26/07/2007
99. Editrice Queriniana, Brescia Breve presentazione di Rosino Gibellini
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Riportiamo il testo della presentazione dell’Editrice Queriniana tenuta recentemente alla Associazione dei Bibliotecari Ecclesiastici Italiani (ABEI).


L’Editrice Queriniana prende il nome da Angelo Maria Querini, su cui si può consultare la voce corrispondente del Lexikon für Theologie und Kirche. Nasce a Venezia nel 1680, rampollo di nobile famiglia veneziana, entrato nell’Ordine benedettino a Firenze, studia greco ed ebraico, intraprende numerosi viaggi in Europa alla ricerca di antichi manoscritti, e intreccia contatti con importanti personalità dell’epoca, come Quesnel, Newton, Fénelon, Malebranche. Vescovo di Corfù, e successivamente di Brescia per circa trent’anni, cardinale e Prefetto della Biblioteca vaticana, con l’onere “pesante” (lästig) di residenza nella sua diocesi di Brescia, dove muore all’età di 75 anni nel 1755. Ecumenista ante litteram, si adoperò, con i suoi contatti, per intrecciare rapporti tra le chiese cristiane d’Oriente e d’Occidente.

Interessante ricordare questo episodio: pochi anni prima della morte, in occasione del giubileo del 1750, e precisamente nel 1748, inviò una lettera al papa Benedetto XIV, in cui chiedeva di mitigare i rigori della pratica della confessione posttridentina, in vista di una predicazione del perdono più ispirata al Vangelo e per un riavvicinamento al protestantesimo. Dopo una iniziale simpatia, Benedetto XIV respinse la proposta del card. Querini, che apparve allora come esponente di un “illuminismo cattolico”. Durante il suo episcopato, nel 1745 fondò a Brescia la Biblioteca Queriniana. Querini rimane simbolo di cultura, mecenatismo della cultura, cosmopolitismo, cattolicesimo aperto.

Più di un secolo dopo la sua morte, nel 1884 si apre a Brescia una tipografia che porta il nome di Tipografia Queriniana, in omaggio al grande vescovo di Brescia, quando il Consiglio di amministrazione del quotidiano cattolico «Il cittadino di Brescia», diretto da Giorgio Montini, padre del futuro Paolo VI, decise di stampare in proprio il giornale. Due anni dopo, nel 1886, la Tipografia Queriniana venne fusa con quella vescovile, e affidata la responsabilità al p. Giovanni Piamarta, direttore e fondatore della Congregazione religiosa Sacra Famiglia di Nazaret per l’educazione cristiana della gioventù. Il 1886 è ritenuta la data di fondazione dell’Editrice Queriniana, che si presentava come l’unica realtà editoriale cattolica di Brescia, organo della stampa cattolica locale – giornali, riviste, ma anche libri di pastorale – sulla fine dell’Ottocento e nel primo Novecento.

Nei decenni seguenti, fino agli Anni Cinquanta del XX secolo, l’Editrice Queriniana ha un suo catalogo di pubblicazioni prevalentemente pastorali, ma dove incominciano ad emergere in traduzione italiana, autori europei, come Sintesi tomistica di Garrigou-Lagrange; Vita cattolica di Sertillanges; I santi pagani di Daniélou; lo splendido volumetto Tu sei il silenzio di Karl Rahner; Saggio sulla santità in Russia del gesuita russo, docente al Russicum, Ivan Kologrivov.

Con l’indizione, la preparazione e la celebrazione del Concilio Vaticano II – gli intensissimi sette anni, 1959-1965 – muta profondamente il clima spirituale e culturale nella Chiesa cattolica. Questo cambiamento ha avuto una grande incidenza anche in campo editoriale. Un primo segnale io l’ho visto nella pubblicazione dell’edizione italiana de L’Epistola ai Romani di Karl Barth presso Feltrinelli di Milano nel novembre del 1962, all’inizio della prima sessione del concilio. L’opera aveva atteso 40 anni prima di essere pubblicata in lingua italiana. Con questa pubblicazione si percepiva già un cambiamento di mentalità nei lettori. Ma le sorprese erano solo incominciate: nel 1963 appariva a Brescia, presso la Paideia, il primo fascicolo del Kittel. Nel gennaio del 1965 – a Concilio ancora in pieno svolgimento – la Queriniana iniziava la pubblicazione della Rivista internazionale di teologia, Concilium, edita in sette lingue, e diretta da Congar, Rahner, Küng, Metz e Schillebeeckx. Nello storico editoriale del primo numero della rivista Rahner e Schillebeeckx scrivevano: «In confronto ai compiti immani della Chiesa in ogni paese, ogni nazione è “teologicamente sottosviluppata”. In questa rivista la teologia di ciascun paese intende aiutare quella delle altre nazioni a svilupparsi». Dopo più di 40 anni di attività, avviene un cambiamento: è stato deciso nell’assemblea generale di Concilium, che si è tenuta nella Facoltà di teologia dell’Università di Münster, in Germania, nella prima settimana di giugno 2007, di trasferire la sede della Presidenza e del Segretariato, che coordinano la rete dei teologi sparsi nei cinque continenti, dall’università cattolica di Nimega, nei Paesi Bassi, al Centro Asiatico di Studi Interculturali di Madras, India; con collegamenti con l’Istituto di missiologia di Aachen/Acquisgrana, in Germania; con la Loyola University in Chicago; e con ramificazioni con altre realtà universitarie e culturali, per potenziare il carattere internazionale della rivista nell’epoca della globalizzazione. Congar definiva Concilium: «Un radar che esplora i segni del tempo».

Nel 1966 prendeva inizio la collana «Giornale di teologia» come agile biblioteca di aggiornamento teologico, ora arrivata al n. 327; e nel 1969 partiva la «Biblioteca di teologia contemporanea», di grandi opere teologiche, arrivata al n. 135. In queste due collane si può trovare documentato, in parte, il cammino della teologia contemporanea con opere rilevanti di Ratzinger, Küng, Metz, Kasper, Schillebeeckx, Gutiérrez, Lonergan, Alfaro, Congar, Duquoc, Mancini, Sequeri, Brambilla, Sanna; ma anche Bonhoeffer, Bultmann, Gogarten, Moltmann, Pannenberg – opere che sono entrate non solo nelle facoltà e istituti di teologia in Italia, ma anche nelle università, per il loro valore culturale, in quanto propositive di un pensiero cristiano, argomentato e articolato nel contesto delle culture e delle religioni universali; opere che entrano anche in molte biblioteche nel mondo, per l’accessibilità della lingua italiana, per quanti seguono gli studi teologici e religiosi, che hanno certamente un centro internazionale di grande diffusione a Roma.

Con queste tre iniziative, tra il 1965 e il 1969 si costituisce l’asse di pubblicazione teologica, ancora in pieno svolgimento. Sono previsti per il prossimo anno nella “Biblioteca” quattro volumi, dal titolo I concetti fondamentali della teologia, che costituiscono un bilancio storico-sistematico del sapere teologico. Ma continuavano e si potenziavano le pubblicazioni al servizio della pastorale con la rivista, ormai largamente diffusa, Servizio della Parola, fondata e diretta per anni da don Luigi Della Torre. Negli Anni Settanta l’Editrice Queriniana pubblica l’edizione italiana del «Commentario Biblico San Girolamo», con il titolo Grande Commentario Biblico, e con presentazione di Carlo Maria Martini, allora rettore del Pontifico Istituto Biblico. La vasta e impegnativa opera si presentava come un commento essenziale di tutta la Bibbia, scritto da esegeti cattolici nordamericani e di lingua inglese «secondo i più moderni princìpi della critica biblica», come sottolineavano nella Prefazione gli editors, tra i più noti biblisti in campo internazionale: Brown, Fitzmyer, Murphy. Il Grande Commentario riscuoteva un notevole successo in Italia, e in altre aree linguistiche, e segnava l’ingresso della Queriniana nel campo degli studi biblici. L’opera, interamente rinnovata, è stata riedita negli Anni Novanta con il titolo Nuovo Grande Commentario Biblico .

Sono seguite altre opere bibliche di rilievo come la Introduzione al Nuovo Testamento di Raymond Brown; la Introduzione all’Antico Testamento, edito da Erich Zenger, espressione della moderna esegesi cattolica di lingua tedesca. La recente congiuntura di studi su Gesù e sul cristianesimo delle origini – riproposti da ultimo dal libro su Gesù del papa teologo – ha richiamato l’attenzione su alcuni importanti studi sulla ricerca del Gesù storico del catalogo Queriniana: basterà citare i nomi dei biblisti tedeschi Gerd Theissen e Klaus Berger; e l’opera Un ebreo marginale. Ripensare il Gesù storico dello studioso americano John Meier, in tre volumi, che attende di essere completata da un quarto volume, che avrà come titolo, come ci comunica l’autore in una recente corrispondenza, Un ebreo marginale: Legge e amore, che sarà edito in lingua americana nel 2008.

Un accenno agli studi storici. Negli Anni Ottanta l’Editrice Queriniana pubblicava la Storia ecumenica della Chiesa in tre volumi, espressione della storiografia di lingua tedesca, con prefazione all’edizione italiana di Giuseppe Alberigo, che sottolineava la novità dell’impresa storiografica, dove si ricostruiva da parte di storici – cattolici, protestanti e ortodossi – il cammino di duemila anni di storia della Chiesa, attenta anche alla storia della teologia. Scriveva lo storico bolognese: «Questa Storia ecumenica della Chiesa fa invecchiare qualitativamente il modo sin qui praticato di redigere le storie ecclesiastiche, che appaiono ad un tratto anguste, povere e settoriali». L’opera ha avuto un’ottima accoglienza anche in Italia. Dopo trent’anni, è in fase di conclusione la nuova edizione, che si presenterà interamente rielaborata. Avvertono gli editors: «Una Storia ecumenica della Chiesa non può avere intenti armonizzanti. Essa deve piuttosto portare un contributo ad una migliore comprensione delle diversità, e non una “soluzione” ai contrasti della cristianità. Solo una sobria ricostruzione storica a più voci può rendere conto delle fondamentali comunanze delle confessioni cristiane, ma anche della condizionatezza storica e del diritto storico delle divisioni».

Voglio ricordare da ultimo il contributo degli studiosi italiani al catalogo della Queriniana:

- la collaudata collana Leggere oggi la Bibbia, in una cinquantina di brevi volumi, è firmata da biblisti italiani;

- il collaudato Corso di Morale, edito da Tullo Goffi e Giannino Piana, è firmato da teologi italiani della morale;

- il Nuovo Corso di teologia sistematica, diretto da Giacomo Canobbio e Angelo Maffeis, è in fase avanzata di pubblicazione ed è firmato da teologi dell’ATI (Associazione Teologica Italiana).

La più recente collana è la collana Books, che presenta opere che si rivolgono anche al grande pubblico, ed è iniziata con la riproposizione, in nuova traduzione, della 13° edizione (ora già 15° edizione) dell’opera Introduzione al cristianesimo del teologo Joseph Ratzinger, un’opera pubblicata nella edizione originale tedesca nel 1968, e prontamente edita in edizione italiana nel 1969.

Tra gli studiosi che hanno trattato della storia e del programma dell’Editrice Queriniana, meritano di essere ricordati gli storici Luigi Fossati, Antonio Fappani, e la giovane studiosa Lucia Ceci, il cui saggio è stato inserito negli Annali della Fondazione Luigi Einaudi (Torino 1996).




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Editrice Queriniana, Brescia (UE)

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