11/11/2016
354. RICONCILIAZIONE DOPO STALINGRADO La cappella russo-tedesca della riconciliazione presso Stalingrado
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Stalingrado è il simbolo assoluto della barbarie del secondo conflitto mondiale. Più di 700.000 uomini morirono in quella “sacca” (Kessel, ovvero la zona circondata dalle truppe sovietiche) in una brutale carneficina. Tra la parte russa e quella tedesca del cimitero militare a Rossoš’ (presso l’attuale Volgograd/Stalingrado) è stata ora eretta una cappella commemorativa ma anche di riconciliazione, poiché il perdono dei peccati più gravi, la disumanità più bestiale, solo Dio può donarlo.

Il luogo sacro è stato consacrato da vescovi e da un buon numero di religiosi delle chiese ortodossa, cattolica ed evangelica. L’erezione della cappella la si deve al medico bavarese Christian Holtz e al suo instancabile impegno per la comprensione reciproca. I suoi sforzi sono stati sostenuti dalla Commissione tedesca per la manutenzione delle tombe dei caduti e da imprese tedesche.

Dai due muri in arenaria si staglia una croce latina e una ortodossa in memoria del patrimonio cristiano che lega la Russia e la Germania. Nella croce c’è la sofferenza, nella croce vi è salvezza. Essa rimanda all’opera redentiva di Cristo, «e alla promessa carica di speranza della fede cristiana», come è stato detto dall’ambasciatore tedesco a Mosca, Rüdiger von Fritsch. Il Ministero russo degli esteri ha dichiarato che la cappella dovrebbe «simbolizzare la riconciliazione, l’avvicinamento e la pace tra il popolo russo e quello tedesco».

 

 

 

 

© by Christ in der Gegenwart 38 [Herder Verlag, Freiburg 18 settembre 2016]

 

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Traduzione dal tedesco a cura della Redazione
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