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Il Nuovo Testamento dalla A alla Z
James F. McGrath

Il Nuovo Testamento dalla A alla Z

Quello che gli studiosi conoscono e che tutti vorrebbero sapere

Prezzo di copertina: Euro 33,00 Prezzo scontato: Euro 31,35
Collana: Books
ISBN: 978-88-399-3247-1
Formato: 13,5 x 21 cm
Pagine: 304
© 2026

In breve

«Un’introduzione coinvolgente e approfondita al Nuovo Testamento: James McGrath si chiede quale fu il luogo di nascita di Gesù (una stalla?), se Gesù avesse il cromosoma Y o se credesse nell’inferno. Un libro illuminante, colto e divertente» Pete Enns

Una risorsa eccezionale per comprendere il Nuovo Testamento, oltre che una lettura assai piacevole

Descrizione

Sapevate che Gesù faceva giochi di parole? O che Paolo non chiama mai se stesso o le persone a cui scrive “cristiani”? O che ignoriamo chi abbia scritto la Lettera agli Ebrei, né se si tratti davvero di una lettera?
James McGrath fa luce su questi e molti altri fatti sorprendenti. Sfatando miti comuni e malintesi su passaggi problematici, guida i lettori attraverso i meandri della critica più rigorosa. Lo studioso americano, in questa sua agile introduzione al Nuovo Testamento, mette a disposizione dei profani le sue conoscenza specialistiche.
Ogni capitolo di questo volume fresco e accessibile inizia con un aneddoto o un fatto provocatorio, per poi svelare ai più curiosi fra i lettori come gli studiosi di professione affrontano la questione. Pagina dopo pagina McGrath spiega con umorismo e chiarezza la terminologia e la metodologia poco familiari ai non specialisti, per ravvivare la nostra conoscenza della seconda parte della Bibbia cristiana.
In definitiva, questo non è semplicemente l’ABC per chi ambisce a conoscere il Nuovo Testamento: McGrath parte da lì, dai “fondamentali”, ma conduce i lettori molto più lontano (e in profondità).

Recensioni

Il volume di James F. McGrath, studioso statunitense con una lunga esperienza di divulgazione, si presenta come una guida introduttiva al Nuovo Testamento ed è strutturata in modo originale: ogni capitolo, infatti, corrisponde a una lettera dell’alfabeto (inglese) e affronta un tema specifico. L’opera nasce nel 2023, pubblicata da Eerdmans negli USA e tradotta utilmente da Queriniana (notiamo subito che nella traduzione non è stato possibile mantenere loriginale sequenza alfabetica).

Oltre ai ventisei capitoli, il libro presenta un utile indice degli argomenti alla fine e, lungo i capitoli, brevissimi glossari laterali e sezioni bibliografiche per ogni soggetto, necessarie per gli approfondimenti. Va detto subito che il libro si presenta innovativo per il lettore medio interessato alla Scrittura; non ha infatti niente a che vedere con le “normali” introduzioni al Nuovo Testamento, pur contenendo, alla fine, tantissime informazioni che sono condivise con quei testi più classici.

La distribuzione degli argomenti è però differente: viene suddivisa nei vari capitoli mostrando, di volta in volta, quelle che sono le conoscenze critiche degli esperti in modo semplice e applicate caso per caso. Si potrebbe dire che l’approccio è induttivo: i metodi della critica storica non vengono spiegati in astratto, ma emergono in risposta a problemi concreti. Spesso i capitoli sono concepiti come risposte a domande specifiche, formulate anche in modo originale o ironico (come, ad esempio: «Plagio nei Vangeli?» o «Cromosoma Y?»).

Il tono complessivo è spesso leggero, senza nulla togliere alla profondità di conoscenze dell’autore; certamente ciò rende la lettura più scorrevole, anche se a volte può disturbare un po’ il lettore italiano, meno abituato a un certo tipo di umorismo.

Qualche esempio dei temi affrontati: la nascita di Gesù, la risurrezione, Gesù come Messia, il ruolo delle donne, i miracoli, la vita oltre la morte, i detti di Gesù, l’uso dell’Antico Testamento, la figura di Maria. I capitoli presentano il problema e offrono piste di soluzione, senza voler risolvere tutto, ma mostrando la necessità di uno studio attento e rigoroso per comprendere in modo non fuorviante ciò che la Scrittura dice. In effetti, come dice l’autore a proposito, nel cap. 24, «il problema più grosso della nostra epoca non è che applicare il Nuovo Testamento sia difficile e laborioso. Il problema più grosso, piuttosto, è che molte persone credono o fingono che sia qualcosa di facile» (p. 282).

L’interesse del libro non è solo nell’ampiezza dei temi affrontati, ma anche nel rigore con cui l’autore, che si rifà principalmente ai metodi di tipo storico-critico, affronta gli argomenti proposti, mai banalizzati, anche se raccontati in modo accessibile al lettore. Così, un punto di forza del volume è la capacità di suscitare curiosità (chi vorrà approfondire, troverà ad ogni capitolo una serie di testi utili, anche se quasi tutti in inglese). Come afferma lo stesso McGrath: «Questo libro è un’introduzione. Presenta le cose essenziali che gli studiosi del Nuovo Testamento sanno sul Nuovo Testamento e che assolutamente chiunque sia interessato al Nuovo Testamento dovrebbe sapere. Gli studiosi partono da queste basi e scavano nei dettagli specifici in modi che vanno oltre quello che hai trattato qui. Voi ora avete gli strumenti e la conoscenza essenziale che vi servono per fare lo stesso» (p. 287).

In effetti, un libro come questo – serio nei contenuti, ma piacevole nella forma – può essere lo strumento giusto per accendere quella curiosità e incoraggiare uno studio più consapevole delle Scritture.<br>P. Mascilongo, in <i>Parole di vita</i> 4/2026, 58

Il volume di James F. McGrath, studioso statunitense con una lunga esperienza di divulgazione, si presenta come una guida introduttiva al Nuovo Testamento ed è strutturata in modo originale: ogni capitolo, infatti, corrisponde a una lettera dell’alfabeto (inglese) e affronta un tema specifico. L’opera nasce nel 2023, pubblicata da Eerdmans negli USA e tradotta utilmente da Queriniana (notiamo subito che nella traduzione non è stato possibile mantenere loriginale sequenza alfabetica).

Oltre ai ventisei capitoli, il libro presenta un utile indice degli argomenti alla fine e, lungo i capitoli, brevissimi glossari laterali e sezioni bibliografiche per ogni soggetto, necessarie per gli approfondimenti. Va detto subito che il libro si presenta innovativo per il lettore medio interessato alla Scrittura; non ha infatti niente a che vedere con le “normali” introduzioni al Nuovo Testamento, pur contenendo, alla fine, tantissime informazioni che sono condivise con quei testi più classici.

La distribuzione degli argomenti è però differente: viene suddivisa nei vari capitoli mostrando, di volta in volta, quelle che sono le conoscenze critiche degli esperti in modo semplice e applicate caso per caso. Si potrebbe dire che l’approccio è induttivo: i metodi della critica storica non vengono spiegati in astratto, ma emergono in risposta a problemi concreti. Spesso i capitoli sono concepiti come risposte a domande specifiche, formulate anche in modo originale o ironico (come, ad esempio: «Plagio nei Vangeli?» o «Cromosoma Y?»).

Il tono complessivo è spesso leggero, senza nulla togliere alla profondità di conoscenze dell’autore; certamente ciò rende la lettura più scorrevole, anche se a volte può disturbare un po’ il lettore italiano, meno abituato a un certo tipo di umorismo.

Qualche esempio dei temi affrontati: la nascita di Gesù, la risurrezione, Gesù come Messia, il ruolo delle donne, i miracoli, la vita oltre la morte, i detti di Gesù, l’uso dell’Antico Testamento, la figura di Maria. I capitoli presentano il problema e offrono piste di soluzione, senza voler risolvere tutto, ma mostrando la necessità di uno studio attento e rigoroso per comprendere in modo non fuorviante ciò che la Scrittura dice. In effetti, come dice l’autore a proposito, nel cap. 24, «il problema più grosso della nostra epoca non è che applicare il Nuovo Testamento sia difficile e laborioso. Il problema più grosso, piuttosto, è che molte persone credono o fingono che sia qualcosa di facile» (p. 282).

L’interesse del libro non è solo nell’ampiezza dei temi affrontati, ma anche nel rigore con cui l’autore, che si rifà principalmente ai metodi di tipo storico-critico, affronta gli argomenti proposti, mai banalizzati, anche se raccontati in modo accessibile al lettore. Così, un punto di forza del volume è la capacità di suscitare curiosità (chi vorrà approfondire, troverà ad ogni capitolo una serie di testi utili, anche se quasi tutti in inglese). Come afferma lo stesso McGrath: «Questo libro è un’introduzione. Presenta le cose essenziali che gli studiosi del Nuovo Testamento sanno sul Nuovo Testamento e che assolutamente chiunque sia interessato al Nuovo Testamento dovrebbe sapere. Gli studiosi partono da queste basi e scavano nei dettagli specifici in modi che vanno oltre quello che hai trattato qui. Voi ora avete gli strumenti e la conoscenza essenziale che vi servono per fare lo stesso» (p. 287).

In effetti, un libro come questo – serio nei contenuti, ma piacevole nella forma – può essere lo strumento giusto per accendere quella curiosità e incoraggiare uno studio più consapevole delle Scritture.


P. Mascilongo, in Parole di vita 4/2026, 58

«Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!». Così Gesù contro gli scribi e i farisei (Matteo23,24) ricorrendo a un paradosso che tutti ricordano in altro conio, quello del «cammello e della cruna dell'ago» (Matteo19,24). È, invece, arduo scoprire che Gesù aveva usato un gioco di parole nella lingua allora parlata, l'aramaico: in essa "moscerino" era galma, mentre "cammello'' era gamla.

Il Battista si cibava nel deserto di "cavallette" (Marco1,6), peraltro ancora oggi offerte in Oriente tostate e ricoperte di cioccolato (si pensi pure all'attuale discussa farina di insetti). Come si spiega che alcuni testi cristiani antichi affermino che Giovanni si cibasse di "frittelle", forse cotte col miele selvatico, pure evocato nella sua dieta dai Vangeli? Forse c'è un'altra assonanza che ha generato una simile variazione: in greco "cavalletta" è ákrise "frittella" enrkís.

Potremmo proseguire a lungo in questi giochi linguistici, così come è facile affrontare altri enigmi biblici. Ad esempio, rilevante era la gematria che calcolava il valore numerico delle lettere di una parola o, al contrario, si risaliva dai numeri alle lettere per cui il celebre 666 della Bestia dell'Apocalisse potrebbe essere la somma della trascrizione in ebraico diNeron Kaisar.

Le tre scansioni della genealogia di Gesù, che Matteo computa ciascuna in 14 anelli problematici, in realtà ricalcherebbero la somma dei numeri sottesi alle tre lettere DWD di "Davide", confermando attraverso questa numerologia la davidicità di Cristo (termine che è la resa greca dell'ebraico mashiah-"messia", letteralmente l'“unto” sacralmente).

Luca nei suoi due scritti (Vangelo e Atti degli apostoli) rivelauna curiosa attenzione ai cibi: sarà il caso di accostarvi Paolo che in 1 Corinzi8-10 affronta la strana questione degli "idolotiti", ossia la liceità o meno dei cristiani di cibarsi con carni sacrificate agli idoli e parzialmente riconsegnate agli offerenti per i loro banchetti.

Per non parlare poi del delicato rapporto dei giudeo-cristiani e dello stesso Gesù col cibo kosher, avallato dall'autorità ebraica. Vagando liberamente nelle pagine evangeliche, è azzardato immaginare che Gesù sia nato in una stalla, tant'è vero che i Magi lo scoprono in una casa, mentre complicata è la datazione del Natale e della stessa era cristiana. E all'altro capo del filo biografico di Gesù, come spiegare alla sua morte l'eclisse, il terremoto e i sepolcri scoperchiati con i risorti?

Com'era, poi, la forma particolare della croce, probabilmente un po' diversa da quella dominante nei secoli tanto da essere un problema "cruciale" per gli studiosi? I seguaci del Crocifisso Risorto sono i "cristiani": questo titolo è, però, assente nei Vangeli e in Paolo, e nel Nuovo Testamento ricorre solo tre volte, soprattutto quando fu applicato ai discepoli di Cristo per la prima volta ad Antiochia (Atti11,26). Agli esordi della nuova religione i cristiani erano, invece, denominati come i «seguaci della Vita» (Atti 9,2;24,14) sulla scia dell'affermazione di Cristo: «Io sono la Via, la Verità e la Vita» (Giovanni 14,6).

Riguardo all'Apostolo nel complesso sistema delle attribuzioni delle sue Lettere potrà sorprendere alcuni il fatto che un gioiello letterario come la Lettera agli Ebrei a un’analisi accurata riveli queste caratteristiche certe di base: non è di Paolo, non è una Lettera, non è destinata agli Ebrei.

A questo punto ci fermiamo nella nostra lunga (e pur solo emblematica sequenza di apparenti provocazioni sul testo del Nuovo Testamento per invitare i lettori a scoprire molto altro attraverso un delizioso (talora persino con una punta di umorismo) volume di un biblista americano che insegna negli Usa a Indianapolis, titolare anche di un popolare blog Religion Prof, James F. McGrath. Questa, che è la sua prima opera tradotta in italiano, si intitola Il Nuovo Testamento dalla A alla Zma significativo è il sottotitolo: «Quello che gli studiosi conoscono e che tutti vorrebbero sapere».

Non si creda, però, che di scena siano solo componenti storiche, linguistiche e letterarie. Ampio spazio è riservato anche a questioni teologiche generali. Così entrano sotto l'obiettivo dello studioso – sempre in maniera molto originale e inattesa – la nascita verginale di Gesù, oppure la questione femminile, la cristologia, i criteri di storicità della figura di Cristo, l'ermeneutica, l'escatologia, la morale, l'interazione col giudaismo e così via. Sempre, però, l'approccio è sorprendente e incrocia i temi coi dati specifici e concreti svelando terminologie e contenuti poco familiari e fin ignoti ai non specialisti.


G. Ravasi, in Il Sole24Ore 24 maggio 2026, XI