Esiste un aiuto 'cristiano'? L’importante è aiutare, ma consapevolmente. Con linguaggio non religioso, ma evangelico, i tratti ricordano la profezia bonhoefferiana, Fellinger audacemente ed appropriatamente lo delinea così; «L'aiuto specificamente cristiano, come lo intende Gesù, è l'agire incondizionato e non religiosamente motivato».
«La mano aperta sta per la domanda "Che cosa vuoi?" e si lascia guidare nell'offrire aiuto. Un principio che ho appreso nel mio lavoro con persone sordo-cieche», afferma l'autore.
Qui tutta la problematicità e le prospettive della relazionalità sociale che comporta il gesto gratuito dell'aiutare per poter essere davvero di aiuto. Il passo biblico metodologico è la parabola del Buon Samaritano (Luca 10,25-37). Tratti di concreta poesia costellano lo sviluppo dello scritto.
Nella collana dl recente costituzione 'lnOltre' della Queriniana, ecco un testo che può trovare certamente spazio nei percorsi di Teologia Pratica. Percorsi non solo accademici, ma in tutti gli ambienti della 'teologia scalza': circoli di studi biblici, gruppi di lettura, scuole della Parola.
Chiara Giaccardi, nella Prefazione all'edizione italiana, dal titolo: «Oltre il paternalismo: aiutare è vivere umanamente», scrive puntualmente: «In un'epoca caratterizzata dalla disattenzione civile e dalla globalizzazione dell'indifferenza, interrogarsi sul significato autentico dell'aiuto e della presenza per l'altro diventa un'urgenza sociale ed esistenziale», e ancora: «In un tempo io cui l'aiuto rischia di essere ridotto a tecnica sociale, a servizio erogato o a gesto formale, questo volume restituisce alla relazione di aiuto la sua dignità filosofica e la sua potenzialità trasformativa, invitando a ripensare non solo come aiutiamo, ma chi diventiamo attraverso l'aiuto».
Il profilo biografico dell'autore: Markus Fellinger, 1962, pastore evangelico, assistente sociale e teologo, già cappellano evangelico di un carcere in Austria, con esperienza pluriennale nella consulenza sistemica e come supervisore in diversi settori del mondo nonprofit. Attualmente è il responsabile dell'assistenza spirituale nelle carceri della Bassa Austria e portavoce della cura pastorale evangelica.
Siamo frammenti, bisognosi di aiuto, il che non è disonorevole, è parte della nostra dignità e finitudine creaturale. Occorre discernimento per rintracciare anche le forme di dominio inserite nei meccanismi di soccorso. Come ausilio per il discernimento sono forniti dieci criteri interpretativi.
Scrive Fellinger: «"Aiutare concretamente" non è, pertanto, solo un comportamento esteriore corretto o un metodo, ma è sintomo di un essere, dell'essere nell'amore, che si mostra nelle situazioni concrete della vita e chiede di essere sviluppato. "Aiutare" è come una dote propria della creazione, un materiale grezzo, che ha bisogno di responsabilità e di ricevere una bella forma».
I dieci criteri ricavati dalla prassi in vista di un aiuto maturo servono a rendere più sensibile la percezione di sé e della complessa relazione che è l'aiuto. Perché una condotta responsabile con le persone presuppone una autopercezione critica». Per una Teologia davvero Pratica.
M. Abbà, in
Rocca 5/2026, 61