14/01/2020
449. CIME E VALLI DELLA VITA
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Anselm Grün, notissimo monaco tedesco autore di numerosi libri, tradotti e letti in tutto il mondo, compie 75 anni il 14 gennaio 2020. In questa breve intervista concessa a Konradsblatt.de (qui in una nostra traduzione), p. Anselm parla della propria vita, della passione per la scrittura e di attualità. Grün figura nel nostro catalogo con molti libri di successo, essendo stata la Queriniana tra le prime editrici a presentare i suoi testi nel nostro paese. A p. Anselm vanno i nostri più cordiali auguri di buon compleanno!

 


D: Cime e valli della vita è il titolo di un suo recente testo. P. Anselm, quali sono state per lei le cime in questi 75 anni?

R: I viaggi in Asia per esempio, Taiwan e Hong Kong, sono sempre state delle esperienze “alte”. Vedere che persone appartenenti a un'altra cultura sanno essere aperte, che capiscono il mio pensiero. Lo stesso si può dire dell’America del Sud. In Brasile i miei libri hanno venduto due milioni di copie.

 

D: Lei è in cima alle classifiche di vendita della letteratura cristiana. Può anche essere pericoloso.

R: C’è il rischio di darsi troppe arie. Sono grato che i libri vengano letti. Ma non ci si può “sentire arrivati” per questo. Jung diceva: «Il più grande nemico del cambiamento è una vita di successo». Se ci si adagia e si pensa che va tutto bene, non si può andare oltre. Ovviamente mi rallegro, quando, dovendo tenere delle conferenze, scopro che le sale sono piene. E allora è importante rendere grazie: si tratta di un dono, non di un mio merito.

 

D: Passiamo alle valli: quali ha dovuto percorrere?

R: Nei primi anni in monastero ero molto turbato. Quando sono entrato ero guidato dall’ambizione, dalla ragione. Poi sono subentrati i miei sentimenti e ci ho pensato: è davvero questa la mia strada? Altre valli della mia vita sono state senza dubbio la morte dei miei genitori e di mia sorella maggiore. Per il resto, Dio mi ha risparmiato.

 

D: Passiamo alla scena pubblica: i toni del dibattito si sono fatti sempre più duri, aggressivi. Come si può riacquistare un po’ di serenità?

R: Naturalmente ci si arrabbia, quando questi toni si diffondono in maniera capillare. Non puoi più fidarti a dire nulla, che la notizia rimbalza ovunque. Ma poi penso: se la gente vuol parlare di me, che faccia pure. Non m’interessa. Non leggo tutto ciò che viene scritto su di me in internet.

 

D: Non è certo un luogo foriero di un clima sereno.

R. Oggi tutto viene subito commentato. Vieni velocemente messo alle corde. Suoi social media si è molto più aggressivi e si viene giudicati ancora più rapidamente. Io me ne sto semplicemente fuori. Su Facebook scrivo una volta a settimana degli “impulsi”. Se una critica è giustificata, sono felice di rispondere ai commenti.

 

D: Che ruolo gioca in questo il linguaggio?

R: Nella Bibbia sta scritto: «Il tuo accento ti tradisce». Quando il tono in pubblico è così aggressivo, si ha sempre meno il coraggio di parlare di se stessi. Troppe chiacchiere diventano un parlare a vanvera. Quando invece dialoghiamo, s’inizia una conversazione. La chiacchiera è soprattutto un voler avere ragione. Parlare è sempre qualcosa di personale. Una buona conversazione è un’arte: si tratta di ascoltare, rispondere e di non sminuire l’altro. Cerco di farlo anche quando vengo attaccato.

 

D: Un tema di grande attualità è il dibattito sul clima. Lei si è fatto promotore della conversione ecologica del vostro monastero. Ma lei è anche spesso in viaggio. Come si può trovare l’equilibrio ecologico?

R: La domanda potrebbe anche essere, se terrò ancora delle conferenze o se scriverò semplicemente dei libri. È una questione che mi sta a cuore, essendo noi missionari benedettini. Portare la chiesa alla gente, significa anche viaggiare. Quando possibile, utilizzo il treno. Ma voglio anche tornare al monastero la sera – per riuscire almeno ad essere presente alla preghiera del mattino. A volte è difficile.


D: Un altro titolo di un suo testo recita: Versäume nicht dein Leben – Non perdere la tua vita. Cosa non avrebbe voluto perdere?

R: Gli incontri con le persone e la scrittura – e anche molti corsi. Sono grato di poter condividere le vite degli altri. 

 

D: E che cosa ha effettivamente perso?

R: Avrei ancora molto da leggere. Mi dico: se ne avrò il tempo, rileggerò ancora una volta i Padri della Chiesa.





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