In breve
Un libro-dono di pregio editoriale: da sfogliare e da leggere, da regalare e da regalarsi
Tra rigore e racconto: uno specialista internazionale che ci coinvolge come un narratore v- con un ritmo, ironia e uno sguardo a tutto campo
Una cavalcata di duemila anno dentro uno dei più potenti immaginari dell’Occidente, che incanta grandi e piccini
Descrizione
Nel 1164 un convoglio di Federico Barbarossa lascia Milano, appena distrutta, e risale verso Colonia. Trasporta ossa che si dicono dei tre re Magi. Una leggenda medievale ne attribuiva il ritrovamento a Elena, madre dell’imperatore Costantino: una “invenzione”, nel senso antico della parola.
Eppure Matteo, l’unico evangelista che ne parla, non dice quanti fossero né come si chiamassero, e nemmeno che fossero re. Numero, nomi, corone sono arrivati dopo: anche questi sono “invenzioni”, stavolta nel senso moderno.
Eric Vanden Eykel, studioso statunitense degli apocrifi cristiani, rilegge i dodici versetti del Vangelo secondo Matteo così come poteva ascoltarli un uditorio del I secolo dopo Cristo e vi trova un racconto politico: stranieri d’Oriente cercano il vero re dei Giudei sotto gli occhi di Erode. Ben presto, però, quella vicenda mostra di avere una seconda vita: le catacombe di Priscilla e i mosaici di Ravenna, gli apocrifi in cui i Magi diventano dodici o marciano alla testa di eserciti, i padri della chiesa, il presepe di Greccio e l’affresco di Giotto, via via fino a O. Henry e ai Monty Python. Senza tacere certe pagine buie, come l’uso antiebraico della narrazione.
Ne esce la biografia di un racconto che dice abbastanza da accendere la curiosità e troppo poco per spegnerla. Per questo, da duemila anni, nessuno smette di completarlo.