27/01/2020
450. NON VI È NULLA DI PIÙ CONCRETO DI UNA BUONA TEORIA
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Lo scorso dicembre, nel cinquantesimo della sua istituzione, l’Università Ricardo Palma di Lima (Perù) ha conferito il massimo riconoscimento accademico al p. Gustavo Gutiérrez, teologo peruviano noto ovunque per il proprio contributo teologico e sociale a favore dei meno fortunati nel continente sudamericano. Riportiamo di seguito brevi passaggi dal discorso di p. Gustavo, che è possibile ascoltare al seguente link: ArzobispadodeLima.org.

 

 

«Non c'è niente di più concreto di una buona teoria: parafrasando, oggi possiamo affermare che in Perù non c'è niente di più politico (tanto quanto la costruzione della polis, della città, della nazione) di un buono ed esigente comportamento etico. Le varie forme di corruzione (i soldi facili, i giochi di potere, il ricorso sistematico alla menzogna) corrodono la vita sociale e la credibilità di coloro che hanno importanti responsabilità in essa».

«[…] il ruolo dell'università rimane insostituibile. Dalla sua qualità accademica, scientifica e tecnica dipende l’adempimento di quei compiti di cui il Paese ha bisogno, pertanto dobbiamo avere università aperte ai giovani di tutti gli strati socio-economici del paese. Dobbiamo chiedere allo Stato di adempiere alle proprie responsabilità in un settore che è decisivo per la nazione».

Gutiérrez ha anche fatto riferimento alla situazione delle donne che, nonostante alcuni "passi positivi", si trovano ancora in un «contesto che mostra un profondo disprezzo per la loro condizione umana, nel quale viene loro negata la pienezza dei diritti in quanto persone, destinandole ai compiti inferiori nella famiglia, nel lavoro, nell'organizzazione sociale, nella Chiesa. Ma è chiaro che questo disprezzo è soprattutto un degrado dell'uomo come essere umano. Comprendere che le donne hanno gli stessi diritti degli uomini non è un favore, è il riconoscimento di un'equità necessaria».

«Dobbiamo fare in modo che la luce della conoscenza illumini il nostro percorso storico e non aggiunga paradossalmente più oscurità per i poveri che lottano coraggiosamente per la loro dignità e sopravvivenza. La grande sfida per i giovani è assumersi la responsabilità dei problemi e delle sofferenze del paese, e non tradire questa responsabilità nei confronti del proprio popolo».

«Non dimentichiamo che il futuro non viene da solo, dobbiamo costruirlo, va forgiato con le mani, la mente e il cuore», ha concluso.

 

 

 

 

 

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