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Le sette opere di misericordia
Anselm Grün

Le sette opere di misericordia

Perché il mondo sia trasformato

Prezzo di copertina: Euro 12,00 Prezzo scontato: Euro 10,20
Collana: Spiritualità 168
ISBN: 978-88-399-3168-9
Formato: 13,2 x 19,3 cm
Pagine: 144
Titolo originale: Damit die Welt verwandelt wird. Die sieben Werke der Barmherzigkeit
© 2015, 20162

In breve

Al seguito del vangelo, nel corso di una tradizione secolare, il mondo cristiano ha sviluppato sette opere di “misericordia corporale” e sette di “misericordia spirituale”. Grün non si limita semplicemente a passarle in rassegna e a descriverle. Cerca soprattutto di attualizzarle: pagina dopo pagina ne fornisce una versione aggiornata, in modo che noi ci sentiamo chiamati direttamente in causa, nella nostra realtà quotidiana, a sperimentarle e realizzarle. E dimostra, così, quanto possa risultare benefico rendersi disponibili agli altri.

Descrizione

Papa Francesco ha scelto la misericordia come cifra del suo pontificato. Nella misericordia egli vede l’atteggiamento fondamentale di Gesù, soprattutto nei confronti dei poveri. Quando usiamo misericordia verso noi stessi e verso coloro che incontriamo, noi partecipiamo della natura di Dio e rendiamo visibile in questo mondo lo Spirito di Cristo Signore.

Nella tradizione cristiana, a questo riguardo, si sono andate sviluppando sette opere di misericordia corporale e sette di misericordia spirituale. Anselm Grün cerca di darne una versione aggiornata, descrivendole in modo che noi oggi ci sentiamo chiamati direttamente in causa, nella nostra realtà quotidiana. Incoraggia perciò le sue lettrici e i suoi lettori a riscoprire il valore attualissimo delle opere di misericordia. E dimostra, così, quanto possa risultare benefico essere disponibili per gli altri: essere misericordiosi.

Commento

Nuova edizione del libro Perché il mondo sia trasformato. Le sette opere di misericordia(ed. it. 2009), con una Prefazione all’edizione italiana.

Recensioni

Nel contesto del Giubileo straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco in questo Anno Santo, l’agile volume Le Sette Opere di Misericordia. Perché il mondo sia trasformato del teologo e monaco benedettino Anselm Grün – scritto nel 2008 e riedito nel 2015 dalla casa editrice Queriniana per l’anno giubilare – diventa un ottimo strumento per la riflessione personale o comunitaria, che accompagna in un cammino di formazione e di crescita. Il filo rosso che lega le pagine di questo scritto è il tema della misericordia, nel quale è possibile intravedere l’atteggiamento di Gesù verso i poveri.

Il testo, articolato in 2 capitoli e preceduto da una ricca e dettagliata introduzione storica sulle opere di misericordia, spaziando dalla Sacra Scrittura al pensiero di filosofi e teologi, presenta una per una le Sette Opere di Misericordia Corporali (cap. I) e Spirituali (cap. II) con puntuali riferimenti che permettono di cogliere la portata e la valenza che hanno per la vita del cristiano.

L’autore, con dovizia di particolari, descrive le singole opere di misericordia presentandole come un sacramento dell’agire: «attraverso il nostro operato misericordioso questo mondo anela a essere trasformato. L’opera di Gesù vuole proseguire benefica in questo mondo tramite il nostro agire» (p. 27). Grün invita i lettori ad essere sempre pronti ai bisogni del fratello e ad essere misericordiosi come Dio lo è con noi; questa dimensione del servizio può far sperimentare una particolare forma di ricompensa interiore: infatti – scrive l’autore – le nostre azioni hanno sempre anche un effetto su noi stessi (p. 19).

Pagina dopo pagina vengono passate in rassegna le singole opere corporali e spirituali; l’autore non si ferma semplicemente a descriverle ma cerca di attualizzarle per poterle sperimentare nel mondo di oggi.

L’opera dar da mangiare agli affamati, così come le successive Dar da bere agli assetati e vestire gli ignudi, non è presentata come un semplice comando per soddisfare il bisogno di qualcuno che ha necessità di cibo, di acqua o di vestiario: piuttosto è un monito alla continua condivisione della nostra stessa vita; è un «aprirci gli occhi per le situazioni in cui possiamo condividere la nostra esistenza» (p. 35). Sono opere che fanno scoprire una particolare carità e una straordinaria capacità del dono di sé.

Allo stesso modo, la trattazione delle opere alloggiare i pellegrini e Visitare gli infermi scuote la nostra sensibilità e riveste ognuno di una responsabilità non indifferente. Ogni cristiano è chiamato a difendere la causa dei “pellegrini”, ovvero degli emarginati, degli stranieri, a «rispettarne la dignità e tutelarla quando questa non è garantita dagli altri» (p. 55). Il cristiano è chiamato anche a prestare attenzione all’infermo, che spesso viene emarginato dalla società. Fare visita a un malato in senso cristiano non vuol dire soltanto dimostrare la propria preoccupazione e il proprio legame con il malato (p. 63). Far visita a qualcuno vuol dire «cercare intensamente l’altro, voler individuare il posto dove si trova. Nel significato più profondo, quindi, visitare significa avere interesse per l’altro: mi metto alla ricerca per trovarlo e conoscerlo davvero» (p. 63).

Visitare i carcerati assume un significato particolare; non è solo un invito a visitare qualcuno detenuto nel carcere pubblico. Esistono – si legge nel testo – anche altri tipi di prigionia: «una persona può essere rinchiusa nel carcere della propria paura, in attesa che qualcuno vada a trovarla» (p. 61). Seppellire i morti, infine, è da intendersi come opera di misericordia nella misura in cui con la sepoltura si rende onore al defunto, così come Giuseppe di Arimatea e le donne hanno fatto con Gesù. Così facendo, chi seppellisce dignitosamente un defunto opererà nei confronti di Cristo stesso (p. 78).

Il capitolo II è dedicato alle Opere di misericordia spirituale. Anche qui la descrizione è intensa, con numerosi rimandi alla Sacra Scrittura e molteplici rifacimenti alla vita. Ammonire chi cade in errore desta in noi il compito di far notare a chi sbaglia che è nella direzione errata: non è una condanna, piuttosto un aiuto. Insegnare agli ignoranti non consiste in una trasmissione nozionistica di concetti, ma si traduce «nell’aiutare le persone nella loro fede, a vivere la loro esistenza in base alla fede» (p. 88), e di seguito le altre Consigliare i dubbiosi, consolare gli afflitti, sopportare pazientemente le persone moleste, perdonare volentieri coloro che ci offendono, fino all’ultima, pregare per i vivi e per i morti, mediante la quale è possibile esprimere l’amore verso gli altri non solo in questa vita, ma anche nel processo della morte (p. 128).

«Otteniamo la salvezza per mezzo della fede – scrive Grün – e non per mezzo delle opere. Ma soltanto se la nostra fede si esprime anche nelle opere di misericordia saremo beati. Essere beati non significa ottenere la salvezza, ma essere felici, essere in armonia con se stessi» (p. 132).


S. Casalunga, in Quaderni Biblioteca Balestrieri 1/2016, 148-150

Un monaco benedettino, autore fra i più conosciuti di testi di spiritualità, cerca qui di dare una lettura delle opere di misericordia che ci interpelli in quanto uomini di oggi, nella nostra realtà quotidiana, nell’agire concreto e nell’aspetto spirituale dell’agire concreto. Il testo del vangelo di Matteo sul giudizio finale in cui Gesù si identifica con i malati, gli affamati, gli ignudi, ha sempre toccato i cristiani, è stato considerato la sintesi del messaggio di Cristo e da esso la tradizione ha sviluppato le sette opere di misericordia. Proprio in essa papa Francesco ha colto un importante aspetto del suo pontificato e il nucleo centrale della predicazione evangelica, con particolare attenzione ai poveri.
In Mondo e Missione 3/2016

In vista dell'apertura del Giubileo straordinario della misericordia voluto da papa Francesco, che inizierà 1'8 dicembre, torna opportunamente in libreria il volumetto scritto dal monaco benedettino tedesco Anselm Grün. In questa versione aggiornata (la prima edizione risale al 2008) l'autore ripropone all'attenzione e alla meditazione dei lettori una riflessione feconda, profonda e concreta sulle opere di misericordia, corporali e spirituali, che la dottrina della Chiesa suggerisce di praticare a tutti i credenti come autentica testimonianza di fede e di coerente amore cristiano. Ogni capitolo del libro è dedicato a ciascuna opera, descritta in profondità sotto molteplici punti di vista che non mancano di chiarire anche gli aspetti psicologici e umani, oltre che quelli piu prettamente etici e religiosi, di cui è impregnata tutta la realtà sociale e globale del mondo in cui viviamo. Le sette opere di misericordia corporali e spirituali, riviste da una prospettiva che si richiama con forza alla realtà contingente, sono qui esaminate secondo una chiave di lettura che le radica profondamente nella vita quotidiana. Vengono infatti descritte e commentate non solo con il contributo di autorevoli considerazioni teologiche e dottrinarie, ma anche attraverso interpretazioni profondamente calate nel mondo attuale, individuandone le specifiche caratteristiche religiose che le fanno risalire a un preciso e più autentico modello evangelico e alle testuali parole di Gesù riportate nel Nuovo Testamento. Riferendosi, inoltre, sia alla tradizione biblica ebraica dell'Antico Testamento, sia alle enunciazioni di natura teologica e pratica che si ritrovano negli scritti dei Padri della Chiesa e nelle epistole neotestamentarie di san Paolo e di altri apostoli, il teologo e monaco benedettino tedesco fornisce, con uno stile semplice, diretto e persuasivo, gli strumenti teologici e pratici per vivere più compiutamente e con più fede questo nuovo Anno santo. Nel pubblicare questa sorta di vademecum rivolto a tutti e nell'esaminare ogni singola opera di misericordia, Grün cerca di spiegare anche come e perché certi modi di intendere e visualizzare le opere di misericordia siano stati ritenuti, sia in ambito ecclesiale, sia nel mondo laico, sia dal senso comune, difficili da mettere in pratica per ragioni di varia natura, anche legate a pregiudizi sociali o morali e inesattezze interpretative che ne hanno inficiato in una certa qual maniera il significato autentico e la pratica odierna. II lettore viene aiutato, allora, a saper cogliere, identificare e riconoscere, in ognuna delle opere di misericordia spirituale e corporale, tutta la ricchezza e la bellezza della sua espressione concreta e pratica, liturgica e religiosa. E, pertanto, si sentirà chiamato direttamente in causa e incoraggiato a vivere, con maggiore entusiasmo e più intensa genuinità evangelica, le opere di misericordia che la tradizione cristiana ha tramandato nei secoli. Riscoprendo quanto esse si rivelino attuali oggi più che mai, poste a base e fondamento della presenza di Cristo in mezzo ai poveri, in mezzo agli uomini, in mezzo a noi.


N. Di Mauro, in Il Nostro Tempo 42 (22 novembre 2015)