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Come germoglio nella steppa
Marie-Lucile Kubacki

Come germoglio nella steppa

Prezzo di copertina: Euro 26,00 Prezzo scontato: Euro 24,70
Collana: Books
ISBN: 978-88-399-4172-5
Formato: 13,5 x 21 cm
Pagine: 240
© 2026

In breve

Prefazione del card. Giorgio Marengo

“Una penna magistrale, che ci propone la Mongolia in un gioco di specchi, come un piccolo laboratorio di un possibile rinnovamento cristiano. E se fosse proprio questa minuscola comunità il punto dal quale ricominciare?” – R. Ferrauto, Donne Chiesa Mondo

Un’inchiesta giornalistica rigorosa che intreccia reportage di viaggio, antropologia religiosa e riflessione teologica personale

Descrizione

In Mongolia i cristiani rappresentano una minuscola minoranza della popolazione. La Chiesa cattolica locale, fondata dopo la caduta del regime comunista, è una delle più piccole al mondo. In questo reportage d’inchiesta, la giornalista Marie-Lucile Kubacki segue il cardinale Giorgio Marengo in una duplice ricerca: comprendere come i cattolici vivano la loro condizione minoritaria in un contesto asiatico plurireligioso e interrogarsi su ciò che questa Chiesa nascente può suggerire a un Occidente sempre più secolarizzato.
Tra steppe sconfinate, montagne innevate e ger trasformate in luoghi di culto, emergono storie concrete: donne e uomini che scelgono il battesimo in un ambiente sociale e familiare talvolta complesso, missionari che annunciano il vangelo con discrezione e umiltà, comunità ancora fragili ma in crescita. Come un germoglio nella steppa, questa Chiesa prende forma lentamente, nella sobrietà e nell’essenzialità.
Un racconto che interpella anche chi non crede: cosa rimane quando una fede si spoglia di ogni abitudine, di ogni potere e struttura consolidata, di ogni conforto culturale? Forse proprio l’essenziale. E quell’essenziale, nelle steppe mongole, ha ancora un volto umano.

Recensioni

Dopo il successo dell’edizione francese, arriva in Italia Gesù in Mongolia di Marie-Lucile Kubacki, un libro che è molto più di un reportage di viaggio. È un’inchiesta giornalistica, un racconto umano e un percorso spirituale che conduce il lettore alla scoperta di una delle chiese cattoliche più piccole e meno conosciute del mondo, con appena poche migliaia di fedeli sparsi in un territorio immenso.

Il Italia il titolo completo è Come germoglio nella steppa. Gesù in Mongolia. Seguendo il cardinale Giorgio Marengo, missionario della Consolata e prefetto apostolico di Ulaanbaatar, Kubacki intraprende una duplice ricerca. Da un lato cerca di comprendere come si viva la fede cristiana in un contesto asiatico plurireligioso, segnato dalla tradizione buddhista e dalla cultura nomade; dall’altro si interroga su ciò che questa giovane chiesa può insegnare a un Occidente sempre più secolarizzato e spesso affaticato nel proprio rapporto con il cristianesimo.

Tra steppe sconfinate, montagne innevate e ger trasformate in luoghi di preghiera, emergono storie di donne e uomini che scelgono il battesimo in un contesto sociale e familiare non sempre favorevole. Si incontrano missionari che annunciano il vangelo con discrezione, evitando ogni forma di protagonismo, e comunità ancora fragili ma capaci di crescere lentamente, come suggerisce l’immagine del germoglio che dà il titolo ideale a questo viaggio.

Uno dei meriti maggiori del libro è quello di intrecciare testimonianze personali e approfondimenti storici e culturali. Lo sottolinea anche Giorgio Marengo nella prefazione, definendo l’opera il frutto di ascolto attento, verifica delle informazioni e costante ricerca delle radici storiche e spirituali del Paese.

La prefazione insiste inoltre sull’effetto che questo Paese esercita su chi lo visita. La Mongolia, scrive il cardinale, è una terra che cambia interiormente chi la attraversa: per il suo «lungo silenzio», per l’accoglienza della sua gente e per la ricchezza delle sue tradizioni spirituali. È un Paese che, nelle parole di papa Francesco, è «ricco di storia e di cielo» e che invita a guardare la realtà con occhi nuovi.

Ma la domanda più interessante che attraversa l’intero libro riguarda il significato stesso della fede quando viene privata di ogni sostegno culturale e istituzionale. Cosa rimane del cristianesimo quando non può contare sull’abitudine, sul prestigio sociale o su strutture consolidate? La risposta che emerge dalle pagine di Kubacki è semplice e insieme radicale: rimane l’essenziale. Rimane la forza dell’incontro umano, della testimonianza personale, di una comunità che cresce non attraverso il potere ma attraverso relazioni autentiche.

Per questo Gesù in Mongolia non è una lettura rivolta soltanto ai credenti. È un libro che interroga chiunque sia interessato a comprendere come nascono le comunità, come si trasmettono i valori e quale significato possa assumere oggi una fede vissuta in condizioni di assoluta minoranza. Nelle vaste steppe mongole, lontano dai grandi centri del cristianesimo mondiale, l’autrice scopre una chiesa giovane e fragile che proprio nella sua povertà sembra custodire qualcosa di prezioso: il volto umano dell’essenziale.


In Donne Chiesa Mondo 1 luglio 2026