30/03/2017
364. «GIORNALE DI TEOLOGIA» COMPIE I 400 TITOLI di Rosino Gibellini
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«Giornale di teologia» compie il suo 50° anniversario con il n. 400: La santa radice. Fede cristiana ed ebraismo, del teologo italiano, ben noto in campo internazionale, e arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto, Bruno Forte, autore della Simbolica ecclesiale (in otto volumi).


«Giornale di teologia» («Gdt») nasce come progetto culturale ed editoriale negli anni romani dei miei studi di teologia per la laurea alla Pontificia Università Gregoriana (PUG) di Roma (Anni Cinquanta: docenza di Flick, Alszeghy, Alfaro, Pelster da ricordare, in particolare, per i suoi corsi di storia della teologia).

Era una teologia nel passaggio dalla Neoscolastica ad una teologia della storia della salvezza, che prenderà inizio col progetto di Mysterium Salutis (1959ss). Il tema in primo piano era allora la teologia della storia, che aveva come protagonisti Cullmann e Daniélou. Indicativo il panorama storico, che ne tracciavano Flick e Alszeghy in un celebre articolo, molto letto, in Gregorianum 2/1954.

Ma l’idea, il progetto, e il nome «Giornale di teologia» nascono a Innsbruck, che visitavo durante l’estate per familiarizzarmi con la lingua tedesca, durante le conversazioni, che tenevo con i due Rahner, sempre accoglienti degli studenti, soprattutto stranieri: con Hugo Rahner, docente di letteratura cristiana antica e rettore del Canisianum di Innsbruck (il Collegio degli studenti gesuiti all’università); e con Karl Rahner, docente della Facoltà di teologia, che mi passava le sue dispense sul trattato della creazione (De Deo creante, con testo in latino e con densi Scholion di approfondimento in tedesco).

Da Karl Rahner avevo ricevuto in dono il “grande” volumetto Worte ins Schweigen, di cui la Queriniana ha firmato il contratto in data 17 settembre 1953 (conservo ancora fotocopia del celebre contratto, che anticipava l’apertura internazionale), che sarà edito in traduzione italiana nel 1956 (e più volte riedito) (date ben controllate).

Il progetto giovanile del «Giornale di teologia» è rimasto tale per una decina di anni, in attesa di opportune evenienze. Ma con l’indizione, inattesa, di un Concilio da parte di Giovanni XXIII nel gennaio 1959, molte cose si mettono in moto nella Chiesa cattolica.

Nasce una nuova rivista teologica, Concilium. Rivista internazionale di teologia promossa da un gruppo di teologi periti conciliari: data di fondazione il 20 luglio 1963 (cf. Un radar teologico, in L’Osservatore romano 7 giugno 2014) e apparizione del primo numero in sette edizioni, nel gennaio 1965.

Altra sorpresa. A Brescia agli inizi degli Anni Sessanta nasce la nuova Editrice, Paideia, fondata dal prof. Scarpat, che pubblica nel 1963 il primo fascicolo del Kittel, nome del biblista tedesco editor del Dizionario teologico del Nuovo Testamento, che si concluderà nell’edizione italiana in 15 tomi, negli Anni Ottanta.

Sorpresa anche nelle Editrici laiche: Feltrinelli pubblicava in edizione italiana nel 1962 un testo fondamentale della teologia del XX secolo, la Lettera ai Romani di Barth, a quarant’anni dalla prima edizione dell’opera (1922). Si è trattato di uno storico ripescaggio, che segnalava l’attualità del libro religioso.

L’Editrice Queriniana pubblica il primo fascicolo dell’edizione italiana di Concilium nel 1965.

Dopo questa contestualizzazione dei primi Anni Sessanta – gli anni del Concilio Vaticano II (1962-1965), ritorniamo a «Giornale di teologia». «Gdt» era stato da me ideato negli Anni Cinquanta, come rivista teologica, ma nel frattempo si era concretizzata l’idea di Concilium. Non ho voluto rinunciare al «Gdt», che sarà edito come “Biblioteca di aggiornamento teologico”, a partire dal 1966, nel primo vivace e creativo anno dell’immediato post-concilio.

Si tratta di una serie di volumetti (o volumi), che quasi bimestralmente documentano e orientano nel dibattito teologico, con costante riferimento alla situazione culturale. Tali scritti perseguono una teologia della cultura, nel senso tillichiano, in quanto si pratica, in genere, il metodo della correlazione; e in questo sono espressione della svolta antropologica della teologia, come ha notato il teologo veneziano Germano Pattaro.

Questa serie di libri compie ora il suo 50° anniversario con il n. 400.

Tra gli ultimi testi editi: il best-seller, Il vangelo della famiglia del card. Kasper (n. 371); e La Chiesa cattolica verso la sua riforma del teologo fiorentino, Dianich (n. 368), cui è stato assegnato il Premio Capri-San Michele 2014 per la teologia.

Tra i primi dieci numeri figura il Diario teologico del Concilio Vaticano II, del teologo di Tubinga, Joseph Ratzinger (n. 8). Seguono altri testi, che documentano puntualmente il susseguirsi dei più produttivi orientamenti teologici nel contesto filosofico, sociale e culturale. Tra i vari titoli si potrebbe scegliere per la sua attualità il progetto di Hans Küng, Perché un’etica mondiale. Religione e etica in tempi di globalizzazione (n. 299); passando per le teologie nei vari continenti (Gutiérrez, Cone, Bujo, Tutu, Amaladoss, Kitamori, Yannaras, Lapide), oltre ai grandi nomi della teologia evangelica (da Harnack a Pannenberg e Moltmann, come ha notato, autorevolmente, il teologo della Facoltà romana valdese, Fulvio Ferrario); arrivando al più recente contributo delle teologhe (Hunt, Sölle, Moltmann-Wendel, Ruether, Johnson); senza dimenticare i filosofi (da Schleiermacher, a Habermas, e Joas.

La nostalgia del totalmente AltroSe dovessi indicare un solo testo nella serie dei 380 titoli (finora apparsi) indicherei La nostalgia del totalmente Altro del filosofo della Scuola di Francoforte, l’ebreo Max Horkheimer, che mi è stato consegnato direttamente dalla stesso Autore durante la conversazione nella sua villa di Montagnola a Lugano, in Svizzera, il 4 febbraio 1972, e prontamente edito (e più volte riedito), che aveva riscosso l’attenzione di teologi e filosofi. Ricordo in particolare la valutazione positiva del filosofo e poi rettore dell’Università Cattolica di Milano, Adriano Bausola.

L’aggiornamento continua e “Giornale di teologia” prosegue il suo cammino, ancora più urgente oggi, per il moltiplicarsi dei contesti nel tempo della globalizzazione e della postmodernità, e per un orientamento dal respiro universale di una nuova cattolicità (Schreiter) ed ecumenicità*.


* Per “Biblioteca di teologia contemporanea”, che inizia le sue pubblicazioni – sintesi e trattati – nel 1969, cf. Biblioteca di teologia contemporanea arriva al 150° volume in Teologi@Internet 195.




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