31/05/2021
487. A COLLOQUIO CON JÜRGEN MOLTMANN Pazienza, misericordia e solidarietà
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In occasione della pubblicazione del suo libro Pazienza, misericordia e solidarietà in lingua italiana per i tipi di Queriniana, il prof. Moltmann – il mese scorso in visita a Venezia, dove è stato anche ospite del patriarca Francesco (nella foto con lui qui sotto) – si è gentilmente prestato a rispondere a una breve intervista, curata dalla nostra Redazione. Ecco di seguito la trascrizione. Buona lettura (dell’intervista, e soprattutto del libro!)

 

 

1. Ci sono libri di cui il mondo non aveva bisogno. Perché questa frase non si applica al suo libro?

Viviamo in una società frenetica, impaziente. Abbiamo bisogno di speranza e pazienza per sopravvivere nella pandemia.

 

2. Quali nuove prospettive si aprono grazie alla lettura del suo testo?

Tutti noi abbiamo bisogno della pazienza, della misericordia e della solidarietà degli altri. È questa l’umanità a cui aspiriamo.

 

3. Se dovesse riassumere il messaggio del suo libro in una frase, quale sarebbe?

La pazienza è il respiro lungo della speranza.

 

4. Che significato assume il tema nei dibattiti teologici ed ecclesiali in corso?

Per ultimo Tertulliano ha scritto un “trattato sulla pazienza”, e si sa che egli è stato una persona alquanto impaziente. “La pazienza di Gesù Cristo” è un tema cristologico. La misericordia è un tema che riguarda la solidarietà umana: è difficile accettare la compassione quanto esercitarla.

 

5. Con quale personaggio, del presente o del passato, le piacerebbe discutere delle tematiche che il suo testo affronta?

Con i miei colleghi di un tempo: Hans Küng, Joseph Ratzinger e Wolfhart Pannenberg.



6. Può portare con sé, sulla famosa isola deserta, solo cinque libri. Quali?

La Bibbia, il libro dei canti liturgici, la Divina Commedia, il Faust di Goethe e la Dogmatica ecclesiale di Karl Barth (perché è lunga: 10.000 pagine).

 

7. Domande personali: Ci può confidare qual è il passo biblico o quale la sua preghiera preferita? Quale la musica o il suo film preferito? Che cosa le fa paura e che cosa invece la rende felice?

«Egli trarrà anche te dalle fauci dell’angustia verso un luogo spazioso, non ristretto» (Giobbe 36,16); i Salmi 23 e 103. Beethoven e il jazz della vecchia New Orleans. Le minacce mi fanno paura, l’amore mi rende felice.

 

8. Domande, più “professionali”: Su cosa sta lavorando in questo periodo? Su quale argomento le piacerebbe scrivere o le sembra necessario scrivere, in un futuro prossimo?

Sto lavorando ad un libro dal titolo Teologia politica del mondo moderno. La domanda è: come il mondo cristiano è diventato il mondo occidentale e come il mondo occidentale è divenuto mondo moderno globale?






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