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Filosofia della religione
Tim Bayne

Filosofia della religione

Una breve introduzione

Prezzo di copertina: Euro 16,00 Prezzo scontato: Euro 15,20
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Collana: Sintesi
ISBN: 978-88-399-2961-7
Formato: 11,5 x 19 cm
Pagine: 152
Titolo originale: Philosophy of Religion. A Very Short Introduction
© 2020

In breve

«La lettura di questo libro gratificherà i credenti in una pagina per sconvolgerli nella successiva, a prova dell’ammirevole imparzialità di Bayne» Terry Eagleton.

«L’autore saggiamente non trae conclusioni semplicistiche, ma crea i presupposti per ulteriori esplorazioni e approfondimenti» Kevin Folkman.

Descrizione

Malgrado un rapporto spesso burrascoso, filosofia e religione si sono profondamente plasmate a vicenda su temi “di confine”.
Tim Bayne, in questo vivace testo introduttivo, esplora tutto il ventaglio delle classiche questioni che stanno alla base della filosofia della religione: che cosa implica il concetto di Dio? È possibile dimostrare che Dio esiste? Come dovremmo intendere la relazione tra fede e ragione? È possibile conciliare la presenza del male con la credenza in un Dio benevolo e onnipotente? La scienza potrebbe minare la razionalità di una fede nel divino? È possibile, o piuttosto desiderabile, una vita dopo la morte? In maniera competente e stimolante Bayne si confronta con tutte queste domande, e con molte altre ancora.

Recensioni

L’a. presenta una breve introduzione alle questioni fondamentali della filosofia della religione, dal punto di vista di un filosofo della mente e delle scienze cognitive. La questione di Dio, gli argomenti a favore della sua esistenza e del suo nascondimento, il problema del male, le radici della credenza religiosa, unitamente alla possibilità di parlare di Dio e di ciò che sta oltre questa vita, vengono affrontati mediante una razionalità che sa distinguersi dalla religione, senza tuttavia negare le sue pretese veritative. La lettura di questo agile libretto non lascerà il lettore con l’amaro in bocca, ma sarà per lui l’occasione di riflettere sui criteri di legittimazione razionali delle proprie credenze.
G. Coccolini, in Il Regno Attualità 14/2020, 416

Nel paragrafo 99 dell’enciclica Fides et ratio, pubblicata da Giovanni Paolo II nel 1998, si legge: «La riflessione filosofica molto può contribuire nel chiarificare il rapporto tra verità e vita, tra evento e verità dottrinale e, soprattutto, la relazione tra verità trascendente e linguaggio umanamente intelligibile. La reciprocità che si crea tra le discipline teologiche e i risultati raggiunti dalle differenti correnti filosofiche può esprimere, dunque, una reale fecondità in vista della comunicazione della fede e di una sua più profonda comprensione». Fedele a una lunga tradizione, il santo Pontefice polacco sottolinea con forza il significato e il valore del legame che da molti secoli intercorre tra pensiero filosofico e dimensione religiosa.

Dell’esistenza di tale relazione è convinto anche Tim Bayne, autore del libro Filosofia della religione. Una breve introduzione (Queriniana, pagine 147, euro 16), nel quale vengono sinteticamente prese in considerazione le principali questioni che comportano l’incontro (e a volte lo scontro) tra la speculazione filosofica e l’universo teologico–religioso. Inizialmente, l’autore si sofferma sul concetto di Dio e sulla dimostrabilità della sua esistenza attraverso prove fondate sulla ragione. Poi Bayne affronta il tema del nascondimento di Dio e della fede. Un ulteriore capitolo è dedicato al drammatico problema del male, la cui presenza costituisce per molti un ostacolo insormontabile sulla via che conduce al credere in Dio. L’autore discute anche delle origini della religione, della figura dell’homo religiosus e della possibilità di parlare di Dio. Il libro si conclude con un capitoletto centrato sul tema dell’aldilà. Scrive Bayne: «Nonostante la lunga storia della riflessione filosofica sulle questioni religiose, molte persone rimangono sorprese quando scoprono l’esistenza di un’impresa come la filosofia della religione. La religione e la filosofia – affermano – sono come l’olio e l’acqua: semplicemente non si mescolano».

Si tratta di convinzioni antichissime: a questo proposito, basta ricordare la posizione assunta da Tertulliano, il noto autore cristiano vissuto a cavallo tra II e III secolo, che affermò con particolare nettezza che non c’era alcun punto in comune tra Atene, simbolo del sapere e della filosofia, e Gerusalemme, simbolo della salvezza e della fede. Bayne si colloca sulla posizione opposta e propone all’attenzione del lettore varie argomentazioni finalizzate a contestare le tesi di chi separa radicalmente il filosofare e il credere. A tale scopo risulta opportuna la sua scelta di citare alcuni nomi di pensatori che hanno saputo recare straordinari contributi alla filosofia della religione: sant’Agostino e san Tommaso, Scoto e Ockham, Cartesio e Leibniz, Maimonide e Spinoza, Avicenna e Averroè.


M. Schoepflin, in Avvenire 14 luglio 2020, 26