Che cosa rende speciale il Vangelo secondo Matteo rispetto agli altri testi? Qual è, in altre parole, il suo tema peculiare? Secondo un gruppo di biblisti della Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna esso è «la vicinanza di Dio all’uomo tramite il Figlio, l’Emmanuele» (p. 13). Da qui il titolo del volume che presentiamo, “L’Emmanuele. Sguardi sul Vangelo di Matteo”, appena pubblicato da Queriniana a cura di Paolo Mascilongo e Giacomo Violi.
«Il lavoro dei nove studiosi è stato quello di […] vedere come il mistero grande dell’Emmanuele sia connesso con le varie dimensioni teologiche del primo vangelo» (p. 6). In effetti questo titolo – come spiega il presbitero cappuccino Maurizio Guidi – «esprime la presenza fedele e solidale di Dio con il suo popolo mediante questo Messia» (p. 51). «La promessa salvifica si realizza non in forza dei meriti umani, ma per la fedeltà di Dio alla sua alleanza, di cui il nome Emmanuele costituisce sintesi e sigillo» (p. 52).
Il Vangelo secondo Matteo nasce in una comunità a maggioranza giudaica ma, come spiega don Paolo Bovina, il suo universalismo «non nasce in rottura con la missione iniziale, ma ne rappresenta il pieno sviluppo secondo una logica di fedeltà e di ampliamento» (p. 138). In altre parole, «Israele non è sostituito, ma la sua vocazione si dilata: l’elezione non è annullata, ma resa universale nella sua finalità. […]. L’appartenenza non è più etnica, ma fondata sul discepolato. Il regno dei cieli si apre a tutti, ma resta radicato in Israele» (p. 155).
A pochi giorni dal Natale riflettere, con la guida di autorevoli esperti della Sacra Scrittura, sul mistero di un Dio che si fa così vicino all’umanità al punto di incarnarvisi è un dono prezioso.
F. Casazza, in
L’Ancora 21 dicembre 2025