istanza sacramentale»; «La sacramentaria nella circolarità dinamica tra fede celebrata, professata e confessata»; e «Linee di sacramentaria biblica». La seconda parte – «La comprensione del sacramento. Percorso storico» – illustra come il fatto sacramentale sia stato accolto dalla comunità credente nella sua coscienza di fede, ed espresso nel suo vissuto celebrativo e nelle diverse epoche della sua storia. Il lungo percorso – scandito da 12 capitoli che, iniziando dai Padri, conducono fino alla riflessione teologica attuale – non si limita a una mera presentazione delle formule che hanno astrattamente definito l’essenza dei sacramenti, ma è arricchito dai riferimenti al contesto storico, alla prassi e alla riflessione liturgica che di quelle formule costituiscono lo sfondo.

Nella terza parte – «Momento sistematico» –, strutturata in tre capitoli, l’evento sacramentale viene approfondito nelle sue dimensioni storico-salvifica, cristologico-trinitaria, ecclesiologica e antropologico-rituale. All’interno della visione della storia della salvezza, i sacramenti si presentano: 1) come eventi in forma rituale che, al pari di quelli storico-salvifici, rivelano Dio che agisce nell’oggi «con fatti e con parole intrinsecamente connessi tra loro» (Dei verbum, n. 2); in questo senso, il rito è l’estetica del fare creativo di Dio; 2) come azioni che Cristo compie nello Spirito Santo, unendo a sé la sua Sposa-Chiesa; 3) come azioni «teandriche» di santificazione dell’uomo da parte di Dio, e di glorificazione-culto a Dio da parte dell’uomo. Le classiche questioni legate alla trattazione sui sacramenti (istituzione, settenario, grazia, carattere ecc.) vengono rilette e interpretate alla luce delle dimensioni cristologica ed ecclesiologica. Completa questa parte il testo annesso «Evangelizzazione, sacramenti e loro degna celebrazione», costituito da due schede contenenti spunti di riflessione di natura pastorale, rispettivamente sul rapporto evangelizzazione-celebrazione dei sacramenti e sul valore della celebrazione capace di introdurre nel mistero con arte. In Appendice, vengono presentati i sacramentali in relazione ai sacramenti.

Questo volume, che espone con chiarezza gli elementi fondamentali della riflessione teologica sui sacramenti, rappresenta una ricchezza nel panorama degli studi e uno strumento utile per l’insegnamento.


S. Barbagallo, in La Civiltà Cattolica 4089 (7 novembre 2020)

Destinato principalmente agli studenti di Teologia, il vol. offre a chiunque voglia approfondirne la particolare traiettoria teologica, le fondamentali coordinate per acquisire efficacemente la dottrina cattolica sul sacramento. Articolato in tre parti – la I prende in esame gli aspetti preliminari e metodologici, la II ripercorre l’iter della riflessione ecclesiale nel corso del tempo, l’ultima interpreta l’evento sacramentale nell’orizzonte della storia della salvezza –, il saggio si presenta come una chiara e sistematica esposizione della riflessione teologica dispiegatasi lungo i secoli e reinterpretata alla luce del concilio Vaticano II.
S. Segna, in Il Regno Attualità 12/2020, 351

I due autori, oltre a vari impegni nella Congregazione per il culto divino, nell’Ufficio per le celebrazioni liturgiche del sommo pontefice e nell’Ufficio liturgico nazionale della CEI, insegnano entrambi alla Lateranense di Roma, il primo Liturgia e Sacramentaria generale e il secondo – monaco benedettino del Monte Oliveto e presbitero – Sacramentaria alla Lateranense e Storia della teologia medievale al Pontificio istituto S. Anselmo.

La loro opera, pensata come manuale per gli studenti di teologia, comprende tre Parti e un’Appendice finale. Nella semplice segnalazione del volume, illustriamo la linea espositiva seguita dagli autori.

La Parte prima (pp. 11-120) è dedicata alle questioni preliminari e metodologiche (R. Nardin). Analizza il contesto culturale contemporaneo mettendolo a contatto con l’istanza sacramentaria. Quest’ultima vede una circolarità dinamica fra fede celebrata, professata e confessata. L’autore prospetta due linee di sacramentaria biblica: la prima è costituita dalla valenza sacramentale degli eventi dell’esodo, del nuovo esodo, del loro compimento in Cristo: infedeltà del popolo, fedeltà di YHWH, alleanza riletta in termini sponsali, un orizzonte sacramentale nella storia della salvezza. Quest’ultimo comprende la nube come segno della presenza di YHWH, la celebrazione come “memoriale” della salvezza nella storia, il compimento dell’esodo in Cristo, la salvezza operante dalla presenza sacramentale del Signore risorto.

La seconda linea è data dall’orizzonte sacramentale della Rivelazione. Essa è studiata nella Fides et ratio e in altri documenti del magistero. Si studia poi il mysterion e la tipologia. La Parte seconda (pp. 121-270) analizza la comprensione del sacramento lungo un accurato percorso storico (A. Lameri): la riflessione dei Padri, il primo Medioevo (VI-XI sec.), il secondo medioevo (XII-XV sec.), il magistero prima del concilio di Trento, la Riforma protestante, il concilio di Trento, la riflessione teologica post-tridentina, la Neoscolastica, il Movimento liturgico, il rinnovamento della teologia sacramentaria prima del Vaticano II, il concilio Vaticano II, il post-concilio.

La Parte terza (pp. 271-396) è dedicata al momento sistematico (A. Lameri). Si studiano i sacramenti alla luce della sacramentalità della rivelazione (sacramento per ritus et preces, la rivelazione gestis verbisque, sacramento come incontro e alleanza, Gesù Cristo all’origine dei sacramenti, l’azione dello Spirito Santo – virtute sua – con lo studio del dono della grazia, l’ex opere operato, comprendente i temi del carattere e della “riviviscenza” della grazia. Si descrive quindi la Chiesa sacramento e i sacramenti della Chiesa: la definizione problematica della Chiesa come sacramento, il settenario sacramentale, il ministro e il soggetto, i sacramenti in genere ritus. Si nota a questo proposito l’insufficienza della nozione di segno e si passa a quella del simbolo. Il simbolo sacramentale ha una sua singolarità e “sacralità”, di cui vengono analizzate le caratteristiche soprattutto nella celebrazione eucaristica dei sacramenti.

Un Annesso (pp. 375-396) si sofferma sul rapporto tra evangelizzazione, sacramenti e loro degna celebrazione. L’Appendice (pp. 397-406) analizza i sacramentali. Ne studia alcune definizioni classiche e la loro trattazione nella Sacrosanctum concilium. Si commentano quindi gli elementi di imitazione dei sacramenti, dell’intercessione della Chiesa, il fatto che essi dispongono a ricevere l’effetto principale dei sacramenti, la santificazione di alcune circostanze della vita.

Si propone, infine, una possibile classificazione dei sacramentali, seguendo i suggerimenti di C. Tesseyre: 1) benedizioni-consacrazioni (persone, luoghi e oggetti); 2) altre benedizioni: benedizione delle persone (secondo le situazioni e le circostanze della vita) e delle realtà umane, o delle ricchezza della creazione; 3) esorcismi e suppliche; 4) processioni liturgiche; 5) esposizione del Santissimo Sacramento ecc.; 6) Liturgia della Parola; 7) Preghiere per i moribondi e rito delle esequie.

Ogni suddivisione maggiore della trattazione si conclude con una nota di sintesi, una sintetica bibliografia per l’approfondimento e un breve elenco di temi di studio possibili per gli studenti. Il volume si chiude con la Bibliografia ragionata (pp. 407-425), le Abbreviazioni e le sigle (p. 426), l’Indice dei nomi (pp. 427-434).

Il volume rappresenta un manuale che può essere molto utile agli studenti ma anche per una consultazione e un aggiornamento da parte dei presbiteri e di quanti sono incaricati ufficialmente della celebrazione dei sacramenti e dei sacramentali.


R. Mela, in SettimanaNews.it 28 febbraio 2020